di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 giugno 2024
Prosegue il dibattito aperto dal Dubbio tra magistratura e avvocatura sulla riforma costituzionale che introduce la separazione delle carriere, il sorteggio dei togati al Csm e l’Alta Corte disciplinare. Ne parliamo con Giovanni Zaccaro, segretario della corrente progressista AreaDg.
di Liana Milella
La Repubblica, 19 giugno 2024
Contro lo stravolgimento del governo Meloni con la separazione delle carriere, la magistratura attua una strategia sul lungo percorso che viene sminuita come segno di debolezza. Se giudici e pm scioperano, anche per un solo giorno, allora fanno notizia. Con lo strillo ovunque, siti, giornali e tv. Se invece non scioperano lì per lì, ma pianificano una reazione assai più complessa e di lunga durata, visto che la battaglia parlamentare sulla separazione delle carriere sarà assai lunga, allora si beccano l’accusa di essere dei “conigli” tremebondi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 giugno 2024
Il vicepresidente della Camera Forza Italia), e il senatore di Fratelli d’Italia intervengono dopo che il sindacato ha dato il via alla protesta. Che per Bazoli (Pd) “è giusta”. Che ne pensa la politica della decisione dell’Anm di indire “una o più giornate di astensione dall’attività giudiziaria per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli della riforma”, cioè del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere? Lo abbiamo chiesto a esponenti della maggioranza e dell’opposizione.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 19 giugno 2024
Nei prossimi mesi si susseguiranno diverse iniziative per ricordare il secolo e mezzo di vita delle istituzioni dell’avvocatura. Uno sguardo rivolto al passato e grande attenzione verso il presente e le sue criticità. Nell’adunanza plenaria dell’Unione degli Ordini forensi del Lazio, tenutasi sabato scorso nell’Aula avvocati della Cassazione, sono stati affrontati alcuni temi relativi alla condizione dell’avvocatura, laziale e non solo.
genova24.it, 19 giugno 2024
Doriano Saracino, referente per la Liguria, ha aderito all’appello lanciato a livello nazionale dalla Conferenza dei garanti. Aumento dei giorni di liberazione anticipata per chi partecipa in modo attivo al percorso di rieducazione, non aumentare il novero dei reati, aumentare le telefonate e garantire spazi per l’affettività. Sono le richieste che i garanti territoriali dei diritti dei detenuti hanno rivolto alla classe politica per contrastare il sovraffollamento delle carceri e fermare le morti per suicidio.
di Jacopo Strapparava
Corriere del Trentino, 19 giugno 2024
“Bisogna lavorare sulle cause”. L’appello di Antonia Menghini, garante dei diritti dei detenuti. Una donna. Nata in Italia, ma di origini straniere, dentro per reati contro il patrimonio. Si è impiccata con i lacci delle scarpe nelle docce della sezione femminile. Soccorsa dopo pochi minuti, l’hanno portata in ospedale ma non c’è stato niente da fare. L’amara contabilità che si tiene in situazioni come questa ha classificato il suo caso come “morte in seguito a tentativo di suicidio”. Sarebbe dovuta tornare libera entro sei mesi. Aveva 37 anni. Una storia come tante ne avvengono, alla Casa circondariale di Spini di Gardolo. Solo nel 2023, nelle mura del carcere di Trento Nord, si sono verificati un suicidio e 84 atti di autolesionismo, il doppio rispetto al dato medio di un decennio fa. Nel giro degli ultimi dieci anni i suicidi sono stati 5.
di Angela Feo
inconsiglio.it, 19 giugno 2024
Illustrata la relazione annuale sull’attività 2023 su cui la commissione Sanità ha espresso parere positivo. Nel sistema carcerario permangono enormi i problemi legati al sovraffollamento, alla mancanza di sostegno psichiatrico, di affettività e di prospettiva lavorativa. Mentre la lista di attesa per le REMS (le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) in Toscana è lunga e aumentata rispetto agli anni passati. Ad affermarlo è stato il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, che stamattina (martedì 18 giugno) è intervenuto in commissione Sanità per illustrare la relazione annuale sulla attività 2023, su cui la commissione stessa è tenuta ad esprimere un parere secondario. Un parere che è stato all’unanimità positivo e accompagnato da parole di apprezzamento “per l’estensione dell’attività del Garante a tutti i luoghi di privazione della libertà personale oltre alle carceri e per l’attenzione posta sul tema della salute mentale dei detenuti e sul sistema delle Rems”.
di Luigi Travaglia*
Il Manifesto, 19 giugno 2024
Ordinaria ingiustizia. Arrestato per stalking, da un mese è in carcere. Ma nemmeno se ne è reso conto. Dalla notte di venerdì 10 maggio Riccardo è in custodia cautelare a San Vittore per stalking. È stato ammanettato da quattro agenti di polizia dentro un cinema nel cuore della Milano progressista, ex capitale morale d’Italia. Riccardo ha 37 anni, di lui sappiamo molto poco: dice di chiamarsi Lancillotto e di essere stato adottato dai proprietari dello stesso cinema dove si trovava al momento dell’arresto quando ancora era in fasce in una cesta di vimini deposta da una cicogna di fronte l’ingresso dello stabile. Di vero c’è che ha perso il padre, che viveva con la madre e la sorella, anche lei con disturbi psichiatrici, nessuno sa dove.
Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2024
La relazione dei medici di Bollate. È da tempo che i legali di Renato Vallanzasca, tra un stop e l’altro ai permessi, lamentano che le sue condizioni di salute sono tali da non permettere oltre la detenzione in carcere e ora c’è un parere proprio dei medici del carcere di Bollate (Milano) a supporto di questa tesi. L’ambiente “carcerario” è “carente nel fornire” le cure di cui ha bisogno e gli “stimoli cognitivi” e per questo andrebbe trasferito in un “ambito residenziale protetto”, in un “luogo di cura esterno”, data la sua “patologia” scrive l’equipe di medici del carcere milanese in una relazione, facendo riferimento alle condizioni di Renato Vallanzasca, 74 anni, ex protagonista della mala milanese degli anni 70 e 80 e che ha già trascorso oltre mezzo secolo di vita da detenuto.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 19 giugno 2024
Giovedì 20 giugno l’evento organizzato dalla Camera penale per denunciare la strage in carcere con un incontro-dibattito presso la “Sala Risorgimento” di Villa Mirabello. “Fermare i suicidi in carcere: non c’è più tempo”. È questo il titolo dell’incontro-dibattito organizzato dalla Camera penale di Varese “Giuseppe Lozito-Lucio Paliaga”, in programma giovedì 20 giugno, con inizio alle 14.30, presso la “Sala Risorgimento” di Villa Mirabello. Il numero dei suicidi in carcere aumenta giorno dopo e, come evidenziano i penalisti, servono interventi urgenti e una progettualità che prenda in considerazione l’esigenza di rendere la vita negli istituti penitenziari più umana e risocializzante. Il momento è drammatico, evidenzia il presidente della Camera penale di Varese, Fabio Margarini. “La nostra Camera Penale - dice al Dubbio - ha organizzato un evento sul tema sempre più drammatico e attuale dei suicidi in carcere e delle condizioni in cui vivono i detenuti. L’iniziativa rientra nel calendario delle manifestazioni indette dall’Unione delle Camere penali italiane in un programma nazionale di “maratona oratoria”. Riteniamo necessario non abbassare mai la guardia. È necessario discutere e riflettere sulle possibili risposte concrete, immediate e a più lungo termine per deprivare la condizione carceraria di quella deumanizzazione della prigione che sembra essere la prima causa dell’inaccettabile dramma suicidario”.
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