di Angela Stella
L’Unità, 6 maggio 2024
Ancora un suicidio in carcere. Il 35esimo dall’inizio dell’anno se consideriamo il giovane che si è tolto la vita nel Cpr di Roma. Una mattanza di Stato che continua, senza fine. Una strage che prosegue nell’indifferenza della politica. Questa volta, si è tolto la vita - impiccandosi - un 32enne affetto da disturbi psichici. Si è impiccato in cella, gli restava poco tempo da scontare dietro le sbarre. Il dramma è avvenuto a Siracusa. A dare la triste notizia è stato il Garante per i diritti dei detenuti della città siciliana, Giovanni Villari.
di Francesco Olivo
La Stampa, 6 maggio 2024
Il ddl Nordio rimandato per aspettare il congresso dell’Anm. Difficile l’approvazione definitiva entro la fine della legislatura. Trovare un equilibrio è complicatissimo: accontentare Forza Italia e il ministro Carlo Nordio, ma senza aprire una guerra frontale con la magistratura. Giorgia Meloni lo ha ripetuto a tutti in questo anno e mezzo a Palazzo Chigi: non si deve riproporre la stagione berlusconiana dei conflitti con i giudici. Al tempo stesso, però, la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti è un punto del programma del centrodestra e soprattutto una richiesta ferma di Forza Italia, nella logica spartitoria delle riforme (Autonomia per la Lega e premierato per Fratelli d’Italia). Come uscirne? La via trovata per il momento è l’estrema prudenza nell’affrontare la materia, cercando di scrivere una riforma complessiva che non fossilizzi il dibattito sull’aspetto più divisivo. La prova è che il disegno di legge sulla giustizia che contiene oltre alla separazione delle carriere, anche la riforma del Csm e l’istituzione di un’Alta Corte per la valutazione dei magistrati viene continuamente rinviato e, a meno di sorprese clamorose, non sarà portato nemmeno al Consiglio dei ministri in programma oggi.
di Giulia Merlo
Il Domani, 6 maggio 2024
Accordo con palazzo Chigi. Tra le ipotesi, anche la riforma costituzionale di rendere facoltativa l’azione penale. L’Anm è sul piede di guerra. Il segretario Salvatore Casciaro: “Il ministro vuole ammansire il potere giudiziario”. È stata annunciata talmente tante volte da lasciare ormai freddi anche i diretti interessati della maggioranza, invece ora è davvero tutto pronto, con separazione delle carriere, due Csm e forse anche la facoltatività dell’azione penale.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 6 maggio 2024
L’organismo destinato a sostituire il Csm nei procedimenti disciplinari è previsto pure in un progetto dei dem. E una possibile convergenza destra-sinistra farebbe saltare il referendum. Pochi giorni: due, forse tre. Uno sprint finale per mettere a punto il testo finale del disegno di legge costituzionale sulla Giustizia deciso venerdì scorso dal governo, e poi da lì affrontare “a schiacciasassi” il lungo percorso per la sua approvazione, compreso il probabile referendum. È questo il cronoprogramma imposto da Giorgia Meloni anche per mettere fine alle voci incontrollate e spesso imprecise sui punti chiave del provvedimento: dalla separazione delle carriere tra giudici e pm, alla obbligatorietà dell’azione penale, per finire con la sottrazione al Consiglio superiore della magistratura delle funzioni disciplinare a carico delle toghe, esercitate in questi anni in modo che un ex Csm come Antonio Leone, nell’intervista qua sotto, non esita a definire “ridicolo”.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 6 maggio 2024
Parla l’ex consigliere, per anni alla sezione Disciplinare, e smaschera le ipocrisie dell’attuale sistema di controllo delle toghe: “Buffetti e segreti, la prassi è l’indulgenza”. “Se si fa un’Alta corte per giudicare i magistrati - dice Antonio Leone - la si faccia bene, con un intervento alla radice, lasciando fuori i magistrati medesimi: se no si continuerà come sempre a fare le cose in famiglia, e a decidere le sorti di chi ha fatto una porcheria continuerà a essere il collega della porta accanto. L’immagine che si continuerà a mandare al Paese sarà quello di una categoria che non vuole rendere conto che a se stessa, e che utilizza lo schermo dell’indipendenza per garantirsi l’immunità e l’impunità”.
di Liana Milella
La Repubblica, 6 maggio 2024
Intervista al presidente dell’Associazione nazionale magistrati.
ottopagine.it, 6 maggio 2024
“Fotografia impietosa: questi numeri devono spingere a rendere il carcere più umano”. L’8 maggio 2024, ore 10.30, presso il Consiglio regionale della Campania - Isola F13 del Centro direzionale di Napoli (Aula “G. Siani”), si terrà la presentazione della “Relazione annuale 2023”, elaborata dal Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello, in collaborazione con l’Osservatorio regionale sulla vita detentiva. Interverranno il Presidente del Consiglio regionale della Campania on. Gennaro Oliviero, la Presidente del Tribunale di Sorveglianza dott.ssa Patrizia Mirra e il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà Prof. Felice Maurizio D’Ettore.
di Sandro De Riccardis e Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 6 maggio 2024
“Il ragazzo picchiato da più agenti”. La segnalazione fatta nel novembre 2022. La procura va avanti con le indagini: saranno sentiti altri 8 detenuti. La “segnalazione” è del 22 novembre 2022. Poche righe che aprono uno squarcio. Le firma una dottoressa in servizio al Beccaria che il giorno prima ha visitato un detenuto minorenne. “Il minore presentava un vistoso ematoma sulla spalla destra, ecchimosi sul lato destro del collo e riferiva che era stato aggredito da più agenti di polizia penitenziaria - scrive -. Il paziente mi ha poi mostrato la mano destra livida riferendo che gli era stata ripetutamente pestata”. La lettera viene inviata alla procura ordinaria e a quella per i minorenni, oltre che ai vertici dell’azienda sanitaria Santi Paolo e Carlo. Meno di due anni dopo, la storia di quel ragazzo finisce tra le pagine dell’ordinanza sul “sistema” di violenze ipotizzato dalle indagini sul carcere, così come quella segnalazione è agli atti dell’inchiesta. Dopo gli arresti e le sospensioni di 23 agenti, il Dipartimento per la giustizia minorile, guidato dal magistrato Antonio Sangermano, manderà già questa settimana un rinforzo di 47 nuovi agenti per “ripristinare legalità e dignità umana”. E oggi si insedierà anche il nuovo comandante della penitenziaria, Daniele Alborghetti, finora vicecomandante a Bollate.
di Giuseppe Guastella
Corriere della Sera, 6 maggio 2024
Il provvedimento del Dipartimento per la Giustizia Minorile guidato da Antonio Sangermano. Obiettivo potenziare anche la presenza anche di mediatori sociali e funzionari specializzati. I 47 agenti della polizia penitenziaria che da questa settimana arriveranno al Beccaria saranno solo uno degli interventi previsti dopo l’arresto di 13 guardie e la sospensione dal servizio di altre 8 per le presunte violenze sui minorenni ospiti del carcere. Nei progetti del Dipartimento per la Giustizia Minorile ci sono anche altre iniziative. La funzione del carcere è quella di recuperare i detenuti aiutandoli a reinserirsi nella società una volta scontata la pena, come impone la Costituzione. Per rilanciare questa finalità rieducativa, estremamente delicata e complessa per i minorenni, da tempo il dipartimento guidato da Antonio Sangermano segue la strada del potenziamento della presenza di educatori, mediatori sociali e funzionari specializzati, per assumere i quali sono già in svolgimento i concorsi.
di Teresa Cioffi
Corriere della Sera, 6 maggio 2024
Il lavoro dell’associazione che segue diversi progetti nella Casa Circondariale di Alessandria. L’appuntamento al Salone del Libro con Barbara Stefanelli. “Io li chiamo Caini. Vivono una doppia reclusione. Si trovano dietro le sbarre e, allo stesso tempo, vengono emarginati dagli altri detenuti. Sono etichettati come infami. Ma i miei Caini ci tengono al fatto che i giovani non scelgano la via dell’illegalità. Tengono al fatto che certi errori non si ripetano”. I Caini di cui parla Giovanni Mercurio sono i collaboratori di giustizia. Ex capi mafia di ‘ndrangheta, cosa nostra, camorra che scontano la loro pena al San Michele di Alessandria. E che Giovanni Mercurio ha imparato a osservare, conoscere, ascoltare. “La prima volta che sono entrato nella sezione di massima sicurezza, dieci anni fa, mi sono reso conto che si trattava di persone che avevano bisogno di raccontare, di essere ascoltate. Per provare a dare un significato alla loro esperienza, dopo il male che avevano commesso”. Così sono iniziate le lezioni in carcere. Studio, arte, teatro. “Un collaboratore di giustizia ha imparato la Divina Commedia a memoria” dice Mercurio, che oggi è vicepresidente di ICS Ets.
- Torino. Il carcere al Salone del Libro
- Lanciano (Ch). “Lettere d’amore dal carcere”, oggi la premiazione del concorso
- Baby Gang, la parabola del “cattivo ragazzo”
- “Non è la moneta a renderci cittadini europei: ora serve una vera e propria Unione dei diritti”
- “Vigiliamo su democrazia diritti e libertà. Ecco il nostro Manifesto Ue”










