Avvenire, 24 febbraio 2026
Depositata in Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Neomi Durini”, la 16enne uccisa da un minorenne che gode di permessi premio a 3 anni dall’omicidio. La proposta di legge di iniziativa popolare Noemi Durini, finalizzata a non concedere permessi premio a chi si macchia di delitti efferati come il femminicidio, è stata depositata questa mattina a Roma presso la Cassazione da parte di dieci promotori, primi firmatari Imma Rizzo e il suo avvocato Valentina Presicce. Imma Rizzo è la madre di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia (Lecce) uccisa e sepolta quando era ancora viva dal suo fidanzato anche lui minorenne, il 3 settembre 2017. La proposta di legge sarà pubblicata oggi, 23 febbraio, sulla Gazzetta Ufficiale, segnando l’inizio della raccolta delle 50.000 firme necessarie.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 24 febbraio 2026
È un uruguaiano rimasto 6 anni in custodia cautelare in carcere nelle alterne vicende del processo per l’assassinio nel 1990 in un bar di Milano di un connazionale gestore di una pensione dove si esercitava la prostituzione: delitto per il quale, in contumacia e con un difensore d’ufficio, era stato condannato in primo grado nel 1991 a 23 anni, ma poi assolto nel 2024 nell’Appello-bis nato dall’annullamento in Cassazione della prima sentenza, inficiata dallo stato di contumacia e negli anni rimasta appesa (sino all’estradizione) ai vari periodi di detenzione in Uruguay per una differente condanna in quel Paese. Perciò l’uruguaiano I.P.E.E., 66 anni, ora in base alla legge chiedeva che per questi 2.190 giorni di custodia cautelare lo Stato lo indennizzasse con 547.000 euro di equa riparazione per l’ingiusta detenzione.
di Marco Iasevoli
Avvenire, 24 febbraio 2026
La premier, Salvini e il Governo devono difendersi da chi gli chiede di “scusarsi”. Il tentativo di uscire dall’imbarazzo: implacabili quando sbaglia chi indossa una divisa. Sul caso-Rogoredo il Governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’intero stato maggiore di FdI, Lega e Forza Italia sono costretti, in queste ore, alla capriola più vistosa dell’intera legislatura. Non solo erano stati solerti, poco dopo l’uccisione di Mansouri, nel prendere le difese del poliziotto che aveva sparato - il cui nome ora è noto, Carmelo Cinturrino.
di Davide Parozzi
Avvenire, 24 febbraio 2026
Il caso del pusher ucciso da un agente a Milano sembra dire che, prima di commentare un fatto, sarebbe bene attendere la fine delle indagini rispettando il lavoro di giudici. La polizia ha saputo gestire la vicenda, ma con lo scudo penale cosa sarebbe successo? La vicenda dell’agente di polizia arrestato con l’accusa di avere assassinato uno spacciatore nel “bosco della droga” di Milano si presta ad alcune considerazioni. Come è noto, ieri mattina, l’assistente capo della Polizia di Stato, Carmelo Cinturrino, è stato ammanettato dai suoi stessi colleghi, nel cortile del commissariato dove presta servizio, con l’accusa di avere ucciso uno spacciatore, Abderrahimm Mansouri.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 24 febbraio 2026
C’è la campagna propagandistica battente, il fuoco di fila transmediale che quotidianamente tiene il punto sulla repressione e la sicurezza. E ci sono le misure concrete, quelle che la destra ha fatto passare per decreto, bypassando la discussione parlamentare, e forzando di fronte ai dubbi dei costituzionalisti e le preoccupazioni degli addetti ai lavori. Sono almeno due, tra le norme dei decreti sicurezza, quelle che riguardano da vicino l’omicidio di Rogoredo e che fanno cogliere il nesso tra le campagne politiche e la produzione normativa. Un paio di settimane fa, ad esempio, è stata diffusa la circolare del Viminale che rende immediatamente operativo quanto stabilito dal primo decreto: il porto d’armi per gli agenti di pubblica sicurezza è valido anche fuori servizio, senza bisogno di licenza prefettizia, per le armi comuni. La legge adesso consente l’uso di un’arma privata, spesso più occultabile, ufficialmente per autodifesa, anche per gli agenti della polizia municipale.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 24 febbraio 2026
La sua barriera fatta di tante parole e di qualche modifica legislativa (già messa a segno o in programma) non perché sia davvero convinta dell’innocenza della polizia ma proprio per il suo contrario. Perché crede in una giustizia sommaria e violenta, amministrata con le maniere spicce innanzitutto contro le persone marginali, migranti i primi della lista. Lo scudo è quindi concepito come una forma di immunità preventiva piena, dovuta alla carica e necessaria. Le indagini non sono solo una seccatura da evitare ai servitori dello Stato, come si dice, ma sono per la destra la rottura dell’ordine naturale delle cose, che prevedrebbe omertà e copertura per chi indossa la divisa.
di Nello Trocchia
Il Domani, 24 febbraio 2026
Il sindacato dei militari ha presentato un esposto in procura perché i pm di Milano valutino le posizioni dei militari che, nelle ore successive alla morte di Ramy Elgaml, si erano lasciati andare a frasi gravi e inquietanti come questa: “Bravo, uno è troppo poco. Bisognerebbe farne fuori di più. Ormai hanno preso il controllo di Milano sti bastardi”. “Alla luce della gravità dei fatti emersi, che denotano una spiccata capacità criminale e una rete di connivenze volta all’inquinamento probatorio, si chiede a codesta procura di valutare la richiesta al giudice di applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio nei confronti degli indagati”.
La Sicilia, 24 febbraio 2026
Un sostegno ai familiari di detenuti in difficoltà economiche per l’acquisto di biglietti ferroviari per raggiungere le carceri siciliane. Verrà erogato in forma di voucher nominativi del valore di 50 euro per ogni singolo familiare che ha diritto di partecipare ai colloqui con il detenuto. È il frutto dell’accordo siglato tra il Garante siciliano per la tutela dei diritti dei detenuti e Trenitalia, ufficializzato stamattina a Palazzo D’Orléans. Erano presenti il presidente della Regione Renato Schifani, il garante Antonino De Lisi e il direttore regionale Trasporto Sicilia di Trenitalia, Pasquale Cammisa.
di Donatella Galante*
Ristretti Orizzonti, 24 febbraio 2026
E se dicessi che non aspetto più? / Se sfondassi il cancello di carne / O lo scavalcassi, verso la libertà?(Emily Dickinson). Non conoscevo Pietro M., il detenuto della sezione di Alta Sicurezza che si è suicidato alla vigilia del suo trasferimento; mi hanno riferito che era un uomo schivo e molto riservato, ma di lui non posso dire nulla. Qualcosa posso dire di altri detenuti dell’Alta Sicurezza, ergastolani che ho avuto modo di incontrare nella mia attività di volontaria alla redazione di Ristretti Orizzonti.
Corriere Adriatico, 24 febbraio 2026
Si tratterebbe di una persona originaria della Campania. È stato trovato privo di vita questa mattina nella casa circondariale di Marino del Tronto. I sanitari ne hanno constatato il decesso. Un uomo di 23 anni, detenuto nella sezione di media sicurezza della casa circondariale di Marino del Tronto, ad Ascoli Piceno, è stato trovato privo di vita questa mattina intorno alle 7. Il detenuto, di origini campane, era recluso nella struttura quando è stato rinvenuto senza segni di vita. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, giunti con un’ambulanza, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo le prime informazioni disponibili, la causa della morte sarebbe riconducibile a un arresto cardiocircolatorio, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. Non si registrano, al momento, ulteriori dettagli ufficiali sulla dinamica degli eventi né dichiarazioni da parte della direzione del carcere o delle autorità competenti. Le circostanze del decesso restano da chiarire nelle sedi opportune.
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- Rovigo. Aperto il carcere minorile, arrivati i primi cinque detenuti










