di Alessandro Piana*
L’Unità, 15 giugno 2024
Nel 2020, una nuova realtà è emersa nel settore delle comunicazioni degli istituti penitenziari americani, con l’intento di innovare il modo in cui i detenuti si connettono con il mondo esterno. Ameelio, il primo fornitore americano senza scopo di lucro di servizi digitali per carcerati, offre gratuitamente servizi di comunicazione e strumenti educativi ai reclusi. Per anni, i costi delle comunicazioni tra detenuti e familiari hanno gravato pesantemente sulle famiglie americane, con una chiamata di 15 minuti che poteva costare fino a 25 dollari.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 14 giugno 2024
In arrivo un decreto entro l’estate. Il carcere è sovraffollato, inumano, non rispettoso del dettato costituzionale, ma a chi interessa? Gli avvocati ci provano a parlarne. Dice il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, in apertura di una giornata dedicata al tema a cura del quotidiano Il Dubbio: “Il tema delle carceri non riceve un’attenzione adeguata - dice, con tono amaro - perché prevale nella collettività la convinzione diffusa che chi ha violato la legge debba scontare la pena nel modo più duro e nelle condizioni meno dignitose possibili. Ma questo non è degno di un paese civile. Un ordinamento giuridico che si ispira allo stato di diritto deve prevedere un sistema di sanzioni e di espiazione della pena, senza mai violare la dignità umana”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 giugno 2024
“Siamo al lavoro su un decreto carceri. Il testo prevede anche una norma che disciplina il procedimento attraverso il quale vengono riconosciuti i benefici, già previsti dalla legge, per i detenuti che aderiscono al trattamento e dimostrano buona condotta. Non saranno introdotti sconti di pena. L’obiettivo è alleggerire i tribunali di sorveglianza, gravati dalla necessità di evadere 200mila richieste all’anno e, contemporaneamente, garantire ai detenuti i diritti già previsti dalla normativa vigente”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 14 giugno 2024
All’evento promosso stamattina dal Dubbio, viceministro e sottosegretario alla Giustizia annunciamo il provvedimento che “supera un’idea solo inframuraria della pena” e “assegna alle comunità chi altrimenti non può passare dalla cella ai domiciliari”. Il presidente Cnf Greco: “La detenzione non può mai mortificare la dignità”. Il filo è sottile. Lo nota Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia ed esponente della Lega, all’evento promosso dal Dubbio a Roma per “Portare il carcere nella Costituzione”. Ostellari, che interviene pochi minuti dopo l’introduzione del presidente Cnf Francesco Greco, nota l’immagine scelta per rappresentare la giornata al “Tempio di Adriano”: un filo, appunto, che si annoda nei grovigli di una gabbia (il sistema penitenziario) e poi ne fuoriesce, finalmente.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 giugno 2024
Serracchiani (Pd): “S’investa nella formazione, solo così si favorisce il recupero dei detenuti”. Le ultime due sessioni di lavoro dell’evento “Portare il carcere nella Costituzione” hanno acceso i riflettori su una serie di temi delicati: il lavoro in carcere, il reinserimento nella società degli ex detenuti, l’abbassamento della recidiva, la protezione e la rieducazione dei minori negli istituti penali. La prima tavola rotonda è stata moderata da Giovanni Negri, giornalista del Sole 24Ore. I dati, che poggiano su una base scientifica tutta da verificare, ma con una fonte autorevole, il Cnel, testimoniano un significativo abbassamento della recidiva per i detenuti che lavorano. Chi non ha, invece, un contratto di lavoro non rientra nel novero dei virtuosi e l’ ombra della recidiva incombe sempre più inquietante. Parlare di recidiva e di lavoro significa occuparsi di parti rilevanti del nostro ordinamento penitenziario. Gli “stati generali dell’esecuzione” penale hanno rappresentato, qualche anno fa, con l’ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando (Pd), una base di partenza che però non è stata più presa in considerazione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 14 giugno 2024
“Donne detenute due volte” è il titolo di uno dei panel della giornata sul carcere organizzata ieri dal Dubbio a Roma. Il dibattito, moderato dal direttore di Radio Radicale Giovanna Reanda, ha coinvolto la senatrice dem Valeria Valente, l’avvocata e responsabile dell’osservatorio Carcere di Ocf Elisabetta Brusa, della presidente di Nessuno Tocchi Caino Rita Bernardini. Valente ha sottolineato come “di carcere si parli ancora troppo poco” e “delle donne in restrizione ancora meno. Eppure proprio le carceri e la condizione di chi vi è recluso rappresentano, come si dice spesso, la cartina di tornasole di una democrazia e dello Stato di diritto”.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 giugno 2024
Corona, vicepresidente Cnf: inefficaci le risposte emergenziali Il capo dipartimento Sangermano: ci sono nodi irrisolti da anni. Il carcere è davvero la “soluzione rieducativa” per i minori che hanno commesso reati? Possono essere date ai minori delle opportunità di recupero, nonostante abbiano violato la legge, per evitare di finire dietro le sbarre? Il panel conclusivo dell’iniziativa del nostro giornale ha avuto anche queste domande come fili conduttori. I lavori sono stati introdotti da Gaia Tortora (giornalista La7), che ha fatto riferimento alla “situazione insostenibile” che vivono i giovani ospiti dell’Ipm di Casal del Marmo.
di Franco Corleone
L’Espresso, 14 giugno 2024
Buoni a nulla, capaci di tutto. Questo aspro giudizio di Marco Pannella si attaglia perfettamente alla gestione del carcere di cui hanno la responsabilità il ministro Carlo Nordio e la sua corte. Il sovraffollamento è fuori controllo, oltre 61.000 detenuti, 10.000 in più della capienza regolamentare, ma il nodo intollerabile è che in molti istituti le presenze sono il doppio dei posti disponibili. I suicidi sono arrivati alla cifra di 39 con la probabilità di toccare un nuovo tragico record a fine anno. Di fronte a questo quadro agghiacciante, il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, invece di sostenere misure immediate per garantire condizioni di vita dignitose e il rispetto dei diritti previsti dall’Ordinamento penitenziario e dalla Costituzione, impone la creazione di un reparto speciale anti-rivolta (in verità anti-protesta).
di Liana Milella
La Repubblica, 14 giugno 2024
Eccola, la “provocazione”. Una vera cella come quelle che esistono nelle carceri italiane. Piccola, tre metri per due e mezzo. Pareti bianche piene di scritte che ricordano la vita “fuori”. “Ti amo Mimì”. E maledicono quella che si vive dentro. “L’Italia rovina la gente”. E poi una brandina per dormire. Un water. Un lavandino. Tutto qui. Siamo in piazza di Pietra a Roma. Giusto dietro palazzo Chigi. A ridosso della tomba di Adriano. Qui si appoggia la celletta. La “provocazione” del Dubbio, il quotidiano del Consiglio nazionale forense, che invita i cittadini a entrarci dentro, chiudere la porta, e “provare che significa essere reclusi”. Come dice il presidente del Cnf Francesco Greco: “Siamo convinti che chi ha commesso un reato debba scontare la pena sempre in condizioni di vita dignitose”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 14 giugno 2024
Cittadini in fila per provare che vuol dire essere reclusi in carcere per cinque minuti: l’installazione del Dubbio a Roma- Angoscia, nausea, tristezza. E ancora: rabbia, oppressione, disperazione. Cinque minuti in cella bastano a riempire un intero catalogo di emozioni, anche se chi entra è libero di uscire in qualunque momento. Anche se quella cella di isolamento che Il Dubbio ha riprodotto nel cuore di Roma è solo un’imitazione della realtà.
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