romatoday.it, 7 giugno 2026
Sovraffollamento e carenza di organici nelle carceri di Roma e del Lazio. La Fns Cisl chiede interventi urgenti per la sicurezza del personale. Le carceri di Roma e del Lazio sono sempre più sovraffollate, con un numero di detenuti che supera largamente la capienza regolamentare, mentre il personale di polizia penitenziaria risulta in grave carenza. È quanto emerge dai dati del ministero della giustizia aggiornati al 31 maggio 2026 e diffusi dalla Fns Cisl. Nella città di Roma sono attualmente presenti 3.389 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 2.688 posti: un sovraffollamento di 701 unità. I casi più critici riguardano il carcere di Rebibbia (NC CC), con 443 detenuti oltre il limite, e Regina Coeli, che supera la capienza di 376 unità. La situazione non è migliore sul resto del territorio regionale. Nei 14 istituti del Lazio risultano recluse 6.917 persone, a fronte di una capienza complessiva di 5.316 posti: un eccesso di 1.601 detenuti.
cronacadiverona.com, 7 giugno 2026
“I drammatici fatti denunciati dall’Associazione ‘Liberi Liberi Art.27’ all’interno della Casa Circondariale di Verona - con un caso di tubercolosi isolato e un detenuto di 40 anni morto di cancro in cella - confermano che la situazione sanitaria a Montorio ha superato ogni limite di accettabilità e umanità”. Così la consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon sulla gestione medica degli istituti di pena. “La perdita della libertà non può coincidere con la cancellazione del diritto alla salute. La Regione Veneto ha il dovere di mettere subito a disposizione le risorse necessarie per garantire cure adeguate e colmare la cronica carenza di medici e psicologi nelle strutture”.
Venezia. Cimici dei letti in carcere: “Detenuti con punture ovunque, e non possiamo mandargli creme”
veneziatoday.it, 7 giugno 2026
Una familiare denuncia una situazione “fuori controllo”. “Sappiamo che sono in prigione, conosciamo il sovraffollamento, ma devono poter stare almeno in ambienti igienici. Alcuni divorati dai parassiti”. Una proliferazione di cimici dei letti sta creando gravi problemi ai detenuti del carcere di Santa Maria Maggiore, e non sarebbe neppure la prima volta. La situazione “fuori controllo” viene segnalata dalla compagna di un detenuto, che è seriamente preoccupata per la sua salute. Il compagno è “completamente divorato dalle cimici dei letti, braccia, gambe, schiena e parti intime” spiega, e “ad oggi nelle celle non viene fatta la disinfestazione, perciò sono coinvolti molti nuclei e tantissimi detenuti continuano a stare in uno stato di disagio fisico”.
Libero, 7 giugno 2026
Nel quadro del percorso avviato con il protocollo d’intesa sottoscritto con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e la Camera Penale di Roma, la Cyber Security Foundation ha donato 15 computer alla casa circondariale di Roma Rebibbia, per promuovere la cultura cibernetica, le competenze digitali e l’introduzione alle professionalità informatiche negli istituti penitenziari. La consegna dei pc si è svolta nella giornata odierna alla presenza di Maria Donata Iannantuono, direttrice della casa circondariale di Roma Rebibbia e dirigente penitenziaria del ministero della Giustizia, e di Marco Gabriele Proietti, fondatore e presidente della Cyber Security Foundation, la prima fondazione no profit italiana dedicata al mondo cibernetico.
di Marina Piccone
L’Osservatore Romano, 7 giugno 2026
Oggi è festa in questa bella casa nel quartiere Città Giardino (III Municipio). Tante persone si muovono nell’ampio spazio verde che la circonda, chiacchierano, mangiano seduti ai tavolini sotto gli alberi di limone e di melograno. Tra queste, indistinguibili, ci sono anche detenuti. Ci troviamo, infatti, nella casa di accoglienza creata dal VIC (Volontari in Carcere), un’associazione nata nel 1994 per sostenere persone in condizione di privazione della libertà personale fino al loro pieno reintegro nella società, che ha organizzato un evento aperto a tutti, l’AperiVIC. Un modo per farsi conoscere e per raccogliere fondi. Le attività dell’associazione sono molteplici: Centri di Ascolto in tutti i reparti dei quattro carceri di Rebibbia e nel Reparto detentivo dell’ospedale Pertini; sostegno materiale, con la distribuzione personalizzata di pacchi vestiario e di prodotti per l’igiene personale per le persone indigenti recluse; promozione di iniziative legislative finalizzate alla salvaguardia dei diritti e della dignità dei detenuti; sensibilizzazione dell’ambiente esterno.
di Gianfranco Locci
L’Unione Sarda, 7 giugno 2026
La chiamano “giustizia riparativa”. È una seconda possibilità data ai detenuti, che per Nuoro è sempre stata un vanto. Con il carcere al 41 bis, però, la città perde questo programma. “Un percorso spazzato via”, rimarca Don Pietro Borrotzu. Un carcere che cambia approccio, non dialoga con il territorio. Isola e non dà una seconda possibilità. Il rammarico è palpabile nelle parole di quel sacerdote che ha dedicato la sua vita ad aiutare il prossimo, anche grazie al progetto di giustizia ripartiva, “Riannodare i fili”, con la cooperativa “Ut unum sint”.
varesenews.it, 7 giugno 2026
Una riflessione sulla complessità del sistema carcerario e sui percorsi di inclusione e cura della persona arriva a Varese con una tavola rotonda dal titolo “La realtà delle carceri; storia di migrazione, cura, inclusione, fallimento”. L’evento si terrà il 13 giugno, dalle 10 alle 12, presso il Centro Parrocchiale Kolbe in Viale Aguggiari 140. L’incontro è promosso in collaborazione con Caritas Varese, Sanità di Frontiera, l’Ordine dei Medici di Varese e l’Ordine degli Avvocati di Varese. Gli ospiti porteranno testimonianze e competenze differenti, ma complementari, sulla realtà delle carceri e sui percorsi di recupero. Si parlerà di salute mentale, legislazione, migrazione, cura, inclusione e attenzione ai minori non accompagnati.
di Pietro Barabino
Il Fatto Quotidiano, 7 giugno 2026
Recita anche il giudice Morando: “La funzione della pena è la rieducazione”. Dieci anni fa Teatro Necessario ha trasformato una discarica interna alla casa circondariale Marassi in un teatro e oggi va in scena con la Voce di Antigone. “Questo attore, da cinque giorni, è un uomo libero”. Carlo Imparato lo annuncia dal palco del Teatro dell’Arca, dentro il carcere di Marassi, a Genova, alla fine di una replica della “Voce di Antigone”. L’uomo che ha appena finito di recitare con la compagnia di persone detenute ha finito di scontare la sua pena. Il pubblico applaude. Fuori da quel teatro, anche in Liguria, il carcere resta sovraffollato, attraversato da violenze, lavoro scarso e misure alternative spesso bloccate dalla mancanza di una casa.
di Laura Distefano
La Sicilia, 7 giugno 2026
La musica è uno strumento di comunicazione potentissimo. Può fare la differenza. Maurizio Musumeci, in arte Dinastia, è un rapper di Paternò - nel Catanese - che oltre a scrivere, comporre e cantare ha scelto di usare l’arte per aprire un dialogo con i ragazzi. Senza schemi, filtri e pregiudizi. Dalle scuole di periferia alle carceri minorili, ma anche fra i banchi di istituti scolastici di zone centrali e residenziali. Perché il disagio giovanile che può trasformarsi in violenza e cattiveria ha più origini, sociali e anche psicologiche. L’emarginazione del quartiere ghetto è forse la più diffusa e studiata, ma anche il vuoto della solitudine è un campanello d’allarme da non sottovalutare. La musica è sempre stata nella vita di Dinastia. Ed è stata, forse, un’ancora di salvezza. Anzi di supporto. Una via per “portare fuori” domande, tormenti, ansie, paure e soprattutto sogni.
di Lorenzo Bandera*
Corriere della Sera, 7 giugno 2026
Per la prima volta la Commissione Ue si impegna formalmente su un tema tradizionalmente di competenza degli Stati. Ma nella Strategia si invitano gli Stati membri a “mobilitare in modo più efficace i finanziamenti pubblici e privati”, e qui sta il problema: un taglio delle risorse pubbliche non può essere compensato da quelle private, soprattutto nel campo della povertà. Con la Strategia anti-povertà presentata a maggio, per la prima volta la Commissione Ue si impegna formalmente su un tema tradizionalmente di competenza degli Stati. La situazione richiede infatti interventi di ampio respiro, coordinati e ambiziosi, su cui l’Ue vuole giocare un ruolo chiave.
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