di Ilaria Cucchi
huffingtonpost.it, 26 dicembre 2023
Fratello mio, quando qualcun altro avrà in sorte il tuo stesso destino, la sua famiglia non avrà più alcuna possibilità di avere verità e giustizia. La libertà di stampa, il diritto di cronaca e di critica sono morti. Libertà di stampa. Diritto di cronaca e diritto di critica. Non può esistere il secondo senza garantire il primo. Sono tutti previsti dalla Costituzione. Eppure vengono sempre più compressi e messi in discussione. Lo si fa in nome della Privacy o di tante altre cose. I cittadini assistono a questo dibattito senza poter capire, in realtà, di cosa stiamo parlando veramente. Il terreno di gioco è sempre lo stesso: la Giustizia.
di Alfonso Ruffo
ilsussidiario.net, 26 dicembre 2023
Il nuovo libro di Barbano dovrebbe far gridare allo scandalo i gelosi custodi della Giustizia in Italia. Ma sembra ci si sia assuefatti alle storture della giustizia. Dopo l’Inganno, la Gogna. Alessandro Barbano torna nell’arena della polemica politico-giudiziaria con un nuovo libro – pubblicato da Marsilio – che svela una volta di più quanto sia pericolosa la deriva presa in Italia da una magistratura inquirente che si autoproclama sacerdote delle virtù morali prim’ancora che legali della nazione, ritenuta forse troppo immatura per potersi governare da sé attraverso il naturale gioco democratico dell’equilibrio dei poteri.
tusciatimes.eu, 26 dicembre 2023
Il tragico omicidio di Alessandro Salvaggio a Mammagialla ha scosso il panorama politico italiano, portando la questione in Parlamento. I deputati del Partito Democratico (Pd) hanno posto interrogativi al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non solo riguardo alla morte del detenuto strangolato dal compagno di cella, ma anche sulle condizioni generali di detenzione e sul lavoro degli agenti della penitenziaria.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 26 dicembre 2023
Ferrari è entrato in servizio il 1° dicembre. “Nel distretto si esegue un numero di provvedimenti che è il più elevato in Italia. Sport e laboratori per tenerli lontani dalla criminalità”. Dopo venticinque anni dall’ultimo concorso, finalmente l’Ipm Beccaria ha un direttore titolare a tempo pieno, dedicato in esclusiva alla struttura. Claudio Ferrari, che ha vinto il concorso bandito nel 2020 ed è arrivato dopo una lunga formazione alla Scuola superiore dell’Esecuzione penale di Roma e in vari Ipm del territorio nazionale, ha preso servizio dal 1 dicembre.
di Claudia Osmetti
Libero, 26 dicembre 2023
Maurizio Reali è morto due anni fa, ma in tribunale, a Velletri, nel Lazio, dove era aperto un procedimento a suo carico per truffa e circonvenzione di incapace, se ne sono accorti solo giovedì scorso. Ciò che segue potrebbe essere un racconto breve di Franz Kafka, e potrebbe essere (più prosaicamente) persino una barzelletta, una di quelle che si raccontano al bar giocando a scopa: peccato che qui, da ridere, ci sia zero. C’è, semmai, che un tribunale, e gli avvocati, e le parti civili, sono andati avanti per sedici mesi di fila imperterriti, costi quel che costi e la giustizia non è mai gratis, paga sempre qualcuno, per gli uffici pubblici paga sempre il contribuente, cioè noi con le nostre tasse, senza avere la benché minima idea che il reato su cui si stavano accapigliando era estinto. A causa del decesso dell’imputato. Che un modo più sicuro per chiudere un incartamento proprio non esiste.
quotidianopiemontese.it, 26 dicembre 2023
Come ogni anno il Partito Radicale ha promosso in occasione del Natale visite di proprie delegazioni nelle carceri italiane. A Torino la vigilia di Natale una delegazione del Partito Radicale, dell’Associazione Marco Pannella e dell’AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) ha visitato il Carcere Lorusso e Cutugno. “La situazione nel carcere torinese resta molto difficile. – dice Mario Barbaro – Il sovraffollamento è molto elevato (presenti poco meno di 1400 detenuti su una capienza regolamentare di circa 1000, dato pressochè stabile nella sua gravità rispetto alle ultime rilevazioni). Anche l’organico di Polizia Penitenziaria è sotto dimensionato: circa 700 agenti rispetto ad una pianta organica prevista di circa 900 unità. Da questi numeri (e dal generale contesto di situazione di degrado delle celle e degli ambienti di detenzione) si comprende bene il difficilissimo compito che la Polizia Penitenziaria deve affrontare ogni giorno. Solo quest’anno sono una quarantina le aggressioni fisiche ai danni del personale. In questo contesto così difficile la via maestra resta quella della politica. Auspichiamo una stagione di riforme che possa aprire la strada alla risoluzione di molti problemi affrontandoli alla radice per far vivere il dettato della carta costituzionale.”
di Lorena Loiacono
leggo.it, 26 dicembre 2023
Il polo universitario carcerario della Capitale è il terzo in Italia. Gli indirizzi più seguiti per conseguire la laurea? Filosofia e Giurisprudenza. Stanno scontando la loro pena in carcere ma, nel frattempo, si preparano al futuro che li aspetta fuori. Come? Studiando all’università. E possono farlo grazie all’ateneo di Roma Tre che, con i suoi 90 studenti detenuti iscritti, si colloca al terzo posto in Italia tra le strutture di alta didattica che hanno un Polo Universitario Penitenziario, preceduta solo dalla Statale di Milano e dalla Federico II di Napoli. Un bel risultato visto che nel Belpaese sono 40 le università dotate di un Polo Universitario Penitenziario, con oltre 1450 studenti detenuti.
La Repubblica, 26 dicembre 2023
Don Raffaele Sarno, cappellano del carcere di Trani, racconta quanto vissuto nelle ultime ore nella chiesa del Sacro Cuore della città dove fino al 3 gennaio sono ospitati cinque detenuti in permesso premio. “Averle qui vuol dire regalare loro un pò di serenità, specie in queste giornate dell’anno in cui sentirsi amati diventa quasi un bisogno. E durante la messa hanno avvertito il calore espresso da un applauso di incoraggiamento e hanno pianto di gioia”.
prealpina.it, 26 dicembre 2023
Monsignor Raimondi ha celebrato la messa di Natale in carcere: “Dio è con chi ha bisogno”. “Questo è il più bel Natale che il Signore potesse donarmi”. Lo ha detto il vescovo ausiliare di Milano e vicario episcopale per la zona di Rho Luca Raimondi, a un centinaio di detenuti della Casa circondariale di Busto Arsizio, dove ha celebrato la messa di Natale. “Siamo visitati dal Signore nella nostra disperazione - ha aggiunto - e ci ripete: voglio ripartire con te, avanti, ce la puoi fare”. Parole piene di coraggio quelle di Raimondi, accolto dalla comandante Rossella Panaro con il personale dell’area Trattamentale e gli uomini della polizia penitenziaria, volontari con suor Franca, il Garante dei detenuti Pietro Roncari ed altri esponenti della società civile.
malpensa24.it, 26 dicembre 2023
“Un Natale più bello di questo non c’è. Siamo visitati dal Signore nella nostra disperazione e ci ripete: voglio ripartire con te, avanti, ce la puoi fare”. Parole piene di coraggio quelle del vescovo Luca Raimondi, pronunciate nella Casa circondariale cittadina, dove ha celebrato la messa di Natale. “Questo è il più bel Natale che il Signore potesse donarmi” ha detto salutando un centinaio di detenuti riuniti nella cappella del carcere. Ad accoglierlo era la comandante Rossella Panaro con il personale dell’area Trattamentale e gli uomini della polizia penitenziaria, volontari con suor Franca, il Garante dei detenuti Pietro Roncari ed altri esponenti della società civile.
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