di Francesca Morandi
La Provincia di Cremona, 12 giugno 2024
Parla di “ragazzi”, perché “nel carcere di Cremona ne abbiamo tanti tra i 18 e i 24 anni. Anche con loro, soprattutto con loro senti il dovere di agire per costruire il loro futuro”. Racconta di uno di loro che “in carcere non ci deve stare. Nel colloquio di alcuni giorni fa gli ho detto: ‘Ma tu noi hai una casa? Se hai un riferimento lo si può dire al magistrato’. Lui pagava 500 euro al mese per dormire su un materasso in un camper parcheggiato a Lambrate. E come lui ci sono un sacco di persone che non hanno domicilio, non hanno una struttura ospitante e allora si fanno la galera per cosa? Perché non hanno alternativa”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 giugno 2024
Domani mattina al Tempio di Adriano l’iniziativa sull’emergenza penitenziaria Greco (Cnf): “Dagli avvocati un appello per fermare la scia infinita dei suicidi”. “La nostra Carta Costituzionale traccia con chiarezza i principi di umanità e dignità che devono guidare il trattamento dei detenuti. Tuttavia, la realtà quotidiana delle nostre carceri evidenzia un quadro preoccupante di sovraffollamento, con condizioni di vita non sempre tollerabili e una scia di suicidi tra i detenuti”. A dirlo è Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, che interverrà giovedì 13 giugno all’evento “Portare il carcere nella Costituzione” organizzato dal Dubbio presso il Tempio di Adriano a Roma, dalle ore 9.30 alle 14.
lettera21.org, 12 giugno 2024
L’Ufficio Garante dei diritti delle persone private della libertà personale invita a una mobilitazione pubblica in relazione al drammatico e continuo succedersi di suicidi e morti in carcere. Ad oggi, sono 39 le persone che si sono tolte la vita all’interno di un luogo di privazione della libertà e 54 coloro che sono decedute per altre cause. L’iniziativa, fa seguito al precedente incontro promosso dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale nella giornata del 18 aprile e al Convegno dal titolo “I suicidi in carcere: una piaga da sconfiggere”, organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino, tenutosi in data 23 maggio.
marchespettacolo.com, 12 giugno 2024
Lunedì 17 giugno alle ore 18.30 nel Cortile del Palazzo Comunale di Macerata, si terrà il progetto “La casa in riva al mare”, nato su impulso del Garante regionale dei diritti della persona Giancarlo Giulianelli che ha offerto a un gruppo di detenuti dell’istituto penitenziario di Ancona, l’opportunità di partecipare a laboratori musicali. Settimanalmente, la direzione artistica di Musicultura ha incontrato alcuni dei detenuti dell’istituto per creare, attraverso l’aiuto delle canzoni, un conforto aperto, uno spazio dove trasformare il tempo perso in opportunità e partecipazione, momenti importanti sul versante della rieducazione dei detenuti.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 12 giugno 2024
La storia di due detenuti che stanno rialzando la testa grazie all’associazione “Seconda chance”. L’obiettivo è creare in ogni regione una rete di referenti che collaborano con le amministrazioni penitenziarie. Nel magistrale film “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore, il protagonista Virgil Oldman, solitario battitore d’aste tanto maniacale nel collezionare quadri di donna quanto terrorizzato dalla possibilità di affrontare le mutanti relazioni della vita vera, s’innamora di una misteriosa ragazza affetta da agorafobia. Ma alla fine del film, in un continuo cambio di prospettiva, niente è come avevamo pensato.
di Antonella Patete
redattoresociale.it, 12 giugno 2024
Dopo oltre 10 anni sospese le produzioni e le detenute trasferite in altri istituti della Campania. “Siamo intenzionate a continuare nella nostra impresa, anche se non sappiamo ancora come”. Da oggi è ufficiale che il carcere di Pozzuoli chiude per i danni riportati nel terremoto del 20 maggio scorso. E così, “con una grande tristezza nel cuore”, dopo l’evacuazione di emergenza, le detenute della cooperativa sociale Le Lazzarelle, che produce caffè secondo l’antica ricetta napoletana, sono state costrette a sospendere la produzione per mancanza di agibilità. “Le donne che lavorano con noi, come tutte le altre detenute, sono state trasferite in altri istituti della Campania - fanno sapere dalla cooperativa -. Stanno bene, sebbene la paura e lo spavento siano stati grandi”.
di Patrizia Pertuso
metronews.it, 12 giugno 2024
Christian ha 48 anni, 26 dei quali passati in diverse carceri italiane. Ora usufruisce dell’articolo 21 della Legge sull’ordinamento penitenziario che prevede la possibilità di lavorare all’esterno durante il giorno, seguendo regole ben precise, e di tornare la sera nell’istituto di reclusione dove si sconta la pena. Ha cominciato a fare teatro in carcere nel 2010, a Bollate, con la compagnia Estia fondata e diretta da Michelina Capato.
di Fabrizio Geremicca
Corriere del Mezzogiorno, 12 giugno 2024
Lo spettacolo in scena al San Ferdinando è frutto di un laboratorio di teatro al penitenziario di Arienzo. Sul palco pure il magistrato di sorveglianza. Macbeth, pluriomicida assetato di potere, allucinato dalle profezie delle streghe e preda dei fantasmi, un uomo succube della moglie sanguinaria ed almeno in apparenza senza possibilità di redenzione, diventa invece opportunità di riscatto per i detenuti del penitenziario di Arienzo, nel Casertano. Detenuti che calcheranno questa sera dalle 20.30 il palcoscenico del Teatro San Ferdinando di Napoli insieme con il magistrato di sorveglianza Marco Puglia e con attori professionisti per la rappresentazione dello spettacolo “Macbeth - Cuore nero”, che si ispira alla celeberrima tragedia di Shakespeare ambientata nella Scozia del Medioevo.
di Donatella Stasio
La Stampa, 12 giugno 2024
Quanto è nero il cuore del potere? Quanta rabbia c’è nel cuore del potere incapace di accettare il potere altrui? Quanta frustrazione, dolore e paura ci sono in quel cuore di tenebra ossessionato dal desiderio di riscattare la propria immagine underdog? E quanto è buio il cuore del potere che non teme le conseguenze delle proprie azioni perché “nessuno, a noi potenti, può chiamarci a dare conto?”. Non stiamo parlando del cuore nero delle destre che avanzano in Europa, anche se le assonanze sono forti. Stiamo parlando del cuore nero di Macbeth, l’innominabile della tragedia di Shakespeare, regicida mai sazio di potere, che insieme alla moglie alza più volte il coltello per uccidere i suoi possibili rivali al trono di Scozia. “Non vorrei averlo in petto, un cuore così, che fa indegno tutto il resto” dice Pasquale, detenuto nel carcere di Arienzo, giunti al quinto atto di questa tragedia, metafora del potere bulimico, intollerante ai limiti al proprio agire, tracotante e distruttivo perché incapace di guardare dentro a quel suo cuore nero. Una storia contemporanea, sebbene concepita nel 1600. Oggi va in scena al teatro San Ferdinando di Napoli, già sold out, e poi in tourné. Insieme a Pasquale, sul palco saliranno altri 7 detenuti del carcere di Arienzo, un bambino e 3 attori professionisti, tra i quali il giudice di sorveglianza Marco Puglia, nei panni di Macbeth.
di Francesco Franchella
Il Resto del Carlino, 12 giugno 2024
Il volume di Daria Bignardi verrà presentato domani al Libraccio “Via Piangipane, mi facevo domande su chi fosse chiuso lì dentro”. L’intelligenza di chi sa scrivere tenendo testa ai contenuti, rendendoli chiari e tangibili, riproponendo temi - e testi - ormai antichi in formule attuali. Che questione complessa, quella del carcere, da sempre affrontato nei testi di scrittori, poeti, intellettuali. Dallo Stilnovo alla Seconda Guerra Mondiale.
- Bologna. Bergonzoni, spettacolo alla Dozza tra gli applausi. “Porteremo un pianoforte in carcere”
- Fine vita. Sostegni vitali e aiuto al suicidio, l’assurda disparità
- Il fenomeno dei bambini-influencer in rete incomincia a preoccupare
- Ucraina. La guerra impazza, la Ue pianifica il business
- Medio Oriente. Il piano degli Usa si rafforza. Ora tutto dipende da Hamas










