di Riccardo Ricci
La Repubblica, 17 giugno 2024
La vicenda apre degli interrogativi sulle falle e sugli errori che hanno permesso a militanti islamisti di colpire di nuovo la Russia a soli tre mesi dall’attentato al Crocus. Gli ostaggi a Rostov sono stati rilasciati. Non ci sono vittime tra i militari”: con queste parole la direttrice di Russia Today, Margarita Simonjan, ha rassicurato il pubblico sull’esito positivo di una vicenda che per qualche ora ha tenuto con il fiato sospeso il Paese. In mattinata un gruppo di detenuti in attesa di processo, che si sono definiti membri dello Stato Islamico, ha preso in ostaggio due dipendenti di un centro di custodia cautelare della regione di Rostov sul Don. Ora, liberati gli ostaggi, le autorità dovranno interrogarsi con le falle e gli errori che hanno permesso a militanti islamisti di colpire di nuovo la Russia a soli tre mesi dall’attentato al Crocus.
di Barbara Cottavoz
La Stampa, 17 giugno 2024
Il ricercatore dell’Università Piemonte Orientale che ha vissuto a Novara è detenuto dal 2016. È stato condannato a morte perché considerato una spia di Israele. Lo scambio tra prigionieri c’è stato ma non ha riguardato Ahmadreza Djalali. Svezia e Iran hanno diffuso la notizia di aver raggiunto l’accordo in cui speravano molto tutti, familiari, amici e sostenitori della campagna di mobilitazione per liberare il medico e ricercatore del Crimedim dell’Università del Piemonte orientale condannato a morte da Teheran. Non è andata così e ora la situazione per lui è preoccupante: Teheran è riuscita a portare a casa tutti i suoi per cui proponeva uno scambio. “Siamo sconcertati - ha commentato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, - e in ansia per Ahmad”.
La Repubblica, 17 giugno 2024
Secondo il governo di Nayib Bukele i detenuti sono sospetti membri di bande criminali. Continua la controversa repressione del crimine che ha fatto impennare la popolazione carceraria della nazione centroamericana: 100.000 detenuti su circa 6 milioni di abitanti. A torso nudo, ammanettati dietro la schiena e seduti a terra con il capo chinato in avanti, oltre 2.000 presunti membri di bande criminali in Salvador, conosciuti come “pandilleros”, sono stati trasferiti da varie carceri del Paese centroamericano a un’unica “mega-prigione” presso il Centro de Confinamiento contro il Terrorismo (Cecot) a Tecoluca.
La Repubblica, 17 giugno 2024
La complessità e l’intensificarsi di guerre e conflitti, nonché l’uso ormai abituale di armi esplosive nelle aree densamente popolate, hanno portato a un aumento significativo delle violazioni contro i bambini nel 2023. Il rapporto delle Nazioni Unite include, per la prima volta, informazioni su Haiti e sul Niger. In totale si sono verificati 32.990 abusi contro 22.557 minori. 11.649 sono i bambini rimasti uccisi o mutilati, cioè quasi 15 al giorno: un aumento del 35 per cento rispetto allo scorso anno e, in generale, è il numero più alto di questi ultimi anni. 8655 sono stati quelli reclutati nei gruppi armati e 4356 sono stati, invece, quelli rapiti.
La Repubblica, 17 giugno 2024
La complessità e l’intensificarsi di guerre e conflitti, nonché l’uso ormai abituale di armi esplosive nelle aree densamente popolate, hanno portato a un aumento significativo delle violazioni contro i bambini nel 2023. Il rapporto delle Nazioni Unite include, per la prima volta, informazioni su Haiti e sul Niger. In totale si sono verificati 32.990 abusi contro 22.557 minori. 11.649 sono i bambini rimasti uccisi o mutilati, cioè quasi 15 al giorno: un aumento del 35 per cento rispetto allo scorso anno e, in generale, è il numero più alto di questi ultimi anni. 8655 sono stati quelli reclutati nei gruppi armati e 4356 sono stati, invece, quelli rapiti.
La Repubblica, 17 giugno 2024
La complessità e l’intensificarsi di guerre e conflitti, nonché l’uso ormai abituale di armi esplosive nelle aree densamente popolate, hanno portato a un aumento significativo delle violazioni contro i bambini nel 2023. Il rapporto delle Nazioni Unite include, per la prima volta, informazioni su Haiti e sul Niger. In totale si sono verificati 32.990 abusi contro 22.557 minori. 11.649 sono i bambini rimasti uccisi o mutilati, cioè quasi 15 al giorno: un aumento del 35 per cento rispetto allo scorso anno e, in generale, è il numero più alto di questi ultimi anni. 8655 sono stati quelli reclutati nei gruppi armati e 4356 sono stati, invece, quelli rapiti.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 16 giugno 2024
Situazione insostenibile nei penitenziari: 14.000 detenuti in più e 18.000 agenti in meno. Il Consiglio d’Europa ammonisce l’Italia. L’ultimo è riuscito ad impiccarsi nel reparto ospedaliero all’interno del carcere di Bancali a Sassari. Il quarto in 24 ore dopo i suicidi nei penitenziari di Ariano Irpino, Biella, Teramo. Detenuti giovani e anziani, italiani e stranieri, accomunati dall’incapacità di tollerare condizioni di detenzione che hanno oltrepassato i limiti. Sono già 44 i detenuti che si sono tolti la vita in cella dall’inizio dell’anno.
di Angela Stella
L’Unità, 16 giugno 2024
Mentre Strasburgo lancia l’allarme, il governo boccia la legge Giachetti sulla liberazione anticipata speciale e annuncia un “decretino”. Il numero dei suicidi nelle carceri italiane preoccupa molto il Consiglio d’Europa: una situazione “allarmante” evidenziata da una tendenza negativa osservata dal 2016 e proseguita nel 2023 e all’inizio del 2024. E sulla quale il governo italiano dovrebbe intervenire “urgentemente”, si legge in un documento reso noto ieri. Sui suicidi dei detenuti - che proprio ieri hanno toccato quota 42 dall’inizio dell’anno con i casi di Biella ed Ariano Irpino - Strasburgo “constata con grande preoccupazione” che le misure adottate finora dalle autorità non sono riuscite ad arrestare il fenomeno. L’Italia è quindi chiamata “ad adottare rapidamente ulteriori misure e a garantire adeguate risorse finanziarie aggiuntive per rafforzare la capacità di prevenire queste morti”.
di Fabio Amendolara
La Verità, 16 giugno 2024
Gli errori eclatanti, dal caso Zuncheddu fino a Contrada, ex numero due del Sisde. Nel cuore del sistema giudiziario italiano si nasconde un dramma trascurato ma devastante: l’ingiusta detenzione di innocenti. È un fenomeno che, pur passando molto sotto traccia, lascia cicatrici profonde nella vita di chi ne è vittima. Emergono con forza dai dati recenti del garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, cifre allarmanti per le riparazioni per ingiusta detenzione nel corso del 2023.
di Monica Coviello
vanityfair.it, 16 giugno 2024
Per l’ottava edizione della “Partita con mamma e papà”, gli istituti penitenziari aprono le porte alle famiglie dei detenuti, per aiutare i bambini a mantenere il legame affettivo con il genitore. Quattro calci al pallone insieme ai genitori: se per la maggior parte dei bambini basta andare al campetto vicino, per i figli dei detenuti è un sogno difficile da realizzare. Per questo, anche quest’anno, per loro, torna la “Partita con mamma e papà”: gli istituti penitenziari aprono le porte alle famiglie dei detenuti, per iniziativa dell’associazione Bambinisenzasbarre, in collaborazione con il Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
- Le toghe pronte allo sciopero contro Nordio. Ma non subito
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