di Daniela Preziosi
Il Domani, 6 dicembre 2023
Ci sono i colleghi dell’università, i ragazzi e le ragazze dei licei e delle scuole, e anche gli amici di Filippo e di suo fratello, con i bomber neri e le facce spaesate. Le parole del padre: “Basta violenza, parliamo ai maschi che conosciamo”. Sul Prato della Valle, davanti alla basilica di Santa Giustina a Padova, nella sterminata ellissi seconda solo alla piazza Rossa di Mosca, l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin, la ragazza uccisa a 22 anni dall’ex fidanzato, prende subito la forma di un funerale di stato. Non perché ci sono le dirette tv a reti unificate, su Rai 1 e Canale 5. Non per la solennità della funzione, celebra il vescovo Claudio Cipolla e concelebrano una trentina tra preti e abati e monaci, e una quindicina diaconi si sparpaglieranno a distribuire l’eucarestia nel Prato.
di Aldo Cazzullo
Corriere della Sera, 6 dicembre 2023
Gino Cecchettin non ha puntato il dito contro nessuno. Ma le sue parole più importanti non sono quelle rivolte all’assassino di sua figlia: sono quelle che risuonano per tutti gli uomini. Nel 1965, Franca Viola, che non aveva ancora compiuto diciotto anni, fu violentata dal nipote di un boss mafioso. Secondo le consuetudini del tempo, avrebbe dovuto sposarlo: il matrimonio riparatore. Lei rifiutò, e i genitori si schierarono dalla sua parte. Il padre chiese l’aiuto della polizia. L’aggressore non vide estinto il reato, come sarebbe accaduto se Franca si fosse piegata al matrimonio; finì in carcere. “L’onore lo perde chi fa certe cose, non chi le subisce” disse la ragazza. Fu aperta una via che tante altre giovani donne, non soltanto del Sud, hanno seguito. Quando Franca si sposò con un uomo che amava e la amava, il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat inviò un dono di nozze, papa Paolo VI ricevette la coppia. Fu uno spartiacque nella storia d’Italia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 6 dicembre 2023
È stata pubblicata sulla G.U. n. 283 del 4 dicembre 2023, la legge 1° dicembre 2023, n. 176 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 5 ottobre 2023, n. 133, contenente “disposizioni urgenti in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché per il supporto alle politiche di sicurezza e la funzionalità del Ministero dell’interno”. In G.U. anche il testo coordinato. Il provvedimento è stato approvato da entrambi i rami del Parlamento in via definitiva il 30 novembre 2023. In conseguenza delle modifiche apportate nel corso dell’esame parlamentare, il provvedimento è ora composto da 15 articoli, rispetto agli originari 13, suddivisi in 5 Capi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 dicembre 2023
Dall’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione richiesta urgente di ricollocamento immediato. La notizia è già nota e riguarda l’ultima decisione della Corte Europea dei Diritti Umani, emessa il 23 novembre 2023 nel caso A. T. e altri c. Italia (procedimento n. 47287/ 17), con la quale il nostro Paese è stato nuovamente condannato per il trattamento illegale di minori stranieri non accompagnati nell’hotspot di Taranto. Ora giunge una richiesta urgente dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (Asgi) per il collocamento immediato di 185 minori in strutture adeguate, nonché per la supervisione dell’attuazione delle precedenti sentenze, che, purtroppo, non hanno portato a modifiche significative nelle pratiche illecite.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 6 dicembre 2023
Approvato il testo del disegno di legge. Novità dal Cdm: in alcune “aree idonee” detenuti i migranti sottoposti a misure cautelari. Tra tanti dubbi una certezza: il diritto alla difesa dei richiedenti asilo ridotto ai minimi. Il Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) che il governo vuole costruire a Gjader, in territorio albanese, potrà avere anche la funzione di carcere. È la novità più significativa del disegno di legge (ddl) approvato ieri dal Consiglio dei ministri che ora andrà in parlamento. Tra gli agenti per l’ordine pubblico ci sarà anche un nucleo di polizia penitenziaria. In caso di reati commessi nelle aree messe a disposizione da Tirana, su cui varrà la giurisdizione italiana con competenza del tribunale di Roma, la custodia cautelare in carcere disposta dal giudice sarà scontata in “idonee strutture” all’interno del Cpr. Finora, e solo in rari casi, hotspot e centri per il rimpatrio erano stati utilizzati al massimo per gli arresti domiciliari.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 6 dicembre 2023
La Corte suprema Usa valuta un caso sulla famiglia Sackler, produttrice del farmaco antidolorifico che ha ucciso migliaia di americani. La Corte suprema degli Stati uniti è chiamata a decidere su un caso spinoso che riguarda la responsabilità penale del colosso farmaceutico Purdue Pharma, produttore di antidolorifici potenti, fra cui il famigerato OxyContin, tra i responsabili della crisi da dipendenza da oppioidi che provoca ogni anno la morte di migliaia di americani. In ballo c’è il destino di un’azienda, dei suoi proprietari, la potente famiglia Sackler, e dei dirigenti che hanno prodotto e promosso l’uso di un farmaco ad alta dipendenza, che ha causato la morte di centinaia di migliaia di americani e ha distrutto le vite di molti altri, e il fatto che le vittime possano o meno chiedere conto di tutto ciò ai Sackler in tribunale.
Finlandia. Italiani in carcere, appello dei legali: “Rinchiusi da oltre un mese senza sapere accuse”
ansa.it, 6 dicembre 2023
Da un mese e mezzo due cittadini italiani sono rinchiusi nelle carceri della Finlandia senza poter comunicare con i loro avvocati in Italia, gli stessi che hanno reso nota la notizia. I due, Nicola Ruiu di 24 anni e Edmondo Casula di 39, residenti entrambi a Dorgali, in provincia di Nuoro, sono stati arrestati a metà ottobre al loro arrivo a Helsinki. Dopo essere stati trattenuti alla dogana sono stati trasferiti in prigione. Hanno subito un interrogatorio da parte delle autorità giudiziarie finlandesi e poi sono stati separati e rinchiusi in due carceri differenti.
di Carlo Valentini
Italia Oggi, 5 dicembre 2023
Di tanto in tanto l’eco mediatica si accorge dello stato indecoroso delle carceri, malate di sovraffollamento, di scarsa igiene, del personale di vigilanza sotto organico che limita gli spazi di attività dei reclusi. Di fronte a questa situazione andrebbe realizzato un piano di costruzione di carceri e di ristrutturazione e potenziamento di quelle esistenti. Ciò che è stato annunciato dai vari ministri della Giustizia che si sono avvicendati senza però mai aprire i cantieri. Essi hanno finito per optare per la scorciatoia di ridurre il numero dei detenuti attraverso la depenalizzazione dei reati. Nel 2016, per esempio, è stata decisa una semplice sanzione amministrativa nei casi di atti osceni, guida senza patente, abuso della credulità popolare, installazione e uso di impianti abusivi di distribuzione carburante, e così via. Recentemente il ministro Nordio ha annunciato una nuova iniziativa per la depenalizzazione di altri reati.
di Angela Stella
L’Unità, 5 dicembre 2023
Oggi l’udienza sulla questione degli incontri intimi vietati dall’ordinamento penitenziario. E +Europa presenta una pdl per garantire il diritto all’affettività. Oggi la Corte Costituzionale discuterà sull’articolo 18 della legge numero 354 del 1975 (Nonne sull’ordinamento penitenziario), nella parte in cui non prevede che alla persona detenuta sia consentito, quando non ostino ragioni di sicurezza, svolgere colloqui intimi, anche a carattere sessuale, a tutela dell’affettività, senza il controllo a vista del personale di custodia.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 dicembre 2023
Nelle prossime ore la decisione della Consulta. Un appello firmato, al momento, da 200 giuristi e una proposta di legge di cui è primo firmatario il segretario di +Europa, Riccardo Magi, per “garantire il diritto alle relazioni affettive intime” dei detenuti. “L’esercizio del diritto all’affettività e alla sessualità - si legge nella pdl presentata ieri alla Camera in una conferenza stampa - potrà essere effettuato da tutte le persone autorizzate ai colloqui senza distinzione tra familiari, conviventi e “terze persone”. A tale fine, “i detenuti e gli internati hanno diritto ad una visita al mese della durata minima di sei ore e massima di ventiquattro ore con le persone autorizzate ai colloqui.
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