di Simona Musco
Il Dubbio, 20 maggio 2026
I capi delle procure provano a dettare la linea e imporre i propri veti al Csm. Un pressing che scuote Palazzo Bachelet alla vigilia del Plenum di oggi del Consiglio superiore della magistratura, chiamato a votare la delicata delibera sulla comunicazione degli uffici giudiziari svelata dal Dubbio. Quello che doveva essere un passaggio blindato, forte dell'accordo raggiunto da tutti i gruppi (nessuno escluso) in Settima Commissione - dove erano stati accolti emendamenti e osservazioni - si è trasformato in un corpo a corpo politico dell'ultimo minuto. Al centro della contesa: l'obbligo di rettifica a tutela degli indagati e le modalità di ostensione delle ordinanze cautelari ai giornalisti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 maggio 2026
Dai podcast ai canali YouTube, il true crime on line che si salda con i mezzi tradizionali condiziona procure, devasta famiglie e produce mostri. “Andrè, te vedo male”. La frase viene urlata da un passante tra i binari della stazione Termini a Roma. Andrea Sempio cammina a testa bassa, “scortato” dalla sua avvocata Angela Taccia. Non è ancora imputato in senso pieno. È un indagato, l'unico nel procedimento bis aperto dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi. Ma il verdetto, fuori dall'aula, è già stato emesso. Lo hanno emesso migliaia di canali YouTube, centinaia di podcast, decine di dirette notturne, gruppi Telegram dove si scandagliano atti processuali, ci si diletta a interpretare immagini, espressioni, audio e si instillano sospetti anche nei confronti della famiglia Poggi. È la giustizia parallela del true crime italiano, che non si celebra nelle aule ma sugli schermi degli smartphone. Con l'aggravante che tutto ciò si salda con le trasmissioni televisive tradizionali.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 20 maggio 2026
Per la Cassazione, ordinanza n. 14851/2026, non serve alcuna formalità particolare, è invece necessario che essa sia rivolta ad una autorità statuale. La domanda di asilo produce effetti sin dal momento della sua manifestazione anche se non è stata formalizzata purché si espressa ad una autorità statale e sia idonea ad attivare il procedimento amministrativo. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 14851/2026, accogliendo, con rinvio, il ricorso di un immigrato sbarcato a Lampedusa. Il ricorrente, cittadino egiziano, aveva chiesto la protezione internazionale subito dopo essere arrivato nell’isola il 3 gennaio 2023. Pur avendo manifestato subito la volontà di chiedere asilo ed essendo stato inserito in un centro di accoglienza come richiedente asilo, la domanda era stata formalmente registrata dalla Questura solo l’8 maggio 2023, dopo l’entrata in vigore del decreto Cutro.
di Federica Pacella
Il Giorno, 20 maggio 2026
Rischio suicidi superiore del 50% negli istituti penitenziari lombardi rispetto alla media nazionale. A evidenziarlo è l’analisi di PoliS Lombardia che ha preso in esame l’incidenza dei suicidi, espressa in casi ogni mille persone detenute. In questo scenario, la Lombardia emerge con una criticità rispetto al resto del Paese: con un’incidenza di 1,82 suicidi ogni mille detenuti, la regione si posiziona al di sopra della media nazionale, ferma all’1,21; il dato acquisisce ancora più peso se confrontato con realtà demograficamente simili come la Campania, dove l’incidenza si ferma a un più contenuto 0,77. Queste cifre si inseriscono nel contesto di un sistema penitenziario caratterizzato da varie problematiche, fra le quali il sovraffollamento.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 20 maggio 2026
È il boss della ‘ndrangheta Giuseppe Commisso il detenuto di Opera deceduto lo scorso 26 aprile. Versioni contrastanti sulla dinamica e il luogo del decesso: la procura di Milano ha aperto un’inchiesta per fare chiarezza. Lo scorso 26 aprile un detenuto di 79 anni del carcere milanese di Opera è morto: si tratta di Giuseppe Commisso, conosciuto come “U Mastru” e indicato dagli investigatori come uno dei vertici storici dell'omonima cosca di Siderno, un comune in provincia di Reggio Calabria.
imperiapost.it, 20 maggio 2026
Via libera dal Consiglio Comunale. “Un atto di civiltà”. Il Consiglio Comunale di Imperia ha approvato l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Eletto dal Consiglio stesso, resterà in carica per 5 anni. A illustrare la pratica è stata l’assessore Laura Gandolfo. “Questa pratica - spiega l’assessore Gandolfo- vuole istituire e disciplinare il garante dei diritti delle persone detenute del Comune di Imperia. C’è una normativa nazionale che lascia agli enti locali di istituire questa importante figura, che rafforza la tutela dei diritti delle persone: diritto alla salute, alla formazione, al recupero delle persone che vengono detenute a seguito di sentenze di condanna.
di Francesca Cipolloni
Avvenire, 20 maggio 2026
Una “sartoria sociale e sostenibile che trasforma scarti in risorse, e vite spezzate in nuove”, in cui protagonista è “una bellezza che rigenera, nel lavoro come strumento di riscatto e in una moda inclusiva, etica e consapevole”. E questo, per voce del suo fondatore, Marco Maria Mazio, il ritratto di Palingen (www.palingen.it), realtà che nasce “da un'idea semplice ma potente: restituire dignità attraverso il lavoro. Ispirata al concetto di “palingenesi - rinascita - la nostra realtà opera all'interno della Casa Circondariale di Napoli Secondigliano “Pasquale Mandato'; dove ogni giorno accompagniamo le detenute e, da metà 2026 anche i detenuti, in un percorso di formazione, crescita e trasformazione”.
di Francesca Chilloni
Il Resto del Carlino, 20 maggio 2026
Sala gremita al centro culturale Mavarta per l’incontro ’Il compito quotidiano di costruire la pace’, promosso dal circolo culturale ’Inventi di Strade’ con il patrocinio del Comune. Una serata intensa, dedicata alla possibilità di riaprire spazi di dialogo anche dove la storia ha lasciato ferite profonde. Protagonisti Giorgio Bazzega, figlio del maresciallo Sergio, ucciso dal brigatista Walter Alasia, oggi mediatore penale, e Franco Bonisoli, ex appartenente alle Brigate Rosse, oggi impegnato in percorsi di Giustizia Riparativa. Due biografie nate su fronti opposti, ma capaci di testimoniare come il confronto non cancelli responsabilità e dolore, bensì possa diventare strumento di riconoscimento reciproco e costruzione della pace.
L'Opinione, 20 maggio 2026
“Pensare fuori. Riflessioni e prospettive oltre il carcere” è il titolo dell’iniziativa in programma mercoledì 20 maggio alle ore 18 negli spazi della Fondazione Aem, dedicata al tema della condizione carceraria, ai percorsi di sostegno attivati negli istituti penitenziari e alle testimonianze dirette di chi vive o ha vissuto la detenzione. Un appuntamento che riunirà istituzioni, operatori sociali, mondo accademico e protagonisti di storie di reinserimento, con l’obiettivo di approfondire il valore del lavoro e della formazione come strumenti di recupero e reintegrazione. La serata prenderà il via con la proiezione del docufilm “Io spero paradiso” del regista Daniele Pignatelli, realizzato in collaborazione con Haibun. Il documentario racconta la vicenda reale di tre detenuti del carcere di Opera impegnati nella produzione artigianale di ostie, attività che nel film assume il significato simbolico di un percorso di cambiamento personale e rinascita.
Ristretti Orizzonti, 20 maggio 2026
Da giovedì 21 maggio a domenica 7 giugno, in occasione dell'appuntamento annuale del Premio Bancarellino, il palazzo del Tribunale di Pontremoli ospiterà MemOra - Mostra espositiva delle opere realizzate dalle giovani ristrette dell'Istituto Penale per Minorenni di Pontremoli. L'evento,
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