di Alice D’Este e Rashad Jaber
Corriere del Veneto, 10 gennaio 2024
“I progetti e la filosofia: lui si è ucciso, io ho fallito”. I libri presi in biblioteca e la “sua” musica non sono bastati. Hanno avuto la meglio la fatica del carcere, che ha acuito il suo male di vivere. Stefano Voltolina non ha retto il peso della detenzione e a 26 anni, si è ucciso. È successo lunedì sera nel carcere Due Palazzi di Padova. Lo ha fatto impiccandosi nella sua cella con la corda dell’accappatoio mentre il compagno di stanza non c’era. Era arrivato a Padova in agosto con un trasferimento da un altro carcere per scontare una pena per violenza sessuale. Sarebbe rimasto a Padova fino al 2028.
padovaoggi.it, 10 gennaio 2024
Il gruppo dei Radicali patavino è intervenuto in seguito all’ennesimo caso di suicidio di un detenuto avvenuto al Due Palazzi due giorni fa: “Se è successo a Padova può accadere ovunque”. I diritti dei detenuti, le condizioni delle carceri nel nostro paese sono da sempre un tema caro al Partito Radicale. Anche quest’anno tante iniziative in tutta Italia, come il Natale in carcere che ha visto tanti militanti in tutta Italia in visite organizzate dal partito che fu di Marco Pannella, anche a Padova. E proprio il gruppo dei Radicali patavino è intervenuto in seguito all’ennesimo caso di suicidio di un detenuto avvenuto al Due Palazzi due giorni fa.
Ancona. “Attenti, Matteo è fragile”. L’alert via Pec lanciato al carcere 8 giorni prima del suicidio
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 10 gennaio 2024
“Matteo è un soggetto fragile, di interesse psichiatrico, che già in una occasione ha attuato propositi di suicidio”. Otto giorni prima del tragico gesto nella cella d’isolamento di Montacuto, e per cui ora sta indagando la procura di Ancona, l’avvocato di Matteo Concetti lanciava con queste parole l’alert per cercare di far porre a chi di dovere la giusta attenzione verso i disagi provati dal 25enne fermano. Il legale, Cinzia Casciani, aveva inviato una Pec al carcere per chiedere urgentemente un colloquio per avere contezza della situazione del suo assistito, in particolare ottenere informazioni sulla terapia medica seguita e sul supporto educativo messo a disposizione.
viterbotoday.it, 10 gennaio 2024
Detenuto morto dopo un lungo sciopero della fame. Il decesso è avvenuto nella notte dell’Epifania nel reparto di medicina protetta di Belcolle dove l’uomo, il 65enne Stefano Bonomi, era stato ricoverato coattivamente su disposizione del magistrato proprio a seguito della protesta intrapresa, lei cui ragioni al momento non sono note. L’uomo è arrivato nella struttura dell’ospedale di Viterbo dedicata ai detenuti dal carcere di Rieti, dove era recluso in attesa di giudizio, il 3 gennaio scorso. Nonostante non mangiasse più da tempo, sarebbe sempre rimasto lucido e sul suo stato di salute famiglia, avvocato e giudice sarebbero stati costantemente informati.
torinotoday.it, 10 gennaio 2024
La scorsa notte Andrea Pagani Pratis, detenuto di 47 anni, è stato trovato privo di vita in una cella del carcere di Ivrea. L’uomo stava scontando una condanna a diciotto anni di reclusione per avere ucciso il padre il 29 settembre del 2019 nella loro casa di Casalnoceto, comune della provincia di Alessandria che conta meno di mille residenti. Anche se la prima ipotesi è quella di un infarto, sarà l’autopsia a stabilire la reale causa della morte di Andrea Pagani Pratis che oltre 4 anni fa aveva ucciso a coltellate il padre Antonello, di 74 anni, per questioni di denaro.
di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 10 gennaio 2024
L’altro ha scritto alla moglie: “Prenditi cura di nostro figlio”. Domenica e lunedì altri due detenuti di Montorio hanno tentato di togliersi la vita. Uno di loro che si è tagliato la gola, è grave in ospedale. Tre, in poco meno di un mese. E, tra domenica e lunedì scorsi, altri due tentativi. È una scia tracciata probabilmente anche su quel fenomeno domino che è l’emulazione, quella dei suicidi nel carcere di Montorio. Scia “condivisa” con un intero sistema penitenziario e che non conosce confini. Racconta di due detenuti giovani che hanno tentato di togliersi la vita, l’ultimo “bollettino” da Montorio. Che vanno ad aggiungersi al suicidio dell’altro giorno al carcere Due Palazzi di Padova. Avvenuti, quei due tentativi, nella terza sezione - quella dei detenuti “protetti” - della casa circondariale veronese. Con un “prologo” l’ultimo dell’anno e un detenuto salvato dall’intervento dei compagni di cella.
Taranto. È emergenza sanitaria in carcere: i farmaci acquistati e portati dai familiari dei detenuti
di Valentina Castellaneta
Gazzetta del Mezzogiorno, 10 gennaio 2024
“Manca l’area sanitaria, lo psichiatra è presente una sola volta al mese”. “Sono tanti i familiari che fanno richiesta per consegnare farmaci ai detenuti del carcere di Taranto”. A dirlo è Anna Briganti del consiglio direttivo di Nessuno Tocchi Caino, associazione che lotta per i diritti dei detenuti. “Ci sono molte donne - spiega - mamme o mogli, con cui ho avuto contatti, che chiedono di poter introdurre loro i farmaci”.
di Noemi De Leonardo
bolognatoday.it, 10 gennaio 2024
La Uil-Pa denuncia: “Non sono garantiti i diritti previsti dalla Costituzione, tutti i giorni si spera in una scarcerazione per poter dare un posto letto, costretti a stare nelle camere per 20 ore ed è cambiata la tipologia del detenuto”. Due incendi in tre giorni. 165% è la percentuale di sovraffollamento del carcere Rocco D’Amato, meglio noto ai bolognesi come “della Dozza”. Il dato è superiore a quello, già drammatico, italiano (+117%). Negli istituti penitenziari del paese sono rinchiuse 60.116 (al 30 novembre 2023).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 gennaio 2024
Il responsabile e componenti della Commissione carcere, il presidente del Consiglio direttivo della Camera Penale di Bari “Achille Lombardo Pijola” denuncia il sovraffollamento negli istituti penitenziari pugliesi. “Al 31 dicembre 2023 - si legge in una nota - a Bari vi sono 435 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 260. A Turi vi sono 170 detenuti a fronte di una capienza di 138 posti” I penalisti baresi ricordano che “l’8 gennaio 2013 la Corte EDU accoglieva i ricorsi presentati da due persone detenute nelle carceri italiane di Busto Arsizio e Piacenza che lamentavano di essere state rinchiuse in una cella con altre due persone, e con soli 9 metri quadrati a disposizione, e quindi di aver avuto uno spazio individuale di soli 3 metri quadrati.
di Annamaria Lazzari
Il Giorno, 10 gennaio 2024
“Recuperiamo metalli nobili e diamo agli uomini una nuova opportunità”. L’iniziativa di Amsa per il trattamento dei Raee. Sette detenuti assunti a 1.000 euro al mese: “Tra gli occupati la recidiva crolla dal 70 al 17%”. C’è un uomo che smonta un modem. Lui non è un operaio qualsiasi e l’area in cui ci troviamo, da 3.000 metri quadri, non è un banale capannone. Siamo dentro al carcere di Bollate e l’operatore è un detenuto. Dal 2018 nella casa di reclusione di Bollate è entrato in funzione un impianto di trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici - gestito da Amsa attraverso la società controllata LaboRaee, in collaborazione con l’impresa sociale Fenixs - che, per le sue caratteristiche, rappresenta un unicum in tutta Italia. Qui arrivano lavatrici, televisioni, pc, cellulari dalle riciclerie milanesi ma anche parchi informatici dismessi dal mondo aziendale, smaltiti secondo standard elevati e senza alcuna dispersione di “veleni” nell’ambiente. Si tratta di spazzatura elettronica solo di nome, dal momento che custodisce al suo interno una “miniera” di metalli nobili e terre rare.
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