di Cosimo Caridi
Il Fatto Quotidiano, 19 dicembre 2023
Il quotidiano israeliano Haaretz ha scoperto dove finiscono i prigionieri gazawi dell’Idf, “tutti terroristi”, anche i 14enni. Detenuti senza accuse precise, bendati, denudati e trasportati sui camion nel deserto del Negev senza dare notizie ai familiari. Il quotidiano israeliano Haaretz ha scoperto dove finiscono i prigionieri gazawi dell’Idf, “tutti terroristi”, anche i 14enni.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 19 dicembre 2023
“Condizioni preoccupanti” per la donna detenuta a Budapest da 11 mesi. Ventidue Garanti regionali, comunali e provinciali dei detenuti ha firmato un appello diretto alla premier Meloni e al ministro degli Esteri Tajani sulla situazione di Ilaria Salis, dallo scorso febbraio detenuta a Budapest perché accusata di aver aggredito due neonazisti. La vicenda, peraltro, interessa anche un altro italiano, Gabriele Marchesi, che la giustizia ungherese vorrebbe gli venisse consegnato dall’Italia sempre per un’accusa di aggressione. Sul punto la Corte d’Appello di Milano deciderà il prossimo 16 gennaio, con la procura generale che ha già fatto presente di essere contraria alla sua estradizione.
di Felice Manti
Il Giornale, 18 dicembre 2023
Chiesta un’azione a tutela dei magistrati di Brescia attaccati dall’ex pm: “Un intervento inopportuno”. C’è un derby che scuote la magistratura italiana dalle fondamenta, con esiti imprevedibili. Partiamo da Piercamillo Davigo e dal suo show a senso unico da Fedez al Muschio Selvaggio. Tra le macabre contumelie sparate contro Bettino Craxi, Silvio Berlusconi e i suicidi di Tangentopoli (“Mi è spiaciuto perdere delle fonti di informazioni”) Davigo ha anche sparato a palle incatenate contro la Procura di Brescia: “Lì le cose non sempre le capiscono, per questo mi hanno condannato” in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Eni-Amara-Loggia Ungheria, è stato l’affondo dell’ex magistrato. Fedez e il suo socio podcaster Mr Marra sono rimasti zitti, si è mosso il presidente della Prima commissione del Csm Enrico Aimi: “Da Davigo un attacco all’autonomia e al prestigio della magistratura, nonché un atto denigratorio del lavoro svolto negli uffici giudiziari di Brescia, ancor più inopportuno visto il giudizio pendente in corso”. Il tribunale della città lombarda ha infatti la competenza sui pasticci dei magistrati milanesi legati alle accuse ad alti magistrati del superteste Pietro Amara, considerate prima credibili poi carta straccia. Brescia non le manda a dire: “Il Tribunale manifesta vivo stupore e sconcerto” per i “pesanti giudizi” che “costituiscono incomprensibile negazione del rispetto dovuto alla giurisdizione tout court, doveroso ed esigibile soprattutto da chi ha indossato la toga per oltre quaranta anni”.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 18 dicembre 2023
Quando si affronta il tema delle correnti della magistratura scattano inevitabilmente i “distinguo”: dipende sempre da chi parla. L’ultimo in ordine di tempo ad essere rimasto travolto dalle polemiche è stato, come si ricorderà, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Il fondatore, insieme alla premier, di Fratelli d’Italia, alla fine del mese scorso in una intervista al Corriere della Sera, a proposito di rapporti fra magistrati e politici, aveva raccontato di aver saputo di riunioni di una corrente non meglio specificata della magistratura in cui si sarebbe parlato di come fare a “fermare la deriva antidemocratica a cui ci porta la Meloni”.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2023
Al voto (a scrutinio segreto) l’emendamento Costa per vietare la pubblicazione delle ordinanze. Governo diviso: ok di Fi e Lega, FdI contraria. Una trappola parlamentare studiata dal deputato di Azione Enrico Costa per porre fine alla pubblicazione di atti d’indagine sui media. Domani la destra che sostiene il governo Meloni è intenzionata a votare a scrutinio segreto un emendamento alla legge di delegazione europea che imporrebbe di vietare la pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare durante le indagini. Resta la contrarietà di Fratelli d’Italia che però è isolata: con lo scrutinio segreto l’emendamento ha ottime possibilità di passare.
di Micaela Zucconi
iodonna.it, 18 dicembre 2023
Punta sul reinserimento dei detenuti, con scuola e corsi di formazione che offrono nuove opportunità di lavoro. Il suo relax? Libri, musica e “Un posto al sole” in tv. Lucia Castellano, classe 1964, laureata in Giurisprudenza a Napoli, è Provveditrice dell’amministrazione penitenziaria della Campania dall’agosto 2022, dopo essere stata Direttrice generale per l’Esecuzione Penale Esterna e di messa in prova presso il Ministero della Giustizia, a Roma. Tra i numerosi incarichi in diverse città, è stata Direttrice del Carcere di Bollate a Milano, consigliera regionale della Lombardia e assessora a Casa, Demanio e Lavori Pubblici del Comune di Milano. Vive a Napoli con il suo compagno, ma quando può scappa nel capoluogo lombardo, che le è rimasto nel cuore.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 18 dicembre 2023
“La condotta di alcuni agenti non è trattamento inumano”. Gli agenti non dovevano essere sospesi, ma restano indagati. Per la Cassazione nella Casa circondariale di Ivrea otto agenti di Polizia penitenziaria non commisero alcun reato di tortura nei confronti di due detenuti. Lo scrivono i giudici della Suprema Corte che hanno escluso la sussistenza del reato: “La condotta assunta dagli agenti, nei termini in cui è stata accertata, alla luce della necessaria contestualizzazione dell’atto, non potrebbe essere qualificata in termini di trattamento inumano o degradante, in quanto finalizzata al necessario e doveroso contenimento del detenuto”.
di Ilaria Cucchi*
La Stampa, 18 dicembre 2023
“Chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà”, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in condizioni di minorata difesa, è punito con la pena della reclusione da quattro a dieci anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”. Questo è per il nostro ordinamento il reato di Tortura. Una norma che non ci piacque ma che comunque poteva già rappresentare qualcosa rispetto ai numerosissimi richiami inflitti da Cedu ed Onu al nostro paese per il quarantennale rifiuto di dotarsi di una norma di civiltà e democrazia.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 18 dicembre 2023
Il giudice: “Emerge un’inaudita disumanità”. Sospesi il direttore e il comandante, interdetti 8 agenti della penitenziaria. I medici del carcere non riferivano mai come i detenuti si procuravano quelle ferite. “Poco dopo essere entrato in carcere avevo tentato il suicidio legando un lenzuolo prima alle sbarre e poi al collo. I primi agenti accorsi mi dissero: “Questo infame non si sa fare la galera”. Mi portarono allora in una stanza tutta a vetri in cui non c’era né un letto né un materasso.
di Enrico Carta
La Nuova Sardegna, 18 dicembre 2023
Dopo sette richieste di autopsia respinte, arriva la testimonianza che potrebbe far riaprire il caso sulla morte di Stefano Dal Corso. Trovarsi nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Sentire o addirittura vedere qualcosa che non si poteva né vedere né sentire. Stefano Dal Corso sarebbe morto perché avrebbe assistito a un rapporto sessuale tra due agenti all’interno del carcere di Massama. E quel suo involontario non farsi gli affari propri, assieme all’intervento in favore di un altro detenuto che aveva bisogno di assistenza, gli sarebbe costato la vita. Forse per soffocamento, forse per le botte con un bastone e un manganello che gli avrebbero spezzato il collo.
- Oristano. “Le urla di dolore di Stefano si sentivano per tutta la sezione”
- Lecce. Appello della moglie di un detenuto: “È malato, rischia la vita”
- Bolzano. Sopralluogo in carcere del Consiglio comunale: “Livello igienico tremendo”
- Milano. Detenuti impiegati nelle Ferrovie grazie al protocollo d’intesa “Mi riscatto per il futuro”
- Prato. “Seconda Chance”, 5 detenuti restaurano beni culturali con impresa specializzata










