di Sebastiano Canetta
Il Manifesto, 24 febbraio 2024
Ok alla legge. Il Bundestag approva la norma, ora manca solo il sì del Bundesrat, ultimo formale ostacolo prima dell’entrata in vigore definitiva prevista dal prossimo 1 aprile. Il Cannabis act della Germania diventa finalmente legge. Dopo due anni di annunci sul via libera imminente, la fine dell’estenuante trattativa con i proibizionisti di Bruxelles per armonizzare la norma tedesca con il diritto Ue, e l’inappellabile decisione del Consiglio federale di stoppare gli ultimi tentativi di annacquare tutto da parte dei Land a guida Cdu-Csu, il Bundestag ha approvato la norma che sdogana l’utilizzo creativo della marijuana. Ora manca solo il Sì del Bundesrat, ultimo formale ostacolo prima dell’entrata in vigore definitiva.
di Errico Novi
Il Dubbio, 23 febbraio 2024
Emendamento alla legge Giachetti-Bernardini: sarà accolto solo l’abbuono di 60 giorni ogni 6 mesi. Da Meloni a Ostellari e Delmastro, tutti d’accordo: “Non si può arrivare a giugno con 100 suicidi in cella”. C’è un dogma: non si può arrivare a giugno con 100 suicidi sulla coscienza. E soprattutto, sulle prime pagine dei giornali. Lo pensa Giorgia Meloni, non solo il guardasigilli Carlo Nordio. Ed è il motivo per cui, come ha riportato ieri la Stampa, l’alleanza di centrodestra è al lavoro, ai livelli più alti, per accogliere almeno in parte la proposta di Roberto Giachetti, deputato di Italia viva e segretario di presidenza a Montecitorio, sulla liberazione anticipata speciale. Non in modo integrale, ma con un via libera alla sola parte che innalza da 45 a 60 giorni ogni 6 mesi lo “sconto” previsto per la liberazione anticipata ordinaria, tuttora in vigore. In pratica si tratterebbe di un mini-svuota-carceri, o meglio di un’estensione dello sconto di pena già in vigore per i detenuti con buona condotta. Nulla di straordinario
di Davide Manlio Ruffolo
La Notizia, 23 febbraio 2024
Italia Viva presenta un apposito ddl. Delmastro apre: “Lo valutiamo”. Dalla certezza della pena sbandierata in campagna elettorale, al più che probabile decreto svuota-carceri con cui le destre - evidentemente incapaci di mettere mano alla disastrosa situazione dei penitenziari - sembrano voler nascondere sotto il tappeto il problema del sovraffollamento.
di Davide Manlio Ruffolo
La Notizia, 23 febbraio 2024
Sovraffollamento, condizioni di vita impossibili e morti in carcere che sono ormai un’emergenza nazionale. Sembra che gli italiani che in queste ore stanno chiedono di introdurre nell’ordinamento giudiziario la pena di morte non si siano accorti che quest’ultima, di fatto, fa già parte del nostro Paese. Già perché suicidi e decessi sono ben più frequenti di quanto si pensi, con gli ultimi casi che sono avvenuti nel penitenziario romano di Rebibbia dove, nel volgere di nemmeno 24 ore, sono morti due detenuti malati da tempo.
L’Unità, 23 febbraio 2024
“Dal 1° gennaio 19 suicidi e 24 decessi dietro le sbarre. Ormai non è in gioco solo la dignità dei detenuti. Si tratta di preservare la loro stessa vita. Le nostre associazioni vogliono collaborare perché non scenda un colpevole silenzio su questo dramma. Nordio ci incontri”. Pubblichiamo di seguito il comunicato congiunto sulla crisi delle carceri diffuso da Antigone, Magistratura democratica e Unione delle camere penali italiane.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 23 febbraio 2024
Avvocati penalisti, attivisti impegnati nella difesa dei detenuti, e magistrati. Cioè tre categorie di persone abituate allo scontro e alla battaglia tra loro. E invece stavolta no. Si sono messi insieme, onestamente, attorno a un tavolo, e hanno discusso della questione che è al centro del loro lavoro, del loro pensiero, della loro vita: la prigione. E siccome sono evidentemente tutte persone ragionevoli, sono riusciti a scrivere un documento comune nel quale denunciano le condizioni di folle degrado umano nelle quali vivono i prigionieri in Italia.
di Area Democratica per la Giustizia, Gruppo esecuzione penale e magistratura sorveglianza
areadg.it, 23 febbraio 2024
Dall’inizio dell’anno sono ormai 20 i suicidi nelle nostre carceri, esattamente il doppio di quelli avvenuti nello stesso periodo del 2022, anno in cui fu registrato il numero più elevato da quando esistono le rilevazioni statistiche di questo tragico dato. Non v’è dubbio che l’istituzionalizzazione correlata ad un’esperienza detentiva priva di contenuti e di progettualità, il sovraffollamento carcerario e la deprivazione di diritti fondamentali che esso porta con sé, finisce per favorire nelle persone più fragili, in quelle più sole o meno supportate, gesti estremi.
di Luca Sofri
ilpost.it, 23 febbraio 2024
Due settimane dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto assoluto all’affettività in carcere, sono in corso discussioni e iniziative per permettere alle persone detenute di esercitare il loro diritto all’affettività e alla sessualità. Le associazioni che lavorano con il carcere Due Palazzi di Padova hanno annunciato che partirà una prima sperimentazione italiana per permettere incontri tra detenuti e i loro partner in privato, senza controlli. Sarebbe la prima volta, visto che finora avere rapporti sessuali in carcere di fatto era impedito dalla norma che impone il controllo a vista durante i colloqui con coniugi o conviventi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 febbraio 2024
Garlatti, al vertice dell’autorità per l’adolescenza e l’infanzia, sul report Antigone: “Mai visti dati così”. Secondo il rapporto dell’associazione Antigone, presentato tre giorni fa, è in aumento il numero dei detenuti nelle carceri minorili, a causa del decreto Caivano, voluto dal Governo di centrodestra. “Non mi pronuncio su chi abbia o meno la responsabilità di quanto sta accadendo - ci dice Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza - Non si può negare che ci sia un aumento oggettivo dei detenuti negli istituti minorili. Si applica maggiormente la misura restrittiva del carcere rispetto a quanto succedeva precedentemente. Abbiamo infatti dei numeri che non si erano mai registrati in maniera così elevata negli ultimi dieci anni”.
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 23 febbraio 2024
La “chiusura delle celle” nelle carceri italiane, avvenuta in obbedienza alle disposizioni del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, “va in direzione contraria a quanto espressamente indicato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. E riporta la situazione degli istituti di pena del nostro Paese a prima del 2013, quando proprio quella Corte condannò l’Italia per “violazione della Convenzione europea dei diritti umani, ovvero per trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei detenuti”: tortura, in una parola. La denuncia non viene da qualche gruppo o movimento estremista ma dai cappellani e dalle religiose delle carceri lombarde, che per esprimerla hanno firmato collettivamente una lettera aperta pubblicata sul sito della Diocesi di Milano.
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