di Pietro Pellegrini*
quotidianosanita.it, 21 giugno 2024
Da notizie di stampa si apprende che il governo sarebbe in procinto di adottare un provvedimento sulle REMS. Qualche tempo fa nella prima bozza del provvedimento sulle liste di attesa vi era lo stanziamento di 40 milioni di Euro per la realizzazione di nuove REMS o la manutenzione di quelle esistenti. Disposizione poi scomparsa nelle versioni approvate. Una decisione opportuna visto che ogni proposta dovrebbe essere sostenuta da un’analisi e da un piano complessivo relativo al tema delle persone autrici di reato, prosciolte o condannate.
di Claudia Fusani
notizie.tiscali.it, 21 giugno 2024
Nordio aveva annunciato ieri mattina il pacchetto scuota carceri per alleggerire la pressione sui penitenziari dove sono ormai 46 i suicidi e 56 le “altre” morti. Ma il pacchetto non è mai arrivato in Consiglio dei ministri. Stop di Lega e Fratelli d’Italia. Sulla tragedia del bracciante agricolo indiano lasciato morire a Latina, scoppia anche un caso Rai. Pietà per i morti di cui tutti possono conoscere la storia. Rinvii e indifferenza per i morituri ristretti in celle bollenti, affollate, senza più speranza, ridotti a statistiche e percentuali. Sono le due facce dello stesso governo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 giugno 2024
Boom di ingressi negli IPM: + 61,4 per cento. ma i reati tra i ragazzi calano del 4,15. “Non c’è stato alcun effetto deterrente con il decreto Caivano” in relazione alla criminalità minorile, “anzi in molte realtà”, negli istituti di pena per i minorenni, “si registra sovraffollamento e sovraccarico di lavoro per gli educatori”. A lanciare l’allarme è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti, che ieri ha presentato la sua relazione annuale al Parlamento, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente della Camera Lorenzo Fontana.
di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2024
Proseguito il voto nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio. Nodo emendamenti leghisti, si riprende martedì. Le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera sono andate veloci da martedì a giovedì nelle votazioni sugli oltre 300 emendamenti presentati al disegno di legge sulla sicurezza: 29 articoli che spaziano dalla tutela delle forze di polizia e delle forze armate alla liberalizzazione, per gli agenti, della detenzione di armi private senza licenza, dal terrorismo alle rivolte nelle carceri e nei centri per i migranti, dalla stretta contro borseggi e accattonaggio ai tutor per le vittime di usura. Sette mesi dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri, il testo è atteso in Aula per la discussione generale giovedì 27, anche se non si esclude che l’approdo slitti ancora alla settimana successiva. Va superato, infatti, il nodo dei 35 emendamenti della Lega che avevano surriscaldato gli animi e che per ora restano accantonati. Le commissioni riprenderanno a votare martedì alle 11.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2024
Modificati il codice penale e il codice di procedura penale. Tra le misure introdotte c’è anche l’inasprimento delle pene per i reati informatici e l’obbligo per le amministrazioni di segnalare, entro 24 ore, gli attacchi e di avere un responsabile della cybersicurezza. Con 80 voti favorevoli, 3 contrari e 57 astensioni l’aula del Senato ha approvato ieri il disegno di legge di iniziativa governativa per il rafforzamento della cybersicurezza nazionale. Dopo l’ok della Camera di un mese fa, il testo diventa ora legge. Come annunciato in aula poco prima, i gruppi di M5s, Pd, Italia viva e Azione si sono astenuti mentre Avs ha votato contro il provvedimento. Tra le misure introdotte c’è anche l’inasprimento delle pene per i reati informatici e l’obbligo per le amministrazioni di segnalare, entro 24 ore, gli attacchi e di avere un responsabile della cybersicurezza.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 21 giugno 2024
Al Senato il dibattito sulla presunzione d’innocenza organizzato dal presidente della Commissione Affari costituzionali Balboni, con Sisto, Violante, Alpa e Gagliano. Contemperare il diritto di cronaca con la presunzione di non colpevolezza, ma soprattutto tutelare il diritto alla reputazione in un contesto in cui, a dispetto dei richiami reiterati lanciati su questo tema dall’Ue all’Italia, il nostro Paese continua a zoppicare. Un problema, però, che non si limita al processo mediatico, ma investe anche quello del dibattimento vero e proprio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 giugno 2024
Ultimo confronto della settimana sul ddl costituzionale di riforma della giustizia. Oggi intervistiamo Giuseppe Tango, presidente della giunta dell’Anm di Palermo ed esponente di Mi.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 21 giugno 2024
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 24370 depositata oggi, affermando che, per via della assenza di attività processuale, la pubblica accusa non aveva possibilità di assumere l’iniziativa necessaria per adeguare l’imputazione alle nuove regole. La stretta della riforma Cartabia sui reati a procedibilità d’ufficio, con il conseguente proscioglimento in assenza di querela, non può applicarsi al caso in cui la contestazione dell’aggravante da parte del Pm (che rende il reato ancora procedibile d’ufficio) sia avvenuta a cavallo dell’entrata in vigore della riforma ed in particolare in un periodo di stasi giurisdizionale a cause dei diversi rinvii disposti dal giudice.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 21 giugno 2024
Avrebbe compiuto 20 anni a fine mese e finito di scontare la pena in agosto. Da inizio anno 44 detenuti si sono tolti la vita. Alì non aveva ancora vent’anni. Li avrebbe compiuti fra pochi giorni, il 30 giugno. Non ce l’ha fatta a festeggiare. Nemmeno la prospettiva di uscire e rifarsi una vita - avrebbe finito di scontare la sua pena il 17 agosto - ha fatto da contrappeso allo sconforto, al disagio, alle incertezze legate al futuro, al suo nuovo futuro. Ieri mattina Alì ha deciso di togliersi la vita nel carcere di via Sforzesca a Novara. È il suicidio numero 44 dall’inizio dell’anno negli istituti di pena del nostro Paese. Il giovane, pare di origine algerina (ma non vi è la certezza) si è impiccato nella sua cella. Non appena le guardie l’hanno visto agonizzante, hanno cercato di soccorrerlo e di rianimarlo ma ormai era troppo tardi.
di Lorenzo Sivilli
ansa.it, 21 giugno 2024
La storia di Giacomo, tra comunità e istituti penitenziari. In carcere a 21 anni, l’unico posto in cui non sarebbe mai dovuto stare. Giacomo era rinchiuso tra le mura di San Vittore, a Milano, quando si è tolto la vita. Soffriva di un disturbo borderline di personalità, una condizione psichica ritenuta incompatibile con il carcere. Nonostante questo, Giacomo è morto in un istituto penitenziario il 31 maggio 2022, dove si trovava dopo l’arresto per un piccolo furto. Su proposta dell’avvocato, con l’appoggio dei genitori, il 21enne aveva ottenuto la disposizione per essere trasferito in una Rems, una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza che, dal 2014, sostituiscono gli ospedali psichiatrici giudiziari. Anche dopo il via libera, però, Giacomo era ancora a San Vittore, in cui è rimasto per nove mesi. A causa della mancanza di posti disponibili in questo tipo di strutture, Giacomo avrebbe dovuto essere curato in un luogo alternativo esterno, ma ciò non è successo.
- Bari. “Nel carcere tortura di Stato”
- Milano. A Renato Vallanzasca il permesso per la Comunità di cura
- Firenze. Tanto affetto e la bibbia regalata ai detenuti. Don Gambelli saluta il carcere
- Pozzuoli (Na). Le “Lazzarelle” e il teatro dietro le sbarre
- Belluno. I detenuti futuri maestri di scacchi al carcere di Baldenich










