di Andrea Oleandri*
lavialibera.it, 29 marzo 2024
Il sovraffollamento non è l’unica motivazione per cui i tribunali riconoscono trattamenti disumani e degradanti negli istituti penitenziari. Anche sporcizia, umidità, servizi igienici inadeguati e ritardi nelle cure mediche violano i diritti dei detenuti. Lo scorso gennaio, un uomo che era stato detenuto a lungo nel carcere di Sollicciano a Firenze ha ricevuto uno sconto di pena di circa 300 giorni per il prolungato trattamento inumano e degradante da lui subito durante la detenzione. Aveva denunciato di essere stato recluso in celle invase da insetti, umidità e sporcizia. Non si tratta di un evento raro: nel 2022 - in attesa dei dati del 2023 - i tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 4mila ricorsi, riconoscendo altrettanti sconti di pena (per chi era ancora in carcere) o ristori economici (per chi era già uscito). Nella maggior parte dei casi, però, il motivo del ricorso era l’assenza dello spazio minimo vitale di 3 metri quadrati a persona. Questa volta, invece, il riconoscimento del trattamento inumano e degradante si è basato su considerazioni che non riguardano solamente il sovraffollamento.
di Natalia Distefano
Corriere della Sera, 29 marzo 2024
Ieri in Senato, sui social pubblicata la foto dell’aula deserta. La denuncia via “X” del senatore Filippo Sensi (Pd): “Non voglio gettare discredito sull’istituzione ma va registrata la mancata partecipazione a un’interrogazione su un tema urgente come la situazione delle carceri”. Il colpo d’occhio è disarmante: l’Aula del Senato - con le poltrone vuote - che somiglia a un “deserto rosso. Quasi fosse una foto istituzionale, di quelle da brochure o da libro di scuola. Invece lo scatto è di ieri mattina, 28 marzo, mentre a Palazzo Madama era in corso un’interrogazione della vicepresidente dem del Senato Anna Rossomando.
di Iuri Maria Prado
L’Unità, 29 marzo 2024
È condivisibile lo sdegno per i ferri ai polsi di Ilaria Salis ed è condivisibile la protesta contro il regime ungherese, tronfio nello sbattere in faccia al mondo quelle immagini di gratuito maltrattamento. Forse è da condividere con meno convinzione il tono indignato che insiste sull’italianità di quell’indagata, come se reclamare il rispetto di minimi criteri di decenza di un sistema giudiziario dipendesse dalla nazionalità di chi vi è sottoposto. Ma ammettiamo pure che queste siano trascurabili sottigliezze. Non è invece una sottigliezza, e non è trascurabile, il fatto che l’Italia ha in realtà molto poco da insegnare agli altri in questa materia.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 29 marzo 2024
Sovraffollamento, suicidi, condizioni degradanti. Per la Corte europea dei diritti dell’uomo e per il Consiglio d’Europa, le prigioni italiane sono più incivili di quelle in Ungheria. Condanne e statistiche impietose. Per paradosso, a Ilaria Salis converrebbe restare in Ungheria ad affrontare il processo. Lì la trattano meglio. A suggerirlo sono i numeri impietosi relativi alle condanne ricevute dall’Italia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) per le condizioni delle carceri e la violazione di alcuni diritti umani basilari, così come le statistiche del Consiglio d’Europa sulla situazione disastrosa del nostro sistema penitenziario. Partiamo dalla Cedu: da quando la Corte è stata istituita, nel 1959, fino al 2021 l’Italia è il terzo paese ad aver ricevuto più condanne (2.466), dopo Turchia e Russia. L’Ungheria ne ha ricevute 614. L’Italia è stata condannata 9 volte per tortura (l’Ungheria mai), 297 volte per violazione del diritto al giusto processo (21 l’Ungheria), 33 volte per trattamento inumano e degradante (38 l’Ungheria), addirittura 1.203 volte per la durata eccessiva dei processi (344 l’Ungheria).
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 29 marzo 2024
Le “valutazioni” su un’eventuale mobilitazione dell’Associazione nazionale magistrati, il sindacato delle toghe, contro i test psicoattitudinali introdotti dal governo (entreranno in vigore nel 2026) saranno al centro del prossimo Comitato direttivo centrale dell’Anm, in programma sabato 6 e domenica 7 aprile a Roma. Al termine delle “valutazioni”, potrebbe essere indetto uno sciopero. La polemica da giorni è rovente: “Un provvedimento sfregiante - attacca Salvatore Casciaro, segretario generale dell’Anm - perché dà un messaggio ai cittadini secondo cui i magistrati hanno bisogno di essere controllati psichicamente”. Non solo. Casciaro lo definisce “un provvedimento anche demagogico perché i magistrati vengono controllati sotto il piano dell’equilibrio lungo tutto l’arco della carriera. E infine è pure di dubbia costituzionalità”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 29 marzo 2024
Ieri le audizioni in commissione Giustizia alla Camera: l’Anm ancora contro l’abolizione dell’abuso d’ufficio, critico pure Cantone. Il Ddl Nordio, quello che in primis prevede l’abolizione dell’abuso di ufficio, dovrebbe arrivare in Aula ad aprile per l’approvazione finale in seconda lettura: questa la time-line prospettata dalla Commissione Giustizia della Camera, ieri presieduta dal forzista Pietro Pittalis, dove si sono svolte ben diciannove audizioni. Otto delle persone ascoltate erano tra i trentaquattro già auditi nella medesima commissione di Palazzo Madama: da qui erano arrivate le critiche del responsabile giustizia Enrico Costa che punta all’accelerazione del via libera alla legge. Ora i gruppi avranno tempo fino alle 15 di mercoledì 10 aprile per presentare emendamenti. Complessivamente può dirsi che numerose sono state le critiche al ddl che porta il nome del Ministro della Giustizia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 29 marzo 2024
La Corte boccia la rimozione automatica dei magistrati per una condanna penale. Bene così: e i politici? La condanna penale non basta, da sola, a distruggere una carriera. Si può riassumere così la sentenza depositata dalla Corte costituzionale, che, giustamente, considera eccessivo l’automatismo che porta alla rimozione di un magistrato per una condanna con pena non sospesa, senza valutare la proporzionalità della sanzione rispetto al reato commesso e spogliando della propria discrezionalità l’organo disciplinare.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 29 marzo 2024
L’ipotesi, all’esame del Senato, di dare un tempo più contenuto per le intercettazioni è avvalorata dalla media americana, che è esattamente di un mese e mezzo. Continua l’attività di revisione in materia di intercettazioni volta a rafforzare la tutela del terzo estraneo al procedimento rispetto alla circolazione delle comunicazioni intercettate: è dei giorni scorsi un emendamento a firma della senatrice Erika Stefani (Lega), relatrice in commissione Giustizia per la proposta di legge di Pierantonio Zanettin (Forza Italia), in merito al quale chi scrive era già intervenuto su queste pagine. Viene riscritto l’articolo 267 del codice di procedura penale, istituendo il vincolo temporale “fisso” di un mese e mezzo (45 giorni per l’esattezza, congruo, per chi scrive, alla realtà giudiziaria) per lo svolgimento delle intercettazioni; termine entro il quale l’Ufficio di Procura deve portare al Giudice un risultato investigativo. Se assente, nel corso di due periodi di intercettazioni, nessuna proroga. D’altra parte perché accanirsi se non emergono elementi utili all’indagine?
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 29 marzo 2024
Il Guardasigilli: “Io sono un patofobico evitante ma l’avrei fatto”. “Ilaria Salis? Sono vicino, ma la giurisdizione di un Paese è sovrana”.
Domiciliari respinti per Ilaria Salis. Ministro Nordio uno “schiaffo”?
Bruti Liberati: “I test psicologici alle toghe sono inutili e il governo lo sa. Ma Gratteri sbaglia”
di Giulia Merlo
Il Domani, 29 marzo 2024
L’ex procuratore capo di Milano sui test psicoattitudinali alle toghe: “Posticiparli al 2026 mostra che anche il governo non ci crede. Ma delegittimare la politica è pessimo”. I test psicoattitudinali per i magistrati hanno fatto esplodere un nuovo scontro tra toghe e politica, con toni molto alti da entrambe le parti. L’ex procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, li censura anche se a usarli è stato un suo ex collega, anche se “il clima è quello di una delegittimazione della magistratura, perché è chiaro che nemmeno il governo crede all’attuabilità di questi test”.
- Gratteri: “Sulla giustizia stiamo diventando come l’Africa del Nord”
- Costa: “La politica utilizza la giustizia per fini elettorali”
- Torino. Detenuto suicida, la denuncia: “Il Gip aveva disposto il ricovero già a novembre 2023”
- Parma. È al 41 bis: finisce in ospedale ma nessuno dà notizie alla famiglia
- Milano. Caso Pifferi, la difesa: “Alessia aveva un handicap certificato dalla scuola”










