di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 26 giugno 2024
In 370 per 182 posti, la lettera ai parlamentari e al Papa. Ravagnani: “Questa struttura va chiusa”. 370 detenuti per 182 posti. Tasso di sovraffollamento del 204%. È il dato che rende Canton Mombello tra le carceri più invivibili d’Italia, al quale va aggiunta una struttura talmente fatiscente che definirla inospitale risulta un eufemismo. Le sue croniche criticità vedono tutti d’accordo, dagli agenti agli operatori, dai politici che entrano a visitarlo fino a coloro ovviamente che pagano il conto più salato: i detenuti, autori nei giorni scorsi di un documento consegnato a diversi parlamentari in visita nel carcere e spedito anche al Papa per tentare di smuovere le acque stagnanti della loro condizione detentiva. Più che un appello quella diffusa è una testimonianza della drammatica quotidianità alla quale sono costretti, lontana anni luce dal senso che anche la Costituzione prescrive e per la quale “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 26 giugno 2024
Le Camere penali di Brescia sono appena rientrate da un fine settimana di studio in Austria durante il quale una delegazione di avvocati ha visitato anche l’istituto di pena di Leoben, carcere conosciuto a livello mondiale per essere un “modello progettuale” per ospitare 205 detenuti. Un esempio di condizione detentiva “che ha una distanza siderale rispetto a quella che si registra in Italia, per non parlare di Brescia e Canton Mombello” afferma la presidente Veronica Zanotti.
di Stefano Taglione
Il Tirreno, 26 giugno 2024
Nel frattempo in via delle Macchie sospese le attività esterne nell’alta sicurezza dopo l’evasione di Umberto Reazione. Ben 254 detenuti su 181 posti disponibili, anche se il dato è in continuo aggiornamento. Si spiega così, dai numeri forniti dal ministero della Giustizia e aggiornati al 17 giugno scorso, il caos sovraffollamento delle Sughere. Le cifre sono quelle ufficiali e raccontano di una capienza totale (teorica) di 391 persone, ma ci sono 210 posti non disponibili a causa dei lavori ai padiglioni. “Spesso non ci sono gli spazi nemmeno per i transiti di chi viene arrestato”, racconta una fonte anonima. Nel frattempo nell’alta sicurezza, sono state provvisoriamente sospese tutte le attività esterne.
milanotoday.it, 26 giugno 2024
Dentro il locale è possibile assaggiare i prodotti realizzati dai detenuti del carcere di Opera. Un locale all’insegna dell’inclusione sociale. Al lavoro i detenuti del carcere di Bollate. Riapre il bar della Camera del Lavoro di Milano, chiuso da tempo e ora dato in gestione per sei anni alla cooperativa ‘La fabbrica dei segni’ che impiega persone in condizioni di fragilità. “L’obiettivo che ci siamo dati è stato quello di provare a favorire e a promuovere l’inserimento lavorativo di persone che arrivano dal carcere di Bollate. Reinserimento sociale vuol dire per noi innanzitutto percorsi di inserimento e di inclusione lavorativa, strumenti per rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione delle persone”, spiega durante l’inaugurazione Ivan Lembo, responsabile dell’ufficio politiche sociali della Cgil Milano.
gonews.it, 26 giugno 2024
Il Garante dei detenuti: “Diritto fondamentale”. “L’affettività in carcere alla luce della sentenza della Corte Costituzionale 10/2024” è stato il tema del convegno che si è tenuto oggi (martedì 25 giugno) nell’Auditorium Spadolini di palazzo del Pegaso, organizzato dal Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, da AIGA (Associazione giovani avvocati) e ONAC (Osservatorio nazionale di AIGA). L’evento ha coinvolto operatori della giustizia, avvocati, garanti, associazioni ed esperti, che si sono confrontati sul tema a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto di colloqui intimi tra detenuti e familiari, affermando il diritto all’affettività e alla sessualità in carcere. Al convegno ha portato il saluto, a nome di tutto il Consiglio regionale, il presidente Antonio Mazzeo. “Ogni Regione - ha detto - misura la qualità della propria democrazia con il livello di civiltà delle nostre carceri, con il livello con cui i detenuti riescono ad essere reinseriti nella società e con il livello con il quale ogni detenuto riesce a vivere la propria affettività in carcere. Ognuno di noi deve dare un contributo affinché questi principi si rafforzino e si consolidino e penso che iniziative come queste possano aiutare ad indirizzare il percorso nella direzione giusta”. “Il convegno ha voluto mettere in luce l’importanza della sentenza e diffondere la conoscenza dell’importante svolta impressa dalla Corte Costituzionale - ha dichiarato il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana Giuseppe Fanfani - In sostanza, il diritto alla affettività in tutte le sue forme è fondamentale e incomprimibile, quale che sia la condizione in cui si trova la persona. Ora è necessario agire per la sua attuazione concreta, sperimentando soluzioni idonee a garantirlo negli istituti penitenziari”. “Preoccupa però l’assenza al convegno del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria - ha aggiunto Fanfani - più volte sollecitato a intervenire. Ciò può apparire un segno della mancanza di volontà di confronto e di azione”.
orizzontescuola.it, 26 giugno 2024
Il percorso formativo, avviato dalla dirigenza scolastica in collaborazione con la direzione del carcere, ha permesso ai detenuti di immaginare un futuro nel settore della ristorazione. All’interno della struttura di detenzione sono stati allestiti un’aula dedicata alle attività didattiche e un laboratorio di enogastronomia, che da cinque anni consentono il funzionamento di una pluriclasse.
di Francesca Tofanari
Corriere Fiorentino, 26 giugno 2024
Incontri, workshop, spettacoli: dal 28 giugno gli appuntamenti di “Spiragli”. È un ponte tra il carcere e la città “Spiragli. Teatri dietro le quinte”, un festival piccolo ma qualitativamente grande, che ha il suo cuore in un percorso che il direttore artistico Claudio Suzzi con la Compagnia Interazioni Elementari porta avanti dal 2017 con i detenuti dell’Istituto penitenziario minorile G. Meucci.
Ristretti Orizzonti, 26 giugno 2024
Conclusa con grande successo la settima edizione del progetto trattamentale “Fuori…gioco!” per la rieducazione dei detenuti attraverso lo sport adottato nel carcere di Taranto. Dopo la visita alla Casa Circondariale di Roberto Donadoni, Renato Olive, Massimo Giove e di Eziolino Capuano, sabato scorso si è disputato sul manto erboso dello Stadio Iacovone l’attesissimo quadrangolare di calcio. A vincerlo sono stati i magistrati capitanati dal Pubblico Ministero Francesco Ciardo che dapprima hanno avuto la meglio sui detenuti in una semifinale combattutissima giocata all’insegna del Fair-Play e poi nella finalissima hanno superato la promettente compagine degli Agenti di Polizia Penitenziaria. Nella finale per il terzo e quarto posto i detenuti hanno superato gli avvocati ai calci di rigore. Tutte le gare si sono giocate nell’assoluta correttezza e rari sono stati i fischi dei direttori di gara.
di Laura Badaracchi
retisolidali.it, 26 giugno 2024
Racconti dal carcere è il podcast dell’associazione Antigone che raccoglie le voci dei detenuti a Rebibbia Nuovo Complesso. I suoni inquietanti di dentro e quelli persi lì fuori, gli odori che mancano, il tempo che non passa mai, la speranza. Si chiama “Racconti dal carcere” il podcast dell’associazione Antigone curato da Stefano Bocconetti e Federica Delogu. Raccoglie le voci delle persone detenute nel penitenziario romano di Rebibbia Nuovo Complesso che fanno parte della redazione di Jailhouse Rock, trasmissione radiofonica curata da Antigone e condotta (nonché ideata nel 2010) da Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, in onda ogni sabato dalle 16.30 alle 17.30 su Radio Popolare e altre radio italiane. Al programma collaborano i detenuti di Rebibbia e Bollate (Milano) che fanno il Giornale Radio dal Carcere (Grc), mentre la redazione di Rebibbia è protagonista del podcast.
di Andrea Capocci
Il Manifesto, 26 giugno 2024
La Camera ha approvato ieri all’unanimità la legge che allarga l’accesso ai servizi sanitari anche a chi è privo della residenza. La legge a prima firma di Marco Furfaro (Pd) colma così una delle lacune più gravi della nostra sanità. Sebbene la Costituzione tuteli la salute “come fondamentale diritto dell’individuo”, di fatto l’iscrizione al servizio sanitario nazionale è subordinata alla residenza anagrafica. Senza, è impossibile rivolgersi a un medico di base e o prenotare una visita medica. Questi diritti minimi verranno d’ora in poi garantiti anche a chi è privo di certificato di residenza. “La legge non solo restituisce il pieno diritto alle cure a decine di migliaia di persone - festeggia il deputato dem - ma finalmente sapranno che lo Stato non le ha abbandonate. E che uscire da una condizione di fragilità è possibile”. Per l’entrata in vigore sarà necessario il passaggio in Senato. L’unanimità è una sorpresa fino a un certo punto. Delle sei regioni che già oggi prevedono l’iscrizione alla Asl di chi non ha dimora, due (Emilia-Romagna e Puglia) sono governate dal centrosinistra e ben quattro (Abruzzo, Marche, Liguria e Piemonte) dalla destra. Fuori dagli slogan, pure la destra asociale sa che l’accesso alla salute è interesse collettivo. L’inedita convergenza ha richiesto però qualche compromesso.
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