di Federica Pacella
Il Giorno, 20 aprile 2024
Chi conosce il carcere da tempo, come Emanuele Masetti Zannini, vicepresidente di Associazione Carcere e Territorio di Brescia, non ha dubbi: “Il tempo è finito, bisogna sensibilizzare chi può decidere”. Per chi il carcere lo conosce da poco tempo come Fabio Patucelli, referente marketing e comunicazione di Fraternità Sistemi che si occupa di tenere dei corsi di word ed excel per i detenuti nell’ambito del progetto ‘Oltre la pena’, la percezione è esattamente quella che poi si ritrova nelle tristi statistiche di questi giorni, relative ai suicidi.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 20 aprile 2024
A Palazzo di giustizia letto l’elenco dei 54 nomi di detenuti e agenti penitenziari morti da inizio anno. Morti in carcere o di carcere. Un elenco lungo quello che ieri, nei corridoi del tribunale dove un mese fa è stato posizionato un totem “conta suicidi”, viene letto dal garante cittadino dei detenuti, Nathalie Pisano, da quello regionale Bruno Mellano, dal magistrato di Sorveglianza Marta Criscuolo, dal presidente della Camera penale Alessandro Brustia e da don Dino Campiotti, primo storico garante novarese: 54 nomi di detenuti morti da inizio anno, da Patrick, 20 anni, a Teramo, all’anonimo di 77 a Rebibbia. Di questi 31 sono suicidi: 32 da ieri pomeriggio. A cui si aggiungono 4 suicidi di agenti della polizia penitenziaria.
di Sandro Mortari
Gazzetta di Mantova, 20 aprile 2024
Al sit-in molte associazioni di volontariato: letti i nomi delle persone decedute tra le sbarre negli ultimi anni- Troppi morti nelle carceri. Tra malattie, suicidi, omicidi e overdose si calcola che in 32 anni siano decedute 4.686 persone tra le sbarre. E non solo detenuti ma anche agenti di polizia penitenziaria. “Bisogna dire basta” è stato l’appello del capo dello Stato Mattarella un mese fa, subito rilanciato dalla conferenza nazionale dei garanti dei detenuti che ha mobilitato le sue articolazioni sui vari territori.
ansa.it, 20 aprile 2024
Presentato nuovo progetto pilota voluto dall’Onu. Nuovi percorsi di sviluppo sociale e sostenibile per la legalità nell’area industriale della provincia di Caserta, che coinvolgano attraverso progetti di formazione e inclusione lavorativa soprattutto i detenuti con l’obiettivo di porre un argine al fenomeno criminale riducendo la recidiva, in cui spesso, per mancanza di opportunità e alternative, ricade chi delinque.
focusicilia.it, 20 aprile 2024
Il progetto “Fuori le Mura” promuove il primo inserimento o il reinserimento lavorativo e sociale delle persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità, o in regime di detenzione in carcere e finanziato da Fondazione con il Sud. I risultati sono stati presentati giorno 15 aprile a Gela. Presentate le due “Opere di Riparazione” realizzate dai detenuti della Casa circondariale di Gela. Oltre 200 partecipanti, 52 destinatari di tirocini, 20 avviamenti al lavoro. Ma anche due laboratori di arte terapia e due opere realizzate con materiale di scarto che oggi abbelliscono una parte importante della città di Gela. Questi in sintesi i risultati del progetto “Fuori le Mura”, illustrati lunedì 15 aprile nella pinacoteca comunale del Comune di Gela all’interno del convegno dal titolo “La Giustizia per la Bellezza di Comunità”. Il progetto promuove il primo inserimento o il reinserimento lavorativo e sociale delle persone sottoposte a misure e sanzioni di comunità o in regime di detenzione in carcere, ed è stato finanziato da Fondazione con il Sud. La Cooperativa Prospettiva Futuro è capofila della partnership tra enti del terzo settore, della pubblica amministrazione e del privato, e ha condotto il progetto sul territorio regionale, compresa la Casa Circondariale di Gela e il Comune di Gela. Al termine dell’incontro sono state svelate due opere realizzate dai partecipanti al progetto con l’artista Luigi Giocolano, Responsabile dei Laboratori di Arteterapia di “Fuori le Mura”. Le due “Opere della Riparazione”, copie di maschere classiche conservate presso il Museo Archeologico di Gela, il “sileno” e la “gorgone”, sono ora visibili nelle scalinate di Via Scontrino e di Via Pietro Vasile, alle spalle del Palazzo di Città.
di Laura Tedesco
Corriere del Veneto, 20 aprile 2024
Il Riesame restituisce la divisa a un indagato: “Inattendibile il tunisino”. Un colpo all’inchiesta. Il tribunale del Riesame ha restituito la divisa e annullato la sospensione del servizio a un poliziotto del gruppo finito sotto accusa per maltrattamenti e umiliazioni agli arrestati. La motivazione del giudice mina anche le basi dell’inchiesta stessa. “Le percosse e l’urina per svegliare un nordafricano fermato” nel tunnel della questura? “Gli elementi raccolti nel corso dell’indagine e in particolare gli approfondimenti investigativi disposti dalla Procura non consentono, allo stato, di ritenere superata la soglia di gravità indiziaria richiesta per l’applicazione di misure cautelari”. È la conclusione tratta dal Tribunale del Riesame di Venezia nelle 9 pagine di ordinanza con cui ha ridato la divisa all’agente Andrea Provolo.
genovatoday.it, 20 aprile 2024
Per la prima volta la “Biblioteca vivente” è arrivata nel carcere di Marassi: a diventare “libri umani” 12 detenuti che hanno raccontato le loro storie: “In carcere impari a fare i conti con te stesso e capisci che l’unica cosa veramente importante sono i propri cari”. Il libro di Franco (nome di fantasia) si chiama “La frenata”, come quella brusca che gli ha imposto il carcere costringendolo a fermarsi, trovando davanti a sé lunghe giornate per pensare e ripensare alla sua vita. Ma non è un libro che si sfoglia: la trama la racconta vis à vis direttamente lui, ex consulente finanziario di 60 anni che non vedeva estranei - a parte gli altri detenuti e la polizia - da quando nel 2019 è stato arrestato.
di Michela Nicolussi Moro
Corriere del Veneto, 20 aprile 2024
Inaugurato ieri il padiglione della Santa Sede “Con i miei occhi”, allestito nelle carceri della Giudecca in occasione della Biennale. C’erano due ministri. Ha ribadito l’importanza della finalità rieducativa della pena il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, all’inaugurazione del Padiglione della Santa Sede “Con i miei occhi”, allestito nel carcere femminile di Venezia Giudecca in occasione della Biennale.
di Giovanni D’Alessandro
Il Riformista, 20 aprile 2024
Nel gergo dei giuristi e, più ampiamente, degli studiosi delle istituzioni pubbliche la terzietà si colloca all’interno di un nucleo di concetti collegati da numerose somiglianze di famiglia - si direbbe à la Wittgenstein, rifuggendo ogni sorta di essenzialismo metafisico - ma nessuno di questi ben definito, tra cui l’imparzialità, la neutralità (politica), l’indipendenza. Tutti concetti che, in fondo, si fanno reciproca luce e trovano un uso consolidato per differentiam tra di loro. Il testo della Costituzione repubblicana, scritta da eminenti esperti del diritto (e non solo) e votata dall’Assemblea costituente il 22 dicembre 1947, fu - com’è noto - depurato sotto il profilo linguistico e della coerenza sintattica e stilistica da costituenti come Concetto Marchesi. Ciò nonostante non offre una limpida panoramica dei poteri “terzi”, se non con riguardo - naturalmente - alla giurisdizione, dove l’esse iudex è definito dalla coesistenza in uno stesso soggetto dei tratti della terzietà e dell’imparzialità. In nessun altro luogo la Costituzione utilizza il lemma “terzietà” ma, volta a volta, si riferisce all’imparzialità (come finalità dell’organizzazione dei pubblici uffici) e all’indipendenza (dei giudici, degli organi giudiziari e finanche degli ordinamenti giuridici).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 aprile 2024
Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha emesso un severo giudizio sulle azioni intraprese dall’Italia per dare attuazione alla sentenza Darboe e Camara contro l’Italia (ricorso n. 5797/ 17, Case of Darboe an Camara v. Italy), datata 21 luglio 2022. La sentenza della Corte Europa di Strasburgo ha rilevato la violazione dell’articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare), dell’articolo 3 (proibizione dei trattamenti inumani o degradanti) e dell’articolo 13 (diritto alla tutela giurisdizionale effettiva) della Convenzione europea a causa del trattamento riservato ai minori stranieri non accompagnati.
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