di Nicolò Cenetiempo
MicroMega, 25 maggio 2024
Se è vero che un tempo nelle carceri italiane la stragrande maggioranza dei detenuti era di religione cattolica, attualmente le proporzioni non sono più così schiaccianti. Ciononostante, ancora oggi la religione cattolica trova nelle nostre prigioni una corsia preferenziale rispetto agli altri culti. Con buona pace della laicità dello Stato.
di Federico Capurso
La Stampa, 25 maggio 2024
Il nuovo ddl Sicurezza, ora in discussione alla Camera, dopo aver previsto l’introduzione del nuovo reato di “resistenza passiva” negli istituti penitenziari, con cui si rendono punibili fino a otto anni di carcere i casi di protesta pacifica dei detenuti, punta ora a inasprire le misure contro chi vuole manifestare contro la realizzazione di opere pubbliche. Matteo Salvini da tempo si lamenta dei tanti comitati che in tutta Italia si battono per evitare la realizzazione di infrastrutture a lui care, come il Ponte sullo Stretto. Così, adesso, il deputato leghista Igor Iezzi presenta un emendamento al ddl Sicurezza che va proprio nella direzione indicata dal leader.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 25 maggio 2024
La Cedu dice che l’Italia, sulle intercettazioni, è doppiamente nemica dei diritti dell’uomo. Brutta giornata per il partito dello sputtanamento. È stata una giornata triste quella di giovedì per il partito dello sputtanamento (Pds): quasi da lutto al braccio. È una giornata diremmo quasi drammatica per tutti coloro che negli ultimi anni hanno cercato di affermare un’idea tossica all’interno del dibattito pubblico. Un’idea che, grosso modo, potremmo provare a sintetizzare così: il compito principale della giustizia non è solo quello di smascherare il malaffare della società, ma è anche quello di fare emergere i comportamenti immorali dei cittadini più potenti. E per avvicinarsi a questo importante obiettivo, i magistrati italiani hanno tutto il diritto di mettere l’apparato giudiziario al servizio non solo della giustizia ma anche della moralità. E di conseguenza hanno il dovere etico di offrire alla libera stampa materiale utile per poter costruire, con la complicità dei cronisti giudiziari trasformatisi all’occorrenza in buca delle lettere delle veline delle procure, l’imprescindibile processo mediatico, necessario per offrire al tribunale del popolo le giuste coordinate per condannare moralmente anche chi non ha sufficienti prove per essere condannato in un’aula giudiziaria.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 25 maggio 2024
Scontro a distanza con i carabinieri, che avevano difeso l’ex Ros indagato dai pm di Firenze per le stragi del 1993. Scontro indiretto e a distanza tra magistrati e carabinieri sulla nuova inchiesta a carico del generale Mario Mori, indagato dalla Procura di Firenze per i reati di strage, associazione mafiosa e associazione con finalità di terrorismo internazionale ed eversione dell’ordine democratico. Secondo i pm fiorentini, pur avendo notizia delle intenzioni stragiste di Cosa nostra, nel 1993 il militare si sarebbe girato dall’altra parte non facendo nulla per sventare i piani di morte dei mafiosi.
di Astolfo Di Amato
L’Unità, 25 maggio 2024
Nessuna novità: un ulteriore processo a carico del generale Mori. Il quale ha fatto osservare, in una delle sue prime dichiarazioni, che la nuova imputazione ha aggiunto un elemento di surrealtà: “Oggi vengo indagato per non aver impedito le stragi, quindi una virata di 360 gradi rispetto al precedente teorema. A Palermo, infatti, mi hanno processato per 11 anni con l’accusa di aver trattato con la mafia e siglato un accordo con Provenzano per far cessare le stragi”.
ansa.it, 25 maggio 2024
Al 31 dicembre 2023, i ragazzi, minori e giovani adulti in carico agli Uffici dei Servizi sociali per i Minorenni, erano 14.245; di questi, circa 6mila in Campania. Lo ha detto il Garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello, a margine della presentazione del primo rapporto sulle condizioni di detenzione dei minori in Campania, presentato dall’associazione Antigone a Castel Capuano a Napoli. “Parliamo di 6mila persone che in un anno in Campania sono stati fermati, accompagnati dai genitori, messi alla prova, mandati nelle comunità, nelle carceri.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 maggio 2024
L’allarme è stato lanciato dal Garante, Giovanni Villari, dopo il suicidio a inizio maggio. Il suicidio di un detenuto avvenuto agli inizi di maggio presso la casa circondariale di Cavadonna (Siracusa) ha portato alla luce gravi carenze nel sistema carcerario locale, sollevando questioni urgenti riguardo alla salute mentale e alle condizioni di vita dei detenuti. Giovanni Villari, garante dei diritti dei detenuti del comune di Siracusa, ha effettuato un sopralluogo nella struttura, rivelando dettagli allarmanti sulla gestione e sulle condizioni dei detenuti.
La Repubblica, 25 maggio 2024
Dallo stato dell’immobile, alle condizioni dei reclusi in media sicurezza e di quelli malati “continueremo a denunciare la malagestione”. “Gli osservatori hanno toccato con mano, anche grazie ai colloqui con i detenuti e con gli agenti della polizia penitenziaria, il disagio, la sofferenza e il degrado in cui versa il carcere di Parma, nonostante l’impegno profuso da quanti lì operano (polizia penitenziaria, personale amministrativo, personale medico, volontari etc. etc.)”. È quanto rilevano l’Osservatorio carcere dell’Unione camere penali Italiane e la Camera penale di Parma che hanno avuto la possibilità di effettuare una visita all’interno dell’Istituto penale in via Burla pochi giorni prima dell’ennesimo suicidio nel carcere cittadino.
di Paola Mauti
Il Resto del Carlino, 25 maggio 2024
La senatrice ha incontrato poi i militanti di Alleanza Verdi e Sinistra. La senatrice Ilaria Cucchi ha incontrato candidati ed elettori di Alleanza Verdi e Sinistra presso il mercato coperto di piazza Cavour. Ma prima si è recata in carcere (tutti i parlamentari possono visitare i penitenziari; in più, lei è vicepresidente della commissione giustizia in Senato): una tappa obbligata per una persona con la sua storia, cioè un fratello morto mentre era in custodia cautelare. Ancor prima di arrivare in parlamento, la Cucchi ha fatto della difesa dei diritti dei detenuti la sua battaglia principale. A Forlì, in particolare, ha constatato “il problema della carenza di personale, del sovraffollamento, della scarsa manutenzione”.
di Federica Orlandi
Il Resto del Carlino, 25 maggio 2024
La proposta per un caso di violenza sessuale: l’imputato aveva chiesto di accedere al percorso di mediazione. Ma niente da fare, dice il giudice: “In città non è stata indetta la Conferenza per incaricare gli enti locali”. Siamo ancora fermi a tre mesi fa, anzi, ormai a quasi un anno fa: nulla è cambiato sul fronte della giustizia riparativa a Bologna, dove enti e strutture mirati a fornire questo strumento, introdotto dalla riforma Cartabia nel 2022 e in vigore da luglio 2023, non ci sono. Così ieri il giudice dell’udienza preliminare Alberto Ziroldi è stato di fatto costretto a rigettare la richiesta presentata appunto tre mesi fa, di concerto tra le parti, dalla difesa di un ventiquattrenne accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza all’epoca appena diciottenne, affetta da deficit cognitivo. E ne ha disposto il rinvio a giudizio.
- Pesaro. Lavoro e formazione in carcere, in arrivo il laboratorio di “Artigiani dentro”
- Paola (Cs). Un ufficio favorirà il reinserimento sociale dei detenuti
- Palmi (Rc). Al via un percorso di sostegno alla genitorialità per i detenuti
- Pisa. L’attività dell’associazione Controluce nel Polo Universitario del carcere
- Napoli. Convegno su “condizione carceraria e desertificazione affettiva”










