di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
La Repubblica, 31 marzo 2024
Il nuovo libro di Daria Bignardi. In “Ogni prigione è un’isola” l’inutilità della repressione che diventa segregazione. Nel 2016 su un settimanale giapponese viene pubblicato il manga Beastars: un mondo popolato da animali civilizzati, che sembrano convivere in pace nonostante una marcata distanza fra carnivori ed erbivori. Ai primi è vietato il consumo di carne animale ma ai secondi questo non basta per sentirsi al sicuro. Il protagonista è un lupo, Legoshi, che cerca di combattere il suo istinto da carnivoro. Nel manga ci sono due elementi che meritano attenzione e che, si vedrà, intrecciano sorprendentemente l’ultimo libro di Daria Bignardi, “Ogni prigione è un’isola” (Mondadori, 2024).
di Gian Guido Vecchi
Corriere della Sera, 31 marzo 2024
Giovanni XXIII nella “Pacem in Terris” scriveva che la guerra è estranea alla ragione. Oggi Bergoglio continua a gridare nel deserto, e a sperare ciò che appare impossibile. A settembre, in Mongolia, aveva citato “Timore e tremore” di Søren Kierkegaard, la riflessione su Abramo che seppe sperare contro ogni speranza: “Ognuno fu grande secondo quello che sperò. Uno fu grande sperando il possibile, un altro sperando l’eterno, ma chi sperò l’impossibile fu il più grande di tutti”. Sono anni che il Papa denuncia, inascoltato, la “follia” della guerra. Fin da quando, nel 2014, eletto da un anno, andò a commemorare nel Sacrario di Redipuglia i caduti della Prima Guerra mondiale, l’”inutile strage” che Francesco conosce bene dai racconti familiari perché vi aveva combattuto il soldato Giovanni Carlo Bergoglio, suo nonno.
di Luca Diotallevi
Il Messaggero, 31 marzo 2024
Brutto affare la giustizia. Davvero un gran brutto affare. Non sai da che parte prenderla, per la giustizia non c’è mai una ricetta già pronta. Si sa che la giustizia non si produce da sola, ma se la imponi ottieni solo ingiustizia. È la lezione senza eccezioni di socialismi reali e nazionalsocialismi, di fascismi e comunismi. Si sa anche che senza la libertà non c’è giustizia, ma da sola la libertà non produce giustizia. Giustizia fa pensare a pace, ma pax opus iustitiae (la pace è opera della giustizia) sta lì a ricordare che la mancanza di guerre e conflitti è una specialità dei tiranni vittoriosi: chi più di loro è capace di non far volare una mosca e di tenere tutto in ordine? Cercare la giustizia non di rado esige di “fare la guerra” alla pace dei tiranni (dei loro complici e dei loro lacchè). Ad assolvere al dovere della giustizia non è sufficiente neppure una grande generosità individuale. La giustizia richiede anche di edificare e mantenere strutture collettive presidiate da poteri abbastanza forti da proteggere i diritti dei deboli.
di Enzo Riboni
Corriere della Sera, 31 marzo 2024
È in crescita il disagio e l’accoglienza è in affanno. Le liste d’attesa e l’allarme per i neodiciottenni. Servono linee guida uniformi dalle Regioni. C’è un lento ma preoccupante stillicidio nelle Comunità per minori. Negli ultimi due anni, infatti, non poche hanno dovuto chiudere per mancanza di operatori o per il venir meno della sostenibilità economica. Una criticità che è ben presente a chi opera sul campo come Liviana Marelli, referente per infanzia, adolescenza e famiglie di Cnca, il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza: “C’è una situazione di grave crisi rispetto alla tenuta complessiva del sistema dell’accoglienza residenziale per minori. Va evitato il rischio di una progressiva dismissione proprio in un contesto di evidente crescita del disagio minorile”. Il censimento della situazione attuale risulta difficoltoso, perché ogni Regione va per conto proprio nei criteri autorizzativi e di accreditamento delle comunità, manca una banca dati nazionale, non c’è monitoraggio su cosa accade quando un minorenne lascia una Comunità. Gli ultimi rilevamenti, quello di Agia - Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza - e quello del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, pur se pubblicati tra il 2022 e il 2023, datano 31 dicembre 2020.
di Enzo Risso
Il Domani, 31 marzo 2024
Complessivamente la percentuale di persone in difficoltà nel mondo è cresciuta del 3 per cento rispetto al 2023. Aumentano gli stati di ansia, stress e depressione. Il numero di persone che nei 16 paesi toccati dallo studio, tra cui l’Italia, vive un disagio mentale è aumentato di cinque punti. Una società sofferente. Il susseguirsi di crisi che hanno marcato il secondo decennio del secolo (terrorismo, crack finanziari, sfarinamento del ceto medio, crisi climatica, Covid, scatto inflattivo e caro mutui, ritorno prepotente della guerra), hanno posto le persone di fonte alla costante necessità di fare i conti in modo diretto e personale con la società del rischio come la chiama il sociologo Ulrich Beck.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 31 marzo 2024
Dubbi di costituzionalità sono stati avanzati di recente sul decreto Piantedosi, che limita l’attività delle Ong. E il Viminale pensa a una retromarcia sulla cauzione di 5.000 euro per i migranti. Le critiche in punto di diritto che da tempo formuliamo alle politiche del governo sull’immigrazione si stanno concretizzando nelle pronunce dei tribunali. Da ultimo, due decisioni hanno riguardato il cosiddetto decreto Piantedosi, o decreto ong, che pone forti limiti all’attività delle navi di tali organizzazioni (d.l. n. 1/2023).
di Marco Birolini
Avvenire, 31 marzo 2024
L’allarme degli Uffici giudiziari: in aumento i reati degli under 18 che arrivano da soli in Italia. E, denuncia Save the Children, è in forte crescita il numero di quelli che spariscono nel nulla. “È ormai più che drammatica la situazione dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, il cui numero esorbitante e in crescita inarrestabile ha messo in ginocchio il sistema regionale di accoglienza e ha reso quasi impossibile il puntuale controllo delle loro condizioni di vita e la tempestiva attivazione delle procedure di tutela, regolarizzazione e integrazione”.
di Gaetano De Monte
Il Domani, 31 marzo 2024
Un’indagine della procura di Lecce ha svelato il meccanismo per frodare stato e aspiranti lavoratori stranieri. Se non paga uno o più intermediari è quasi impossibile per un migrante entrare in Italia in maniera regolare. “Il decreto flussi è l’unica maniera sicura e regolare per chi vuole entrare in Italia per lavorare, ma, nei fatti, per come questo strumento è concepito e funziona, si presta bene a chi vuole truffare e sfruttare le persone straniere”, ragiona uno degli investigatori che hanno condotto le Coulibaly Samba è nato in Senegal, ha poco meno di cinquant’anni e ha pagato 2600 euro per far entrare in Italia in maniera regolare altri otto suoi connazionali. Allo stesso modo, Diop Chaiko, ha versato poco meno di 2000 euro per far arrivare in Puglia i suoi tre figli.
di Kaspar Hauser
Il Manifesto, 31 marzo 2024
La tempestività con cui il presidente della Repubblica ha voluto rispondere all’appello di Roberto Salis, addirittura meno di 24 ore, dice molto su diversi aspetti della vicenda di Ilaria, la concittadina detenuta in Ungheria in attesa di giudizio in condizioni al di fuori degli standard europei. Ma induce anche una riflessione su tema più generale dei rapporti tra il governo e il Capo dello Stato e sulla riforma del premierato che stravolgerebbe gli attuali assetti.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 31 marzo 2024
“Il caso Salis? Considerate le condanne della Corte europea dei diritti dell’uomo contro l’Italia c’è poco da fare i maestrini nei confronti dell’Ungheria, sia per quanto riguarda l’esibizione degli imputati in tribunale, sia sul trattamento in carcere”. Lo dichiara al Foglio Maurizio Turco, segretario del Partito radicale. “Ovviamente non posso che unirmi alla condanna unanime del modo con cui Ilaria Salis è stata esibita al tribunale di Budapest, con le manette e la catena alla cintura - dice Turco -. Ma i detenuti italiani potrebbero raccontarne tante, per esempio su come vengono tenuti nei gabbiotti nei tribunali o su come avvengono le traduzioni da un carcere all’altro: con furgoncini dove all’interno ci sono delle gabbie in cui i detenuti vengono tenuti in manette per ore di viaggio”.
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