di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 2 marzo 2024
Attesi nuovi cortei pro Gaza a Firenze, Torino e Roma: si temono tensioni. Ieri a Bologna vernice sulla prefettura, bruciate le foto dei politici. Bullizzati i figli di una dozzina di agenti in Toscana. Intanto proseguono le indagini sulle cariche dei poliziotti a Pisa il 23 febbraio: le autoidentificazioni per favorire l’accertamento della verità.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 2 marzo 2024
Gian Carlo Caselli, ex magistrato antiterrorismo e antimafia, come valuta quello che è successo a Torino? Ad aggredire la volante della polizia è stato un gruppo di esponenti dell’area anarchica, mentre il corteo e la protesta hanno visto la partecipazione di autonomi di Askatasuna. Che lettura si può dare: c’è stata compartecipazione o una divisione dei ruoli?
di Chiara Saraceno
La Stampa, 2 marzo 2024
Il problema è reale e va affrontato: i bambini e ragazzi di origine straniera fanno in media più fatica dei nativi a scuola ed hanno tassi di abbandono più alto, soprattutto quando non sono nati in Italia, non hanno frequentato nido e scuola dell’infanzia in Italia e sono arrivati in Italia già grandicelli. C’è sicuramente un problema linguistico, ma anche più in generale di adattamento a un contesto di vita, di norme e relazioni, nuovo ed insieme di perdita di ciò che invece era noto e familiare. Il “lavoro” di questo adattamento e il bisogno di comprensione e accompagnamento sono troppo spesso sottovalutati, nella fatica mentale ed emotiva che comportano, ma anche nella loro potenzialità educativa per i bambini e ragazzi coinvolti direttamente, ma anche per i loro compagni e gli stessi insegnanti. Non va, inoltre, ignorato, che i bambini e ragazzi di origine straniera spesso condividono le condizioni di svantaggio educativo dei loro coetanei nativi più poveri.
di Graziella Balestrieri
L’Unità, 2 marzo 2024
Sono passati sette anni, sette lunghissimi anni, prima che la procura di Trapani chiedesse il “non luogo a procedere” nell’udienza preliminare contro quattro volontari dell’equipaggio della Iuventa. Imbarcazione che per sette anni, essendo sotto sequestro, non ha potuto operare in mare e salvare altre vite. Morti su morti, anni su anni, sinistra come la destra. Anni su anni, come il primo anno già trascorso dalla tragedia immane di Cutro. I deboli spinti verso il fondo, respinti, picchiati anche, e per altre strade, per altri versi cercando la pace dove pace non c’è. Ogni diritto, da quello a vivere fino a quello a manifestare, scompaiono tra le mani dei potenti, dei forti e dei manganelli. “Vigliaccherie di forti contro i deboli”, così Erri De Luca, scrittore, poeta e mente illuminata del nostro paese e non solo, si rivolge ai fatti di Pisa, ergo ai manganelli strumenti di violenza da parte della polizia contro giovani minorenni, che a volto scoperto e senza armi andavano nella direzione giusta, quella della pace e non come tv e robe varie vogliono far credere.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 2 marzo 2024
Il legale ha tenuto ieri la sua arringa conclusiva: “Accuse senza fondamento che hanno fatto il gioco delle destre. Ragazzi che si sono esposti in prima persona sono stati trattati come criminali”. L’avvocato Alessandro Gamberini di processi che hanno segnato la storia italiana ne ha seguiti tanti, da quelli per le stragi di Ustica e di Bologna fino alle vicende della Uno Bianca. Ieri ha tenuto la sua arringa conclusiva a difesa di Iuventa, dopo quelle dei colleghi Francesca Cancellaro e Nicola Canestrini. “Sin dall’inizio l’inchiesta contro le Ong era basata su manipolazioni. Avrebbero dovuto archiviarla quattro anni fa. C’è da chiedersi perché non sia avvenuto”, dice.
di Federica Rossi
Il Manifesto, 2 marzo 2024
Alaji Diouf vuole la revisione del processo. Ha chiesto la lista delle persone sbarcate con lui ma la prefettura ha comunicato: “Non sono stati rinvenuti gli atti”. Il Tribunale di Trapani dice di aver perso i documenti che avrebbero aiutato Alaji Diouf a smontare l’accusa di essere uno scafista, accusa che lo ha costretto in carcere per 7 anni. Il giovane senegalese è arrivato in Italia nel 2015 con un barcone con oltre 100 persone a bordo. Una volta approdati, un uomo, che non aveva viaggiato nello stesso gommone di Alaji né lo conosceva, gli punta il dito su richiesta delle forze dell’ordine. Un gesto che basta alla magistratura per riconoscerlo come la persona che ha guidato l’imbarcazione, lo scafista. E questo equivale all’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (art. 12 del Testo Unico sull’Immigrazione), aggravata nel suo caso per la morte a bordo di 8 persone e per aver agito “per profitto”.
di Alberto Simoni
La Stampa, 2 marzo 2024
Sconterà qui la pena dell’ergastolo. Chico Forti, il 65enne ex velista e produttore televisivo, condannato per omicidio in Florida sarà trasferito in Italia. Lo ha annunciato la premier italiana Giorgia Meloni con un video diffuso poco prima di arrivare alla Casa Bianca dove ha avuto un bilaterale con Joe Biden. “Sono felice di annunciare che dopo 24 anni di detenzione negli stati uniti è stata firmata l’autorizzazione al trasferimento in Italia di Chico Forti, un risultato frutto dell’impegno diplomatico di questo governo della collaborazione con lo Stato della Florida e con il governo degli Stati uniti che ringrazio. È un giorno di gioia per Chico per la sua famiglia per tutti noi lo avevamo promesso lo abbiamo fatto e ora lo aspettiamo in Italia”, ha detto Meloni. I dettagli tecnici dell’intesa non sono ancora noti.
di Marco Imarisio
Corriere della Sera, 2 marzo 2024
Alle esequie in migliaia, di generazioni diverse. Il messaggio della moglie Yulia: grazie per l’amore assoluto. All’inizio è un brusio quasi impercettibile. Il feretro viene portato fuori dalla chiesa in fretta, forse proprio per non concedere alcun tempo all’emotività, a quei gesti collettivi che rimangono nella memoria. Le voci diventano invece sempre più forti, salgono di tono, fino a formare un coro, diventano un canto collettivo. Navalny, Navalny. Nient’altro. Ma è già molto.
di Giovanni Legorano
Il Domani, 2 marzo 2024
Cresce la pressione su Israele per fare luce sull’accaduto e arrivare a una tregua. Anche gli alleati più stretti chiedono un cambiamento. Secondo le brigate al Qassam, sette ostaggi israeliani sono rimasti uccisi in un raid dell’Idf. “Tregua necessaria”, dice Guterres. Lo sdegno della comunità internazionale per quella che da molti viene definita “la strage di Gaza” è stato pressoché unanime. “Sono profondamente turbata dalle immagini di Gaza. Occorre fare ogni sforzo per indagare sull’accaduto e garantire la trasparenza”, ha scritto ieri su X, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. E ancora: “Gli aiuti umanitari sono un’ancora di salvezza per chi ne ha bisogno e l’accesso a essi deve essere garantito. Siamo al fianco dei civili, sollecitiamo la loro protezione in linea con il diritto internazionale”. Secondo le autorità sanitarie palestinesi, almeno 112 persone sarebbero rimaste uccise e più di 280 ferite nella tragedia vicino a Gaza City di giovedì, dove si è registrato il numero più alto di vittime civili da settimane.
di Angelo Picariello
Avvenire, 1 marzo 2024
“Un nuovo patto tra Stato e detenuti”. Spiega così Andrea Ostellari la sua proposta di riforma del meccanismo degli sconti di pena, che - a differenza di altre - non punta sull'aumento dei giorni previsti, ma sulla facilitazione delle procedure di accesso, con risultati attesi sia in termini di sbrurocratizzazione, sia in termini di lotta al sovraffollamento carcerario. Che potrebbe avere un forte impulso, negli auspici del sottosegretario leghista, attraverso un ricorso più massiccio e strutturato alle comunità educanti, “in grado di far uscire 20mila detenuti”.
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