di Enzo Spiezia
ottopagine.it, 20 febbraio 2024
Assolti perché il fatto non sussiste. E’ la sentenza del giudice Daniela Fallarino - il pm Angela Sorvillo (vpo) aveva chiesto la loro condanna ad 1 anno - per i dottori Maria Gallo (avvocato Angelo Leone) e Mario Feleppa (avvocati Vincenzo Regardi e Fabio Russo), due medici che, operando presso la casa circondariale di contrada Capodimonte in base a una convenzione con l’Asl, erano stati chiamati in causa nell’indagine sulla morte di un detenuto, Agostino Taddeo, 59 anni, già noto alle forze dell’ordine, avvenuta il 13 ottobre del 2016 al Rummo.
Ristretti Orizzonti, 20 febbraio 2024
Lunedì 19 febbraio è stata consegnata presso il Carcere Femminile della Giudecca una macchina da cucire con la presa in consegna della direttrice Mariagrazia Bregoli. Sarà utilizzata dalle detenute per confezionare, assieme al supporto delle famiglie degli alunni, i costumi di Marco Polo indossati da 500 bambini che stanno partecipando al progetto culturale internazionale “Alfabeto Marco Polo, Venezia Istanbul”.
garantedetenutilazio.it, 20 febbraio 2024
Al centro dell’incontro le criticità attuali delle carceri. Mercoledì 14 febbraio, il presidente del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Giovanni Russo, accompagnato da Giancarlo Cirielli, direttore generale dei detenuti e del trattamento, e da Antonio Bianco, direttore generale beni e servizi, ha ricevuto il Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, e gli altri membri del Coordinamento nazionale Bruno Mellano, Luca Muglia, Valentina Farina, Valentina Calderone e Veronica Valenti.
di Maria Cristina Germani*
Ristretti Orizzonti, 20 febbraio 2024
Sabato 24 febbraio, dalle ore 16, l’associazione di promozione sociale Do Re Miao presenterà i risultati di uno studio di Educazione Assistita con gli Animali svolto presso la sezione distaccata di Gorgona Isola, pubblicati da Erikson con il titolo: “Gorgona, l’isola Fenice”. Con il contributo di esperti nel campo della Pet Therapy e grazie alla partecipazione di figure di riferimento nell’ambito della rieducazione delle persone private della libertà si cercherà di fare il punto sull’importanza della relazione con gli altri animali per coloro che si trovano a vivere un periodo di detenzione. La Pet Therapy in ambito carcerario ha ormai nel nostro Paese una sua storia, fatta di esperienze diverse e di risultati concreti; nel caso di Gorgona la sfida è stata quella di attivare un percorso educativo coinvolgendo animali “non convenzionali” (mucche, capre, pecore, maiali). L’incontro si terrà presso l’Auditorium Giorgio Kutufà del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, per gentile concessione della Provincia di Livorno.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 20 febbraio 2024
Si intitola “Ristretti nell’indifferenza - testimonianze dentro e fuori il carcere” il nuovo libro della religiosa delle Adoratrici del Sangue di Cristo e volontaria da anni nell’istituto romano di Rebibbia, dove i detenuti partecipano a un laboratorio di scrittura. Edito da Iacobelli, ha la prefazione del cardinale Zuppi. Virus, chiusura, odio, vuoto, ferita, depressione, arma malvagia, non-azione: sono queste le definizioni di indifferenza che rimbalzano tra le pagine della nuova fatica letteraria, dal titolo “Ristretti nell’indifferenza - testimonianze dentro e fuori il carcere”, che ha dato alle stampe suor Emma Zordan, religiosa delle Adoratrici del Sangue di Cristo e volontaria da anni nell’istituto romano di Rebibbia. Edito da Iacobelli, con la prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI, il libro vede i contributi proprio di quei “ristretti nell’indifferenza” che danno il titolo all’opera, spesso ignorati sono anche nella realtà.
di Francesca Mambro*
L’Unità, 20 febbraio 2024
Ad altri, più competenti di me, una precisa biografia politica e intellettuale di Gianni Borgna. Ma io l’ho conosciuto, abbastanza bene, e di questo mi sento di parlare, con un tanto di nostalgia per epoche più “dialogiche”. Il mio ricordo che potrà apparire alieno, è per una persona straordinaria che ho conosciuto inizialmente in carcere e poi molti anni dopo quando sono uscita perché presentò due libri. Il primo, “Nel cerchio della prigione”, scritto a quattro mani con Laura Braghetti, ex appartenente alla colonna romana delle Brigate rosse. L’altro, “Il bacio sul muro”, sulle storie delle donne detenute conosciute in carcere e che presentammo insieme a Clara Sereni e Furio Colombo nel 2000. Lo sguardo mite, dietro i suoi occhialini, l’aspetto innocuo e la voce dal suono quasi canzonatorio, avrebbero potuto ingannare. Gianni Borgna, lo studente di filosofia che aveva abbracciato il movimento del ‘68, il capogruppo del Partito Comunista alla Regione Lazio, assessore alla Cultura delle giunte di sinistra a Roma consecutivamente dal ‘93 al 2006, un militante come si diceva ai nostri tempi, era un vero duro. Ma non nel senso che si intendeva negli anni 70, dei gruppi estremisti e dell’antifascismo militante.
di Sara Gandolfi
Corriere della Sera, 20 febbraio 2024
Nessuno dovrebbe essere lasciato indietro, mentre si allarga la forbice tra ricchezza e povertà. L’esempio di Katalin Karikó, Premio Nobel per la medicina 2023. Oggi, martedì 20 febbraio si celebra la Giornata mondiale della Giustizia sociale. Le Nazioni Unite ne danno una definizione vaga: “Svolge un ruolo importante nel raggiungimento di percorsi di sviluppo socio-economico più inclusivi e sostenibili”. In parole povere, nessuno dovrebbe essere lasciato indietro. Ognuno dovrebbe avere le stesse opportunità di crescita, la possibilità di raggiungere standard di vita dignitosi. Utopia? Di sicuro una realtà difficile da conquistare in un contesto sociale, a livello nazionale e internazionale, sempre più atomizzato ed individualista, dove le diseguaglianze - economiche, di genere, educative - restano abnormi. Oggi, quasi due terzi della nuova ricchezza prodotta a livello mondiale finisce nelle mani dell’1% della popolazione. “I cinque uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato le loro fortune dal 2020, mentre quasi 5 miliardi di persone sono diventate più povere”, avverte Nabil Ahmed di Oxfam America.
di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 20 febbraio 2024
L’emozione per la tragedia di Firenze rischia di produrre risposte inutili o addirittura controproducenti. Se tra le vittime vi erano immigrati irregolari, avremmo la conferma che l’edilizia si regge sulla manodopera dei clandestini: quelli che si cerca di respingere in tutti i modi, con le buone o con le cattive, quando arrivano sui barconi. Secondo lo spirito dei tempi la demagogica risposta sarebbe in nuovi reati.
di Fulvio Vassallo Paleologo
Il Manifesto, 20 febbraio 2024
La decisione della Corte di Cassazione (sentenza n. 4557 del 1 febbraio 2024) sul caso Asso 28 conferma la condanna, in relazione al delitto di abbandono in stato di pericolo di persone minori e incapaci (articolo 591 del codice penale). E per abbandono arbitrario di persone (art. 1155 del Codice della navigazione), stabilita in precedenza dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Napoli, a carico del comandante di un rimorchiatore di proprietà della società “Augusta offshore”, a servizio alla piattaforma petrolifera di Sabratha, gestita dall’ente libico Noc e dall’Eni che nel 2018, a seguito di un soccorso di naufraghi in acque internazionali, li aveva consegnati ad una motovedetta libica, dopo averli ricondotti nelle acque antistanti il porto di Tripoli.
di Alessandro Braga
Il Manifesto, 20 febbraio 2024
Il ministro dell’Interno nega la realtà dei Centri. E difende la Libia come “porto sicuro”. Le identificazioni durante il ricordo di Navalny “non comprimono la libertà”. Non sono tanto le parole che ha detto (di per sé già aberranti), quanto il modo in cui le ha dette. Con freddezza, cinismo e distacco. Come se non stesse parlando di persone umane, ma di oggetti. Sguardo fisso, nessun tentennamento né pause dubitative. Non che sia una novità per uno che, un anno fa, con i corpi dei migranti morti nel naufragio di Cutro ancora ammassati nel paesino calabro, diceva che “la disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo la vita dei propri figli”. E del resto è lo stesso che, nel novembre del 2022, parlava di “carico residuale” per definire i migranti che non potevano scendere dalle navi delle Ong a causa dell’approccio muscolare alla questione immigrazione intrapresa dall’allora neonato governo Meloni. Insomma, Matteo Piantedosi l’atteggiamento da “sbirro cattivo” non se lo scrolla proprio di dosso.
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