di Leonardo Filippi
Il Riformista, 29 gennaio 2024
Il bel Paese è anche il Paese delle intercettazioni. Infatti, l’impiego di questo insidioso ed invasivo metodo di indagine in Italia è stato progressivamente ampliato, aumentando di anno in anno i casi nei quali è ammesso. Basta leggere gli artt. 266 e 266-bis c.p.p. per rendersi conto che il numero dei reati che consentono l’intercettazione è stato progressivamente esteso. Ma l’armamentario intercettativo non si ferma alle intercettazioni disposte al fine di consentire la prosecuzione delle indagini. Infatti, esistono anche le intercettazioni che, pur avendo la finalità di agevolare le ricerche del latitante, la giurisprudenza ritiene però utilizzabili anche come prove del reato. Senza considerare le intercettazioni preventive, che hanno una funzione di pubblica sicurezza, cioè mirano alla prevenzione dei reati. Da qualche anno, ha fatto ingresso nelle indagini il virus trojan e, prima ancora che ci fosse una legge ad ammetterlo, le Sezioni unite della Corte di cassazione l’hanno legittimato, in spregio alla riserva di legge ex art. 15 Cost. Si ammette persino l’intercettazione all’estero quando l’attività di captazione avviene con la tecnica dell’instradamento su ponti telefonici italiani utilizzati per la fatturazione, fingendo così che l’intercettazione si sia svolta in Italia e che pertanto non richieda alcuna cooperazione internazionale. L’ultima frontiera dell’invasività investigativa riguarda l’intercettazione dei criptofonini.
La Repubblica, 29 gennaio 2024
I dati inediti: nel 36% dei casi erano presenti durante l’uccisione della mamma. Marco Rossi Doria: “Così diventano orfani due volte. La responsabilità di star loro accanto e non lasciarli soli”. Non ci sono stime ufficiali su quanti siano gli orfani delle vittime di femminicidio in Italia. Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ha avviato “A braccia aperte”, la prima iniziativa di sistema in loro favore e a supporto delle famiglie affidatarie. In gergo vengono definiti “orfani speciali” perché la perdita di uno dei genitori è avvenuta per mano di un coniuge. Ma sono doppiamente orfani, perché la perdita della madre per mano del padre significa anche che l’altro genitore non ha più contatti con il figlio o la figlia e questi, divenuti maggiorenni e consapevoli dell’accaduto, quasi sempre non vogliono più vederli.
di Stefano Lorenzetto
Corriere della Sera, 29 gennaio 2024
Sono nove i Tribunali coinvolti sul territorio piemontese e coprono un bacino di utenza composto da circa 500 comuni e 650 mila abitanti. E ancora: 6 mila i contatti registrati dalla nascita, 3 mila e 500 i cittadini “aiutati”, 4 mila e 350 i servizi offerti (di questi, il 40 per cento riguarda il deposito di atti giudiziari e il 60 per cento indicazioni tecniche e altre richieste).
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 29 gennaio 2024
I magistrati: troppi problemi con il nuovo programma ministeriale “App”. Arnaldi di Balme (Anm): “Sistema ancora in costruzione, rinviato di un anno il passaggio al processo telematico”. Attesa da anni, la rivoluzione telematica nel settore penale è sbarcata in procura. I pm e i gip da qualche settimana sono alle prese con il programma ministeriale “App”, che al momento li vede lavorare in digitale solo nelle richieste e nei provvedimenti di archiviazione. E non sono mancati intoppi, bug, dubbi e difficoltà, illustrati anche all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Se in civile infatti i fascicoli cartacei sono ormai un ricordo del passato, nel settore dei reati tutto funziona ancora tra cartelline colorate e faldoni. Ma l’obiettivo di sveltire le pratiche grazie a App è ancora un orizzonte lontano.
di Antonio Anastasi
quotidianodelsud.it, 29 gennaio 2024
Rems, queste sconosciute: tra i tanti problemi che affliggono l’esecuzione della pena nel nostro Paese e nel distretto della Corte d’Appello di Catanzaro, la presidente facente funzioni, Gabriella Reillo, ha individuato il settore “più critico” proprio nel trattamento dell’autore di reato affetto da infermità di mente. Nella relazione pronunciata durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, la presidente Reillo ha constatato la “drammaticità della situazione nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza”.
Il Secolo XIX, 29 gennaio 2024
Tragedia nel carcere di Imperia. Un detenuto 66enne, Michele Scarlata, originario di Villalba, in provincia di Caltanissetta, ma residente in Liguria, è stato trovato morto impiccato nella propria cella. L’uomo era accusato del tentato omicidio della moglie. A nulla sono valsi i soccorsi da parte degli agenti della Polizia penitenziaria. Un evento che riporta alta l’attenzione sulla situazione delle carceri italiane e, in particolare, del Ponente ligure, tra sovraffollamento e una condizione di detenzione spesso al limite.
veronanetwork.it, 29 gennaio 2024
Si contano ormai quattro casi di suicidio in carcere a Montorio negli ultimi due mesi. Un terribile fenomeno che preoccupa, insieme al sovraffollamento e alla carenza di servizi e opportunità per il reinserimento sociale dei detenuti. Manifestazione davanti al carcere di Verona-Montorio ieri pomeriggio, per portare l’attenzione sull’allarmante serie di suicidi degli ultimi mesi. Il presidio è stato organizzato dall’associazione “Sbarre di Zucchero” insieme ad altri gruppi e realtà, come la rivista padovana “Ristretti Orizzonti”. Chiedono maggiori attenzioni alla salute - fisica e psicologica - dei detenuti e spazi adeguati. Negli ultimi due mesi risultano infatti ben quattro suicidi nella casa circondariale di Montorio, oltre ad almeno tre tentativi.
di Mario Basso
sassate.it, 29 gennaio 2024
Pochi giorni fa, un luogotenente della GdF, condannato in via definitiva a 7 anni di carcere per peculato, è morto d’infarto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Inutili i soccorsi, anche per l’inadeguatezza della struttura sanitaria. Il detenuto deceduto si chiamava Francesco Caccamo, aveva 59 anni ed era finito prima in carcere e poi ai domiciliari in seguito ad uno scandalo che nel 2017 aveva portato alla prima condanna da parte del Tribunale di Catania per quattro “Fiamme Gialle” accusate di peculato, falso e calunnia.
di Federica Pacella
Il Giorno, 29 gennaio 2024
Canton Mombello è al limite ma il ministro Nordio intervenuto all’anno giudiziario ha detto che ci sono le risorse per un nuovo istituto. Girone infernale Canton Mombello, zeppo all’inverosimile e sempre più obsoleto. Gli ultimi dati emersi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario rendono conto di una situazione nella ottocentesca Casa circondariale al limite dell’ingestibilità. A fronte di un incremento generalizzato della popolazione detenuta in tutti gli istituti penitenziari del distretto, le carceri bresciane sono quelle messe peggio. Al 30 giugno scorso l’indice di sovraffollamento di Canton Mombello aveva superato il 181 per cento, che nei mesi a seguire ha toccato quota 200: 335 detenuti e una capienza da 180 posti.
di Federica Pacella
Il Giorno, 29 gennaio 2024
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 18 dell’ordinamento penitenziario che prevede controlli a vista durante i colloqui. Sì all’affettività in carcere, ma la sentenza della Corte Costituzionale, di per sé storica, si innesta in un contesto in cui il sovraffollamento incide su ogni diritto dei detenuti. Lo spiega bene la garante dei diritti delle persone prive di libertà del Comune di Brescia, Luisa Ravagnani, all’indomani della sentenza che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 dell’ordinamento penitenziario, nella parte in cui non prevede che la persona detenuta possa essere ammessa a svolgere i colloqui con il partner senza il controllo a vista del personale di custodia, laddove non ci siano problemi di sicurezza. Ravagnani era stata tra i 200 fra giuristi e personalità della società civile che aveva aderito all’appello promosso dalla Società della Ragione alla vigilia della decisione della Corte.
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