di Lorenzo Pellegrini
Il Riformista, 3 febbraio 2024
Come si legge nella Relazione di accompagnamento, presupposto fondamentale della disciplina in fieri è il collegamento alla funzione rieducativa che sarebbe frustrata se la pena fosse eseguita a troppa distanza dalla commissione del fatto nonché all’oblio che il decorso del tempo determina sulla memoria del reato riducendo progressivamente l’interesse alla sua persecuzione. Col DDL C.893 approvato alla Camera il 16 gennaio scorso e ora trasmesso al Senato col n. S.985 prende corpo la quarta modifica della prescrizione in soli sette anni, dopo la Orlando (2017), la Bonafede (2019) e la Cartabia (2021). Una questione - quella della prescrizione dei reati - che, nel pubblico dibattito, ha assunto centralità sia perché espressione dei rapporti tra politica e giustizia sia perché causa/rimedio alla lunghezza dei processi.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 febbraio 2024
Il ddl non convince Forza Italia e Lega, che spingono per la co-assegnazione alla Commissione Giustizia. Il 6 dicembre scorso la Commissione Affari costituzionali del Senato ha adottato un testo unificato di quattro disegni di legge di modifica costituzionale (Antonio Iannone di Fratelli d’Italia, Bruno Marton del Movimento 5 Stelle, Dario Parrini del Partito democratico, Peppe De Cristofaro di Alleanza verdi e sinistra) che si compone di un solo articolo: “All’articolo 111 della Costituzione, dopo il quinto comma, è inserito il seguente: “La Repubblica tutela le vittime di reato e le persone danneggiate dal reato”.
di Giuseppe Crimaldi
Il Mattino, 3 febbraio 2024
Nessun segno di violenza: è l’autopsia a dire una prima, importante parola nella ricerca della verità sulla morte di Alexandro Esposito, il giovane trovato morto il cinque gennaio scorso all’interno di una cella del carcere di Poggioreale. Solo un primo passo, è vero, che tuttavia tende ad escludere ciò che all’inizio si era sospettato: e cioè che il recluso 34enne di San Giorgio a Cremano fosse stato ucciso, forse per un pestaggio. Ma se da un lato l’assenza di lesioni compatibili con il pestaggio dirada le ombre iniziali, dall’altro impedisce di poter dire quale sia stata esattamente la causa del decesso, almeno fino a quando gli esami medico-legali disposti dalla Procura di Napoli non saranno completati. E precisamente fino al momento in cui si disporrà degli esiti degli esami tossicologici.
ansa.it, 3 febbraio 2024
L’uomo, con problemi di tossicodipendenza, è deceduto il 25 gennaio scorso, ma la famiglia fu informata solo il giorno dopo. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un suicidio. La procura di Foggia ha aperto un’indagine e ha disposto un’autopsia per accertare le cause della morte di un 34enne detenuto nella casa circondariale di Foggia. A comunicarlo sono i legali della famiglia, gli avvocati Leonardo Cavalieri di Troia e Raffaele Carone di Torremaggiore che - su richiesta della famiglia - hanno presentato un esposto. La procura ha disposto che venga eseguita l’autopsia.
di Paola Calvano
Il Centro, 3 febbraio 2024
La morte di Simone Maccarone, 52 anni, di Vasto, un anno fa nel carcere di San Donato di Pescara, è stata ieri mattina al centro di una udienza davanti al Gup di Pescara chiamato a pronunciarsi sul prosieguo delle indagini relative al decesso. In aula è stata discussa la richiesta di opposizione all’archiviazione presentata dai legali della famiglia Maccarone, gli avvocati Arnaldo e Francesco Tascione, Fiorenzo e Anna Cieri.
di Andrea Cittadini
Giornale di Brescia, 3 febbraio 2024
Un detenuto attualmente in affidamento in prova racconta cosa significa vivere dentro il Nerio Fischione. Il carcere di Canton Mombello lo ha conosciuto in due periodi diversi della sua vita. Prima vent’anni fa e poi recentemente. Adesso sta affrontando un periodo di affidamento in prova per cercare di mettersi definitivamente alle spalle i guai con la giustizia. Che per Martino, nome di fantasia, 40enne bresciano, sono sempre stati legati allo spaccio di droga.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 3 febbraio 2024
L’Sos lanciato dalle detenute. Appello di Avs e Pd al ministro di Giustizia. Nel padiglione femminile del carcere “Lorusso e Cotugno” di Torino, dove da nove anni è situato l’Istituto a custodia attenuata per madri, sono abituate a vedere reclusi anche bimbi piccoli, purtroppo. Ma un neonato di un mese è una visione che non si può sopportare. Le detenute hanno perciò lanciato, con una lettera, una richiesta di aiuto raccolta dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi che ieri si è recato nella casa circondariale torinese insieme alla consigliera comunale di Sinistra Ecologista Sara Diena a verificare la condizione della “giovane madre terrorizzata” entrata in carcere giovedì scorso con il suo “Aslan, bimbo di appena un mese”. All’uscita dall’istituto, Grimaldi lancia un appello accorato al ministro di Giustizia Carlo Nordio “affinché intervenga subito”, perché “è una situazione inaccettabile che va sanata immediatamente”.
di Francesco Brun
Corriere del Veneto, 3 febbraio 2024
Puntare al reinserimento lavorativo dei detenuti, in modo che una volta usciti possano introdursi correttamente nel tessuto sociale. È uno degli argomenti discussi ieri mattina all’interno della casa circondariale Dal Papa di San Pio X, durante la visita di una delegazione composta dal segretario nazionale dell’Unione sindacati polizia penitenziaria Leonardo Angiulli, dal dirigente del sindacato Francesco Tarantello e dalla consigliera regionale leghista Silvia Maino.
di Tiziano Grottolo
Corriere del Trentino, 3 febbraio 2024
“Vigilare e presidiare le fisiologiche relazioni fra istituzioni penitenziarie e il mondo del volontariato sociale che si impegna a dare forma e sostanza al principio di rieducazione della pena nel rispetto della dignità e dei diritti dei detenuti”. Questo l’appello rivolto direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La lettera, come prima firma porta quella dal consigliere provinciale del Pd, Andrea de Bertolini, ma è stata sottoscritta da tutti i membri della minoranza che alle scorse elezioni ha sostenuto Francesco Valduga. Il carcere, viene spiegato nella nota, deve tornare a essere un luogo di effettiva rinascita individuale, relazionale e sociale, “nell’interesse dell’intera collettività e delle generazioni future”.
di Francesca Cisotto
varesefocus.it, 3 febbraio 2024
“La costruzione di progetti condivisi con le imprese per il reinserimento nella società degli ex detenuti attraverso il lavoro. Una priorità sociale, ma anche economica”. È così che il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, definisce la necessità di dotare il territorio di una strategia condivisa per il reinserimento nella società civile degli ex detenuti. Passaggio fondamentale per la costruzione di una provincia più inclusiva, ma non l’unico.
- Treviso. Ostellari: “Carceri? Stiamo facendo tanto. Tra i progetti realizzati la riapertura dell’Ipm”
- Nuoro. “Visitate il Cpr di Macomer. Finora mai visitate le carceri sarde”
- Milano. La storia di “In Galera”, il primo ristorante al mondo aperto dentro un carcere
- Milano. “I Girasoli d’Inverno” la cultura e il lavoro come occasione di riscatto sociale dei detenuti
- Ancona. Cento chili di verdura dall’orto sociale del carcere al Comune










