giornaledellamusica.it, 29 marzo 2024
L’11 aprile la Casa di Reclusione di Opera ospita il Doré Quartet per la conversazione-concerto ideata da Le Dimore del Quartetto e Associazione Culturale Cisproject. Giovedì 11 aprile la Casa di Reclusione di Opera ospita per il terzo anno consecutivo “Musica e Parole”, il format nato dalla collaborazione tra Le Dimore del Quartetto e l’Associazione Culturale Cisproject - progetti sviluppo e promozione umana. Il progetto, realizzato con il sostegno di Itsright Società Benefit, verrà proposto alle ore 20.00 nell’Auditorium della Casa di Reclusione di Milano-Opera.
di Michela Di Biase*
Il Dubbio, 29 marzo 2024
Franco Cordero scriveva che l’universo normativo è fatto di parole. Massimo Recalcati sostiene come la legge (in senso psicoanalitico) sia quella della parola: parola che è orizzonte e limite. Sull’uso e la dicotomia di parole piene e parole vuote, quelle che hanno il potere di risolvere le formazioni dell’inconscio e quelle prive di questo significato, si è interrogato Jacques Lacan. Non esiste una parola che non presupponga un dialogo, che non esiga una risposta, la parola è alla base della relazione intersoggettiva, attraverso questa avviene il riconoscimento dell’altro. Operare e vivere nel pianeta giustizia implica di per sé un uso accorto, sapiente e saggio delle parole ciascuna con il proprio significato auto riconoscibile, ma capace di costruire una trama o un ordito di pensieri e di pratiche.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 29 marzo 2024
Redenzione e rinascita di Lorenzo, un ex rapinatore seriale ed ex carcerato diventato mediatore penale ed esperto in giustizia riparativa. Da rapinatore seriale - lo chiamavano “il bandito che veste Armani” - a presidente di una cooperativa sociale che a Padova si occupa di mediazione penale e giustizia riparativa. In pratica, Lorenzo Sciacca, 47 anni, di cui 30 trascorsi tra una patria galera e l’altra, oggi aiuta i detenuti a percorrere il suo stesso faticoso cammino di rinascita e redenzione che ha fatto lui. Perché dietro le sbarre la speranza può “respirare” fino a diventare una vita nuova anche per chi ha il destino segnato da una pena infinita, intesa non solo come condanna.
di Adelia Pantano
La Stampa, 29 marzo 2024
In occasione dei cinquant’anni dai due giorni di rivolta nel carcere Don Soria il 9 e 10 maggio 1974. Processi, indagini, teorie, verità da scoprire e il ricordo di una storia che la città di Alessandria sembra aver dimenticato. È la rivolta nel carcere Don Soria del 9 e 10 maggio 1974 che si trasformò in una strage con sette morti e 15 feriti. In occasione del cinquantesimo anniversario sarà pubblicata una docuserie per ripercorre quei due lunghi giorni con le interviste ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime. L’hanno chiamata “Memoria dimentica” e vuole raccontare quella tragedia alle nuove generazioni. Non solo: è un racconto per tutti, per non dimenticare.
di Gianna Fregonara e Orsola Riva
Corriere della Sera, 29 marzo 2024
Il post con errore di grammatica del ministro. Il ministro su X parla delle percentuali di studenti stranieri nelle scuole. E inciampa sul congiuntivo. In classe “la maggioranza degli alunni deve essere di italiani”. All’indomani delle dichiarazioni di Matteo Salvini che, riaprendo la polemica sul Ramadan chiusa dal presidente Mattarella, ha auspicato un tetto del 20 per cento di stranieri in classe, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara interviene ritoccando la percentuale al rialzo. Lo fa con un post su X in cui spiega la strategia per far imparare l’italiano agli studenti stranieri, ma lui stesso - come fanno notare i deputati del Pd - inciampa nella scrittura del suo messaggio.
di Adriana Pollice
Il Manifesto, 29 marzo 2024
Sono circa un milione gli studenti con cittadinanza non italiana, la Lega vuole inserire un tetto del 20% in ogni classe. Flc Cgil: “Il contrario dell’inclusione”. “L’inclusione può avvenire assimilando i nuovi arrivati sui valori della Costituzione oppure realizzando la società del melting pot, dove ognuno fa ciò che vuole. Se si è d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali della Costituzione, ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani”: è l’intervento di ieri del ministro dell’Istruzione Valditara. Il giorno prima il vicepremier leghista Salvini aveva chiesto di inserire un tetto massimo del 20% di studenti di origini straniere in ogni classe.
di Luca Liverani
Avvenire, 29 marzo 2024
Gli ultimi dati disponibili del Sipri ci dicono che nel 2022 la spesa militare mondiale è stata di 2.200 miliardi di dollari. Il 55% li ha spesi la Nato, la Russia 86,4 miliardi. Ma davvero “la pace è soprattutto deterrenza”, come sostiene la presidente del Consiglio in visita in Libano? È proprio indispensabile spingere sugli investimenti militari sottraendo risorse a sanità, scuola, ambiente? Prima di esprimere un’opinione vale la pena di dare un’occhiata ai numeri. Gli ultimi dati disponibili del Sipri, ci dicono che nel 2022 la spesa militare mondiale è stata di 2.200 mld di dollari. Il 55% li ha spesi la Nato, cioè 1.230 mld, di cui 877 gli Stati Uniti (il 71%) e 355 gli altri Paesi Nato. E la Russia? 86,4 mld. L’Alleanza Atlantica, insomma, investe in armi quasi 15 volte più dell’Orso russo. Un potenziale bellico soverchiante che però non sembra avere minimamente intimorito Putin. Ed è così da anni.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 29 marzo 2024
Forse era difficile aspettarsi di meglio, sicuramente peggio di così l’udienza di ieri nel tribunale di Budapest per Ilaria Salis non poteva andare. Per lei che trascinata in catene davanti ai suoi giudici, ai familiari, agli amici e ai parlamentari venuti dall’Italia, è tornata rapidamente in carcere e ci dovrà restare, essendogli stata negata la possibilità di scontare la detenzione ai domiciliari. Ma non solo per lei, visto che l’ordine giudiziario ungherese e il suo governo - ormai impossibili da tenere distinti - hanno approfittato dell’occasione per esercitare una prova di forza nei confronti del governo italiano e della sua opinione pubblica.
di Donatella Stasio
La Stampa, 29 marzo 2024
“Beato un popolo che non ha bisogno di eroi” diceva Bertold Brecht. E certo non si può dire questo dell’Ungheria di Viktor Orban che continua a tenere Ilaria Salis in catene, ne umilia la dignità davanti al mondo intero, calpesta la presunzione di innocenza e, per quanto grave possa essere il reato contestatole, chiude ogni varco a un processo giusto e non politico. Beato il paese che non ha bisogno di atti di eroismo per dar corpo ai valori fondanti dell’Unione europea di cui fa parte - libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, rispetto della dignità e dei diritti umani - perché ha istituzioni di garanzia forti e indipendenti. E infine, beato il paese che non inganna i suoi cittadini, come fa il governo di Orban, sulla reale indipendenza dei giudici, così come beato è il paese che non finge di credere a quegli inganni per calcolo politico, come purtroppo ha fatto finora il governo di Giorgia Meloni.
di Simone Alliva
L’Espresso, 29 marzo 2024
Il lenzuolo sparito, gli abiti macchiati di sangue, la dinamica. L’indagine su Daniel Radosavljevic, il ventenne italiano trovato impiccato nel carcere francese di Grasse, è chiusa. Ma niente torna. Contraddizioni, misteri, anomalie, orrori. A distanza di un anno la morte di Daniel Radosavljevic, il cittadino italiano di 20 anni trovato impiccato nel carcere francese di Grasse, in Costa Azzurra, è un pozzo senza fondo. Ora l’indagine francese è stata chiusa e racconta una storia dove nulla torna al suo posto.
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