tusciaweb.eu, 19 febbraio 2024
No della Cassazione al ricorso di un detenuto per mafia al 41 bis di Mammagialla cui è stato negato un tutor per proseguire gli studi in regime di carcere duro. Protagonista un 38enne siciliano, considerato un esponente di spicco di una delle cosche più pericolose della provincia di Palermo, che ha fatto ricorso alla suprema corte contro il tribunale di sorveglianza di Roma che il 21 aprile 2023 ha rigettato il reclamo avverso il provvedimento del magistrato di sorveglianza di Frosinone che, l’11 febbraio 2021, aveva respinto la richiesta del condannato di ottenere assistenza allo studio tramite l’affiancamento di un tutor. Il tutto finalizzato a sostenere l’esame conclusivo del quinto anno, al termine del corso di studi, presso l’istituto tecnico statale agrario di Bagnoregio.
ansa.it, 19 febbraio 2024
La Camera penale scaligera ha deciso uno sciopero della fame a staffetta per richiamare l’attenzione sul problema. Giulia è la sorella di Giovanni Polin: cinque giorni prima del 19 novembre scorso, al telefono dal carcere di Verona, il fratello le parlava di domiciliari. Poi si è tolto la vita. Eppure, secondo i documenti sanitari che ha raccolto con il suo avvocato, il rischio non c’era. Venti giorni di detenzione, e poi il dramma. A Giulia sono rimaste parecchie perplessità. Sul carcere di Verona da tempo si è acceso un faro: cinque suicidi negli ultimi cinque mesi. La Camera penale veronese ha deciso uno sciopero della fame a staffetta per richiamare l’attenzione sul problema.
cascinanotizie.it, 19 febbraio 2024
Sabato scorso l’associazione di volontariato penitenziario Controluce ha svolto una breve manifestazione in ricordo del detenuto che si è suicidato martedì al don Bosco. Un coro silenzioso: nel buio di un sabato sera una cinquantina di persone ferme davanti al carcere, con una candela accesa in mano e venti cartelloni, su cui erano scritti i nomi e le età di coloro che si erano tolti la vita in carcere dall’inizio del 2024. Venti persone, di cui una morta nel carcere don Bosco di Pisa martedì scorso.
di Romano Pitaro
Corriere della Calabria, 19 febbraio 2024
La realtà, spesso, supera l’immaginazione. Prima il carcere lo dirigi e poi, un triste giorno, ci finisci dentro. Quasi che di respirare la stessa aria di chi è privato della libertà, non si possa fare a meno. Così è stato per Angela Paravati, che, da direttrice (fino al 2022) dell’Istituto penitenziario “Ugo Caridi” di Catanzaro, l’altro giorno è stata “tratta in arresto, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti nella gestione della struttura detentiva”. La giustizia deve fare il suo corso. Nel rispetto delle ragioni di accusa e difesa. E del monumentale principio di presunzione d’innocenza, che non tollera giudizi sommari. Né condanne mediatiche, di cui si hanno innumerevoli, tragiche, esperienze scolpite nella pelle di chi c’è capitato. Tutto ciò, vale anche per la dottoressa Paravati.
comozero.it, 19 febbraio 2024
L’associazione Bottega Volante riprende il filo dei classici “dentro e fuori”, letture condivise dei capolavori della letteratura italiana e internazionale. Un gruppo di detenuti del carcere del “Bassone” di Como leggerà un libro classico al mese per assaporarne la bellezza e ritrovare l’essenza dell’essere umani. I lettori di fuori potranno condividere e far avere le loro impressioni ai detenuti dentro. Perché le parole e i pensieri superano sempre le sbarre fisiche e mentali. Il primo appuntamento della nuova edizione della rassegna è con il racconto Lettera al padre di Franz Kafka. Eletta Revelli e Katia Trinca Colonel, volontarie nel carcere del Bassone di Como, raccoglieranno pensieri, idee, emozioni e impressioni scaturite dalla lettura del testo. Il 19 febbraio, alle 18, alla Libreria Feltrinelli di Como, in un appuntamento a ingresso libero, tutto ciò che è emerso verrà condiviso con il pubblico, in un’ottica di scambio tra “dentro” e “fuori”.
sassilive.it, 19 febbraio 2024
Presentato nel pomeriggio nell’Auditorium di Cristo Re a Matera il numero uno di S-catenati, oltre l’errore, il primo giornale materano con alcuni detenuti, edito dall’associazione materana di volontariato penitenziario Disma. Il giornale conta infatti su una redazione interna alla Casa circondariale di Matera composta da alcuni detenuti, e una redazione esterna composta da volontari dell’associazione che opera nel carcere locale.
recensione di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 19 febbraio 2024
Suor Emma Zordan è in libreria con “Ristretti nell’indifferenza, Testimonianze dentro e fuori il carcere”, con la prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi. Uno squarcio al velo dell’indifferenza. E un libro per raccontare il mondo che in tanti preferiscono non guardare, né capire, voltandosi dall’altra parte. Facendo quasi finta che proprio quel mondo, l’universo di chi ha sbagliato e ora vive ristretto, non esista. Suor Emma Zordan questo velo ha cercato di strapparlo con il suo “Ristretti nell’indifferenza”, testimonianze dentro e fuori il carcere (144 pagine iacobellieditore, 15 euro) con una prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
di Vincenzo Brancatisano
orizzontescuola.it, 19 febbraio 2024
“I ragazzi vedono le regole come limiti alla loro libertà, come degli obblighi. Invece le regole sono strumenti che servono per raggiungere degli scopi”. E’ questo lo spirito con il quale Gherardo Colombo, già magistrato, conosciuto anche per aver fatto parte del pool di Mani pulite negli anni ‘90, da quasi 17 anni esercita il suo impegno nella diffusione della cultura delle regole tra gli studenti delle scuole italiane, da quelli della scuola primaria a quelli della scuola secondaria di secondo grado.
di Ennio Battista
Il Fatto Quotidiano, 19 febbraio 2024
Non si sentono “all’altezza di questa vita”. Potrebbe essere questa la sintesi del drammatico aumento negli ultimi anni “degli episodi depressivi e ansiosi, delle oscillazioni dell’umore, delle psicosi e dipendenze da sostanze o comportamentali (internet), autolesionismo, disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, isolamento in casa, aggregazione in bande”, spiega al FattoQuotidiano.it il professor Claudio Mencacci, copresidente Sinpf (Società italiana di neuropsicofarmacologia) e Direttore emerito di neuroscienze al Fatebenefratelli - Sacco di Milano).
di Silvia Avallone*
Corriere della Sera, 19 febbraio 2024
Ciò che accade sui social accade di più: è il loro meccanismo intrinseco che ce lo ha fatto credere, ma è una bugia. Ciò che accade sui social accade di meno, perché ci strappa alla vita che stiamo vivendo: l’unico luogo che possiamo abitare davvero. Intendiamoci: i social media potrebbero essere pensati e usati diversamente. In Paesi dove vigono regimi sanguinari, per esempio, sono strumenti di resistenza e di democrazia, hanno un impatto positivo sulla realtà. Ma se dalla realtà ci distraggono, se ci fanno interessare ai problemi sociali per pochi giorni e poi subito ci inducono a dimenticarli, se ci portano con la testa altrove rispetto alle persone che amiamo, alle passioni che coltiviamo, allora ci stanno rubando il bene più prezioso: il tempo.
- Migranti. Il caso Libia e i timori del governo. A rischio gli accordi e i rimpatri
- L’apatia italiana per la morte di Navalny e i dubbi sul futuro della nostra giustizia
- Ungheria. Il padre di Ilaria Salis: “Temo per la sua incolumità, la vogliono su una sedia a rotelle”
- Costa d’Avorio. Ingegnere di Fiuggi detenuto da due anni: appello della famiglia al Governo
- Gran Bretagna. “Non estradate Assange”. La relatrice Onu è con lui










