di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 aprile 2024
L’ex giudice costituzionale dopo le polemiche sul libro che ha “infranto” i segreti della Corte: “Certe reazioni avvalorano la tesi secondo cui il nostro Paese non sarebbe pronto per le dissenting opinion. Barbera può pensarla diversamente da me, ma perché darmi del superficiale?”. “Le opinioni dissenzienti in Corte costituzionale” (Zanichelli editore) è il nuovo libro di Nicolò Zanon, ordinario di Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Milano, già componente laico del Csm ed ex giudice della Consulta. Il cuore dell’opera è in una ben precisa visione: l’assenza dell’opinione dissenziente all’interno della Corte costituzionale è retaggio di una tradizione da superare.
di Nino Cartabellotta*
La Stampa, 3 aprile 2024
C’era una volta il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), nato nel 1978 sotto il segno di universalismo, equità e uguaglianza, finanziato con la fiscalità generale e riconosciuto tra i migliori modelli di sanità al mondo, sia per efficienza, sia soprattutto per i risultati di salute. Poi, a partire dal 2010, tra tagli e mancati investimenti da parte di tutti i Governi questo pilastro della nostra democrazia è stato via via indebolito. Infatti, se nel 2010 la spesa sanitaria pubblica pro-capite era pari alla media dei paesi europei, nel 2022 l’Italia ha speso circa 47,3 miliardi di euro in meno. E dal 2010 al 2022 il gap complessivo ha superato la cifra di 300 miliardi di euro: come si può pensare che una simile sottrazione di risorse non distrugga progressivamente la più grande opera pubblica mai costruita in Italia?
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 3 aprile 2024
La legge appena entrata in vigore è stata discussa al Bundestag come sbocco naturale di una realtà già consolidata e come deterrente al commercio illegale, più che come norma antiproibizionistica. Dal primo aprile, ciascuno dei quattro milioni di consumatori tedeschi che abbia compiuto diciotto anni potrà uscire di casa con 25 grammi di marijuana in tasca o in borsetta. E in casa potrà tenere tre piantine o 50 grammi della sostanza.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 3 aprile 2024
La Commission on Narcotic Drugs (CND) “Incoraggia gli Stati membri a esplorare approcci innovativi (…) per affrontare più efficacemente le minacce alla salute pubblica e individuale poste dall’uso non medico e non scientifico di droghe, in particolare l’overdose (…), rafforzando i sistemi di assistenza sanitaria (…) e misure di riduzione del danno volte a prevenire e ridurre al minimo le conseguenze negative per la salute pubblica e la società”.
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 3 aprile 2024
Papa Francesco parla di quella che definisce “la virtù sociale per eccellenza” spiegando che senza di essa non può esserci vera convivenza, ma solo la legge del più forte. Poi mostra il rosario e il Nuovo Testamento di un soldato ucraino morto al fronte e ripete che “la guerra è una pazzia”. Una catechesi breve che il Papa legge tutta d’un fiato. Avvolto nel cappotto bianco, in una piazza san Pietro ancora addobbata con i fiori arrivati dall’Olanda e da Sanremo, continua il ciclo preparato su “i vizi e le virtù”. Parla della giustizia citando il Catechismo della Chiesa Cattolica che la definisce così: “La virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto”. A ciascuno il suo, in altre parole. “È la virtù del diritto”, spiega il Pontefice, “che cerca di regolare con equità i rapporti tra le persone. È rappresentata allegoricamente dalla bilancia, perché si propone di “pareggiare i conti” tra gli uomini, soprattutto quando rischiano di essere falsati da qualche squilibrio. Il fine della giustizia è che in una società ognuno sia trattato secondo la sua dignità. Ma già gli antichi maestri insegnavano che per questo sono necessari anche altri atteggiamenti virtuosi, come la benevolenza, il rispetto, la gratitudine, l’affabilità, l’onestà: virtù che concorrono alla buona convivenza tra le persone. La giustizia è una virtù per la buona convivenza delle persone”.
di Domenico Quirico
La Stampa, 3 aprile 2024
Ogni volta, ogni volta che qualcuno di loro muore, ci ricordiamo di questa storia immensa. Sì. L’obbligo umanitario continua a incendiare alcune esistenze. I samaritani sono tutt’altro che dispersi e smarriti, sono creature assolutamente diverse in un mondo dove si punta sul tornaconto, sull’esito, il successo, la garanzia. Ogni volta è lo stesso turbamento (rimorso? Dubbio? Ipocrisia?) di fronte all’evidenza concreta fino al sacrificio di sé della ideologia umanitaria, volti, nomi, non sigle o acronimi. Noi che stiamo davanti al televisore per vedere; e nelle immagini invece coloro che hanno sagomato la loro vita su questa determinazione cogente, esser vicino all’uomo dovunque è vittima della natura ma soprattutto di altri uomini. Non esigono contropartite, sono spesso scudisciati da delusioni e amarezze, da raffiche feroci di obiezioni: perché siete lì voi, piagnucolio umanista? Di chi siete strumento occulto? L’ideologia vogliamo sapere. Avete fatto l’esame a quelli che aiutate per vedere se lo meritano?
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 aprile 2024
Nell’ambito di un procedimento penale presso il Tribunale per i Minorenni di Trento, è stata emessa un’ordinanza che ha destato grande interesse e dibattito. Parliamo dell’ordinanza del 6 marzo scorso che ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 27 bis D. P. R. n. 448/ 1988 (disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni), recentemente introdotto dal “decreto Caivano”. Il caso che ha portato a questa ordinanza ha origine da una lite familiare, avvenuta il 15 ottobre 2023, in cui un minore avrebbe minacciato il padre con un coltello preso dalla cucina. Nell’ordinanza si evidenzia la preoccupazione del Giudice per la composizione monocratica dell’organo giudicante, che potrebbe compromettere la valutazione educativa del minore. Si sottolinea inoltre che l’art. 27bis non regola in modo adeguato le criticità connesse con la disciplina trattamentale dei minori coinvolti in procedimenti penali. La decisione di sospendere il processo e sottoporre la questione alla Corte costituzionale è stata presa alla luce di queste criticità, che potrebbero compromettere i principi fondamentali del trattamento dei minori coinvolti in reati.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Riformista, 2 aprile 2024
“Pasqua in carcere del Partito Radicale”. Si sono svolte anche quest’anno in occasione delle Festività pasquali le visite nelle carceri italiane da parte di parlamentari ed esponenti del Partito Radicale. L’appuntamento di quest’anno è giunto in concomitanza della campagna che il Partito Radicale sta portando avanti da mesi per denunciare “l’illegalità dello stato delle carceri ed il loro inaccettabile sovraffollamento”. Sul punto, il mese scorso la Commissione giustizia della Camera ha deciso di esaminare la proposta di Rita Bernardini e Roberto Giachetti per una liberazione anticipata.
di Mario Iannucci*
quotidianosanita.it, 2 aprile 2024
Un paziente schizofrenico si è suicidato pochi giorni or sono nel carcere di Torino. Di suicidi, nelle carceri italiane, ce ne sono stati 28 in questi primi tre mesi del 2024. Il paziente schizofrenico di Torino era stato disposto, con sentenza del Giudice, che fosse ‘ricoverato’ in una Rems. Le Rems sono strutture a numero chiuso, unicamente gestite dai sanitari: hanno circa 650 posti letti e sono sempre piene. I Tribunali possono disporre fin che vogliono il ‘ricovero’ nelle Rems (per carità, non chiamiamolo più ‘internamento’: saremmo politically incorrect!) ma le persone, gravemente malate e socialmente pericolose, se non c’è posto nelle Rems, non vengono internate.
di Valentina Alberta
Il Riformista, 2 aprile 2024
Pochissimi esempi virtuosi caratterizzavano sino a qualche anno fa il trattamento penitenziario degli autori di reati sessuali, i c.d. sex offenders, nelle carceri italiane. Mentre la gran parte degli istituti penitenziari si limitava al confinamento nelle sezioni “protette”, in condizioni di semi isolamento, di quei detenuti considerati “infami” dal resto della popolazione detenuta (insieme dunque a forze dell’ordine, collaboratori di giustizia e detenuti transessuali, senza alcuna attenzione rispetto alla necessità di individualizzare il trattamento penitenziario), in alcune carceri milanesi iniziavano progetti di sperimentazione di trattamento psicologico per i condannati per reati di violenza sessuale.
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