di Stefano Valenza*
Il Riformista, 27 aprile 2024
Ogni volta che viene concesso un beneficio, a distanza di sei/otto mesi dalla proposizione dell’istanza, si certifica di fatto che una persona ha occupato inutilmente un posto cella per tutto quel tempo. Oltre alla già più volte denunciata severità nella valutazione della sussistenza dei presupposti per la concessione dei benefici penitenziari ciò che incide in misura rilevante sul sovraffollamento delle carceri della regione sono i tempi lunghissimi necessari per la decisione delle istanze e per la fissazione delle udienze dinanzi il Tribunale di Sorveglianza di Roma.
di Angela Stella
L’Unità, 27 aprile 2024
La proposta di legge del deputato di Italia Viva Roberto Giachetti sulla liberazione anticipata speciale è finita nel mirino del Fatto Quotidiano. Ne parliamo con Rita Bernardini, Presidente di Nessuno Tocchi Caino e candidata nelle Isole e al Centro alle prossime elezioni europee con la lista Stati Uniti d’Europa, che con lui ha scritto la pdl.
di Massimo Brandimarte*
Il Dubbio, 27 aprile 2024
La sensibilità istituzionale e sociale del proponente (onorevole Giachetti) sulla liberazione anticipata speciale è apprezzabile. Lo Stato ha il dovere costituzionale di operare per la rieducazione del detenuto. Stante questo dovere primario, da un lato, dall’altro, la partecipazione del detenuto a quest’opera dovrebbe ritenersi presunta, cioè data per corrisposta, secondo le potenzialità di ciascuno, come prevede la legge, non essendo ammissibile che lo Stato possa rinunciarvi. Salvo il caso, ovviamente, in cui sia il detenuto stesso a rifiutarla.
di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 27 aprile 2024
L’occupazione è fondamentale per costruire percorsi di vita alternativi alla delinquenza, ma la collaborazione con realtà esterne agli istituti di pena è ostacolata da burocrazia e mancanza di formazione. “Provo a lavorare in carcere, ma a parte le difficoltà burocratiche, non c’è grande sostegno da parte delle istituzioni. La falegnameria interna è ben attrezzata: se negli acquisti l’amministrazione penitenziaria desse priorità al nostro lavoro e comprasse da noi i suoi mobili potrei impiegare molte più persone, invece delle due che lavorano oggi. Poi c’è il tema della formazione professionale. Non sempre tra i detenuti c’è chi sa fare questo mestiere, quindi devo sostenere anche i costi per insegnare come si fa il lavoro. Anche in questo caso le istituzioni potrebbero fare di più, offrendo corsi formativi utili ai fini occupazionali”.
di Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 27 aprile 2024
In crescita i detenuti iscritti a un corso di laurea: oggi 1.707, erano 796 nel 2019 Effetti concreti sulla riduzione della recidiva. M. aveva appena 18 anni quando è stato arrestato, oggi ne ha 27. Deve ancora finire di scontare la sua pena ma in questi anni è riuscito a laurearsi e persino a frequentare un master in Marketing all’università Bocconi. M. ha anche da poco trovato lavoro per una grande azienda milanese. La sua è la storia di come all’interno di un percorso drammatico, come quello della detenzione, lo studio e in questo caso anche il raggiungimento di una formazione alta sono un’opportunità o meglio l’Opportunità per ricominciare. La storia di M. è stata raccontata in un documentario dal titolo Near Light (realizzato da Niccolò Salvato, all’epoca studente della University of Westminster di Londra) che ha ricevuto diversi premi e si prepara a diventare una docuserie. Ma la storia di M. sebbene possa apparire fuori dal comune in realtà è la conferma di come in questi anni l’accesso all’istruzione universitaria dentro il circuito penitenziario sia cresciuta.
di Davide Giancristofaro Alberti
ilsussidiario.net, 27 aprile 2024
Don Raffaele Grimaldi, con più di 20 anni di servizio nel penitenziario di Poggioreale a Napoli, è l’ispettore generale dei cappellani delle carceri per la Pastorale penitenziaria. È stato intervistato dai microfoni de L’Avvenire in occasione dei quattro giorni di incontro nazionale ad Assisi dal titolo “Lo vide e ne ebbe compassione. Dall’indifferenza alla cura”. Grimaldi spiega che la loro presenza nelle carceri non è per giudicare ma solo per aiutare. “A farli uscire dalle loro situazioni di sofferenza, di solitudine”.
di Rossella Grasso
L’Unità, 27 aprile 2024
“Non mi far passare per santa, faccio una cosa normale”. Nella voce di Suor Lidia Schettino, 87 anni, napoletana, c’è tanta dolcezza: da 45 anni, come volontaria, entra ed esce dal carcere, per dare supporto ai detenuti. Qualcuno la chiama “L’angelo di Poggioreale”, il carcere dove va ogni giorno a portare ascolto e conforto. E non nega a nessuno un sorriso: “A volte faccio anche cazziate però”, dice. Per lei i detenuti sono come figli che hanno sbagliato ma che possono cambiare. È convinta che a volte c’è solo bisogno di ascolto e di quell’attenzione che magari non hanno mai avuto in famiglia per capire e scegliere di cambiare. “Un uomo - dice - non è la cosa sbagliata che ha fatto. Lui è un uomo che ha fatto una cosa sbagliata. Qui deve avvenire il cambiamento”. Suor Lidia conosce bene il dramma del carcere e le sue pesanti ferite ed è certa che bisogna fare qualcosa: “Se non facciamo dei passi verso l’umanità, stanno male quelli di fuori e quelli di dentro”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 aprile 2024
Dopo la pausa del 25 aprile, la settimana prossima ripartono i lavori parlamentari. Dopo la pausa dettata dalle celebrazioni del 25 aprile, la settimana prossima riprenderanno i lavori parlamentari. Quali sono i dossier più importanti aperti sulla giustizia tra Senato e Camera? Cominciamo da Palazzo Madama: nella settimana che inizia il 13 maggio arriverà in Aula, con la relazione di Erika Stefani della Lega, il ddl “Modifiche alla disciplina in materia di durata delle operazioni di intercettazione”. Il provvedimento era stato presentato dal Senatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin: vieta le intercettazioni tra avvocato e cliente e ne limita le proroghe entro il termine di 45 giorni, salvo motivazioni rafforzate e reati particolarmente gravi come mafia e terrorismo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 aprile 2024
Una parte dei vertici di Magistratura indipendente, insofferente alla visibilità politica del sindacato delle toghe, avrebbe ventilato l’ipotesi di disertare l’evento. Tra due settimane prenderà il via a Palermo il 36esimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati, dal titolo alquanto significativo “Magistratura e legge tra imparzialità e interpretazione”.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 27 aprile 2024
L’inchiesta sui maltrattamenti ai detenuti nel carcere minorile di Milano. Uno degli otto arrestati al gip: “Ero fuori di me mentre buttavo i detenuti a terra. Noi poco esperti, chiesi al direttore di essere rimosso da questa responsabilità per il sovraccarico di lavoro”. “Ho fatto incontri con lo sportello di ascolto al Beccaria, ho capito che avevo bisogno di essere aiutato, ho chiesto all’ex comandante di essere esonerato dalla mansione di “preposto”. Ma non è andata così. Riconosco come comportamento violento l’aver spinto il detenuto contro il muro e averlo buttato a terra, ricordo che un collega ha detto “guarda che stai esagerando”, e lo ringrazio per avermi fatto rientrare in me”.
- Milano. Allarme adolescenti con disagi psichici: “Mancano strutture e posti in ospedale. E chi va in carcere tenta il suicidio”
- Spoleto (Pg). Un carcere (un po’) “umano”
- Ascoli. Il papà fu ucciso in carcere, il Comune si mobilita per aiutare Gianluigi
- Foggia. “Figli di genitori detenuti”, il 2 maggio si svolgerà un convegno nazionale
- Venezia. Francesco, primo Papa a visitare la Biennale nel padiglione del carcere femminile










