di Laura Valdesi
La Nazione, 11 luglio 2024
Grande successo della maratona oratoria organizzata dalla camera penale di Siena e Montepulciano. Il magistrato di sorveglianza Cornetti: “Vi racconto la storia di un detenuto e del suo amore per il figlio”. “Non se ne parla, il carcere è un argomento scomodo. Ci si investe poco, non interessa a nessuno. In cella ci sono gli ultimi”, osserva la presidente della Camera penale di Siena e Montepulciano Michela Rossi. L’obiettivo di questa maratona di interventi davanti al tribunale era di richiamare l’attenzione dei cittadini, facendo sentire la nostra voce anche alle leve del potere”, aggiunge. Missione (parzialmente) compiuta: qualcuno si ferma ad ascoltare.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 11 luglio 2024
Oltre tre ore di interventi di avvocati, magistrati, operatori del penitenziario e volontari in piazza Prampolini per sensibilizzare sulla condizione dei detenuti. “Eravamo a 53 suicidi di detenuti nelle carceri italiane, stamattina (ieri, ndr) ho dovuto aggiornare il cartello: siamo a 54 dall’inizio dell’anno. Non è accettabile: è una strage di Stato”. In piazza Prampolini, ieri mattina si sono susseguiti gli interventi della ‘Maratona oratoria’ organizzata dalla Camera penale reggiana, presieduta dall’avvocato Luigi Scarcella, per sensibilizzare sui problemi che affliggono i penitenziari. Partendo da ottiche diverse, per oltre tre ore legali, magistrati, operatori del carcere e volontari, e anche i nuovi amministratori del Comune, hanno portato un contributo di esperienze, critiche e proposte. Sovraffollamento, Scarcella, affiancato nella conduzione dall’avvocato Cecilia Soliani, ha invocato la necessità di diffondere maggiore consapevolezza attraverso “pubblicità-progresso” e l’istituzione di una ‘Giornata del carcere’ “in cui i cittadini possano entrare nei penitenziari, prendere contezza del degrado, soprattutto percepire odori e rumori”, ma anche conoscere ciò che i detenuti sanno produrre, “se messi nelle condizioni”, ovvero “teatro, manufatti, fotografia, un concerto...”.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 11 luglio 2024
Il cappellano denuncia le condizioni carcerarie e chiede giustizia riparativa per i detenuti. Volontari e associazioni si impegnano per migliorare la vita di chi è dietro le sbarre. Don Daniele Simonazzi, cappellano dell’ex Opg, chiede di fare 30 secondi di silenzio “per chi è morto”. Poi presta la sua voce agli uomini che incontra dietro le sbarre. Legge la lettera di M., che qui pubblichiamo. Fa domande collettive e sferzanti: “Se noi fossimo al loro posto, vorremmo essere trattati così?”. Loro definiscono il carcere “come un inferno in cui si è privati della vita”. Possono usufruire “di 4,8 metri quadrati, perché vanno tolti i letti a castello. Ma una legge europea a parità di volume assicura più spazio alle galline ovaiole”. La soluzione, dice polemicamente, potrebbero essere “nuove deportazioni, dovremo aprire binari 21 in molte stazioni perché adesso i detenuti saranno deportati in Albania ed è disastroso”.
di Massimo Merluzzi
La Nazione, 11 luglio 2024
La Camera penale spezzina ha aderito allo sciopero nazionale degli avvocati. Il numero dei suicidi negli istituti di pena continua tristemente a crescere. Sono fantasmi che si aggirano nelle carceri italiane, invisibili e trasparenti che fanno rumore soltanto quando cadono. In quel preciso istante in cui però è ormai troppo tardi e la loro vita si è spenta nel silenzio assordante di stanze malsane, reparti stracolmi, situazioni già ben oltre limite della sopportazione. Sono 54 le vittime già registrate nel tragico bollettino di radio-carcere Italia, le cui modulazioni di frequenza si dovrebbero ascoltare da ogni latitudine del Paese. Invece sul tavolo restano i nomi di detenuti che si sono tolti la vita insieme a quelli dei 6 agenti della polizia penitenziaria. Fantasmi.
di Luigi Ruggera
Corriere del Trentino, 11 luglio 2024
Viveva nello Sporthotel di Colle Isarco, una foresteria per lavoratori fuorisede, dove è avvenuto l’intervento dei carabinieri: lavorava per un’impresa edile di Vipiteno. Era stato lui stesso a chiedere aiuto, chiamando il numero d’emergenza 112: all’arrivo dei carabinieri ha però perso il controllo, avventandosi contro i militari, che lo hanno colpito con la pistola taser. L’uomo, immobilizzato dalla scossa elettrica, ha poi accusato un grave malore ed è deceduto dopo oltre un’ora. È questa la dinamica della tragedia avvenuta nella notte di martedì a Colle Isarco, secondo quanto riferito dai carabinieri in un comunicato stampa diffuso dopo che la notizia era stata anticipata dal Corriere dell’Alto Adige.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 11 luglio 2024
Carabinieri, poliziotti e agenti della Guardia di Finanza hanno in dotazione le pistole elettriche taser dal 2022. Come funzionano? Quali sono i rischi? La pistola taser è entrata nelle dotazioni di tutte le forze di Polizia nel 2022, dono anni di sperimentazioni. Dopo la morte di un uomo colpito dalla scarica elettrica della pistola impiegata da un carabiniere a Colle Isarco, in Alto Adige, riproponiamo questo approfondimento sull’arma, sulle regole per il suo corretto utilizzo e sulle norme di legge in materia.
di Angela Stella
L’Unità, 11 luglio 2024
Sono tre ragazzi palestinesi. Appartengono alla resistenza armata della Cisgiordania. Il nostro governo li ha fatti arrestare per consegnarli a Israele. Ma il diritto internazionale riconosce il diritto all’autodeterminazione, anche con la lotta armata. E quindi? Oggi la Corte di Cassazione deciderà se far rimanere in carcere tre ragazzi palestinesi arrestati perché ritenuti appartenenti alla resistenza armata operante in Cisgiordania, qualificata come attività terroristica dai giudici dell’Aquila. Piazza Cavour dovrà quindi decidere se la resistenza è un diritto del popolo palestinese oppure costituisce un reato perseguibile in Italia. Ma ripercorriamo la vicenda così come la illustra il loro avvocato, Flavio Rossi Albertini.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 11 luglio 2024
Invece Piantedosi andrà a Tripoli il 17 luglio. Intanto con il bel tempo ricominciano le partenze: oltre mille tra soccorsi e sbarchi. Due ong sotto attacco. “Chiedo alla comunità internazionale di rivedere e se necessario sospendere la cooperazione su asilo e migrazione con le autorità libiche coinvolte nelle violazioni dei diritti umani”, ha detto l’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu Volker Türk, intervenendo a Ginevra nella 56esima sessione dell’organismo delle Nazioni unite. Poco prima Türk aveva descritto il quadro rilevato sul terreno dalla missione indipendente Unsmil: deumanizzazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo; tratta di esseri umani; torture; lavoro forzato; fame indotta; vendita di uomini, donne e bambini.
di Serena Giannico
Il Manifesto, 11 luglio 2024
Sono brani della lettera che l’italiano è riuscito a far uscire dal carcere di Badr, inoltrata alla mamma via whatsapp. Il fratello: “Stiamo premendo per una videochiamata, non conosciamo le sue reali condizioni”. “Me la sono passata molto male. All’inizio i poliziotti mi hanno derubato di tutto, maltrattato. Mi sono dovuto operare (l’appendicite, ndr). Ho passato giorni ammanettato al letto con sei agenti che mi odiavano e mi molestavano di continuo, mi lavavano buttandomi bottiglie d’acqua sulla ferita aperta, tanto che è dovuto intervenire il medico. Lo hanno forzato a farmi uscire dall’ospedale dopo tre giorni per portarmi alla Centrale, dove c’erano solo loro e mi hanno tenuto in una stanza con altri 48, e merda e piscio ovunque, lasciandomi, di mio, solo le mutande che avevo addosso”.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 10 luglio 2024
La situazione è di irreversibile emergenza, vanno adottate misure urgenti, capaci di ridurre drasticamente la popolazione reclusa. Aveva trentasei anni ed era nato a Civitanova di Reggio Calabria il poliziotto penitenziario che si è tolto la vita nella notte dello scorso 6 luglio: è il sesto dall’inizio dell’anno. Della crudele epidemiologia carceraria, questo è forse il dato più trascurato: secondo alcune stime sindacali, nell’arco del decennio 2010-2020, sarebbero stati circa cento i suicidi tra gli agenti della penitenziaria (un dato decisamente più alto di quello riscontrato all’interno degli altri Corpi di polizia).










