di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 19 gennaio 2024
L’approvazione da parte della Camera dei Deputati della riforma della prescrizione è, finalmente, una buona notizia sul fronte della giustizia penale. È vero, è l’ennesima riforma di quell’istituto nel giro di pochi anni, dopo la prima c.d. ex Cirielli: Orlando, Bonafede, Cartabia, ed ora Nordio. Certamente non è una prassi virtuosa; certamente si creeranno ulteriori, complesse problematiche applicative e di successione di norme più favorevoli. Ma questo bailamme di norme, obiettivamente poco decoroso, è il frutto avvelenato di un autentico impazzimento penal-populista che ha contagiato la politica dopo la riforma berlusconiana dell’istituto. Marchiata -con qualche ragione- la riforma Cirielli (dalla quale il primo firmatario volle sfilarsi, pretendendo la stravagante apposizione della parola “ex”) come una legge ad personam, si è scatenata una autentica ordalia su questo istituto di antica civiltà giuridica. Alla sua base, infatti, vi è una idea semplicemente incontrovertibile.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 19 gennaio 2024
L’ex ministro: “Sul fine vita, la Corte Costituzionale ha preso l’iniziativa, ma la sua funzione non è quella legislativa che appartiene al Parlamento”. Il presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick, che fu ministro della Giustizia con Prodi, ha sentito il discorso dell’attuale ministro, Carlo Nordio. E dissente. “Resto perplesso su come e dove finirebbe il pubblico ministero “separato” e su quanto questo avrebbe efficacia per risolvere la crisi della Giustizia”. Ma ciò che più l’angoscia è la grande confusione che regna sotto il cielo.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 19 gennaio 2024
Il provvedimento a prima firma Sangiuliano prevede la reclusione da 1 a 6 mesi per chi imbratta teche e custodie a protezione di opere esposte in musei, pinacoteche e gallerie. La Camera ha approvato in via definitiva con 138 sì il disegno di legge di iniziativa governativa che introduce sanzioni più severe per chi imbratta o deturpa beni culturali e paesaggistici. Il provvedimento, che ha come primo firmatario il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, era già stato approvato dal Senato l’11 luglio.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 19 gennaio 2024
La Camera approva il ddl Sangiuliano “in difesa dei monumenti”. Le opposizioni protestano: “Colpiscono il diritto di manifestare”. La maggioranza esulta: “Chi imbratta paga”. In gioco c’è il rapporto tra democrazia e dissenso. La Camera ha approvato con 138 voti a favore, 92 contrari e 10 astenuti il disegno di legge proposto dal ministro della cultura Gennaro Sangiuliano riguardante “Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”. Si tratta del provvedimento annunciato fin dalla scorsa primavera e pensato per inasprire le pene contro gli attivisti per il clima e le loro azioni, simboliche. Proteste, forse per la prima volta nella storia recente, del tutto nonviolente, che si svolgono proprio davanti a pezzi emblematici del patrimonio storico.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 19 gennaio 2024
Da giorni circola una petizione contro l’Università di Padova, rea, secondo gli accusatori, di aver espresso solidarietà e cordoglio per la morte di Giulia Cecchettin soltanto a parole. Di più: il rettore avrebbe tollerato che l’avvocato Giovanni Caruso, professore ordinario di Diritto Penale, assumesse la “difesa del suo assassino”, Giovanni Turetta.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 gennaio 2024
Il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, che aveva respinto l’istanza, aveva rilevato che il recluso, pur mantenendo una condotta regolare in carcere e raggiungendo un’età ormai avanzata, continuava a rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica. La Cassazione, con la sentenza n. 1235/ 2024, ha respinto il ricorso presentato da un detenuto, condannato per associazione mafiosa, che chiedeva la concessione di un permesso premio. Ricordiamo che questo reato, grazie alla Consulta, non è più considerato ostativo nel senso che i benefici non sono più negati a prescindere. Il Tribunale di Sorveglianza di Cagliari, che aveva respinto l’istanza, aveva rilevato che il detenuto, pur mantenendo una condotta regolare in carcere e raggiungendo un’età ormai avanzata, continuava a rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica. Questo in quanto era radicato nell’ambiente criminale di Castelvetrano ed era intraneo alla famiglia mafiosa Messina Denaro.
di Enzo Spiezia
ottopagine.it, 19 gennaio 2024
Strasburgo. Decisione per una donna sordomuta, condannata a 12 anni per omicidio figlio. Un risarcimento nell’ordine di decine di migliaia di euro, per il trattamento disumano subito durante la detenzione in carcere. Lo ha disposto, dopo la dichiarazione unilaterale con la quale il Governo italiano ha riconosciuto l’esistenza della violazione, la Corte europea dei diritti dell’uomo, alla quale avevano fatto ricorso gli avvocati Matteo De Longis e Michele Maselli.
di Giuseppe Legato e Alessandro Previati
La Stampa, 19 gennaio 2024
La denuncia dei detenuti sul giornale del penitenziario. I medici non si sarebbero accorti dell’edema polmonare. La procura indaga. Stava male da giorni Andrea Pagani, il detenuto di 47 anni trovato senza vita nella propria cella del carcere di Ivrea il 7 gennaio. E adesso un’inchiesta dovrà ricostruire se e cosa potrebbe non aver funzionato perlomeno in termini di assistenza medica su un uomo che si trovava in regime di custodia dello Stato. Ciò che è certo al momento è che i detenuti del secondo piano dell’istituto di pena piemontese, hanno affidato a “La Fenice”, il giornale online del carcere, una lunga lettera per chiedere che questo episodio non passi sottotraccia. “Il caso in questione è stato preso troppo alla leggera e fatto passare per una semplice influenza - hanno scritto - ma tutti noi della sezione avevamo dubbi, perché il ragazzo faceva fatica a camminare, respirare, muoversi e negli ultimi giorni era sempre più bianco-giallastro e con le labbra viola. Fino alla settimana prima che si ammalasse, veniva regolarmente al campo sportivo e giocavamo a calcio anche per due ore senza alcun problema”.
di Carmine Perantuono
rete8.it, 19 gennaio 2024
Dal processo sulle eventuali responsabilità per il suicidio dello psichiatra Sabatino Trotta esce di scena, come richiesto anche dal PM, la direttrice del carcere di Vasto. Rinviato a giudizio l’addetto alla sorveglianza. Si è concluso con l’assoluzione perché il fatto non sussiste il processo con il rito abbreviato nei confronti del direttore del carcere di Vasto Giuseppina Ruggero, e con il rinvio a giudizio dell’assistente capo coordinatore in servizio presso la Polizia penitenziaria e addetto alla sorveglianza dei detenuti, Antonio Caiazza, l’udienza celebrata oggi dinanzi al Gup del Tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, per il suicidio nel carcere di Vasto dello psichiatra all’epoca dirigente medico dell’Asl di Pescara, Sabatino Trotta.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 gennaio 2024
Il deputato di Italia Viva, Roberto Giachetti, ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro della Giustizia in seguito all’articolo pubblicato su Il Dubbio dell’8 gennaio scorso e alla trasmissione di Radio Leopolda “Carceri, bisogna vederle” curata da Rita Bernardini, dell’11 gennaio. La vicenda, lo ricordiamo, coinvolge l’avvocato Stefano Giordano, il quale ha denunciato di essere stato aggredito da un agente penitenziario della Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo mentre cercava chiarimenti sul mancato accredito di 450 euro su conti di tre detenuti azeri.
- Torino. Quando nelle carceri si vive
- Milano. La Casa della Carità porta in carcere “Parole di libertà”
- Brescia. Da Verziano le “Lettere dal carcere” sono scritte anche in Braille
- Milano. Il marchio “La Milanesa” sceglie il carcere di Opera per produrre una collezione di borse
- Arezzo. Sport in carcere, al via il progetto tra il Csi e la Casa circondariale










