di Patrizia Floder Reitter
La Verità, 11 febbraio 2026
Il sottosegretario alla Giustizia: “La reclusione nel Paese d’origine di chi commette reati è possibile solo con il consenso del reo. Il ricorso del detenuto contro il provvedimento del giudice non dovrebbe più sospendere gli allontanamenti. Serve più durezza. “Sono quotidianamente assediato da richieste di provvedimenti svuotacarceri, sul presupposto che saremmo un sistema carcerocentrico. Se abbiamo circa 60.000 detenuti e 144.822 persone “in area penale esterna”, vuol dire che ci sono più condannati fuori che dentro”.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 11 febbraio 2026
“Ho sempre avuto condanne superiori alle richieste dei pubblici ministeri, tranne che in Cassazione. Il reato principale, il traffico d’influenze finalizzato ad un abuso d’ufficio, non esiste più”. Gianni Alemanno è in prigione da più di un anno. È stato condannato nonostante tanti dubbi e gli è stata negata la condizionale. Alemanno è stato Ministro, Sindaco di Roma, dirigente di primo piano del Msi e poi di Alleanza nazionale. Forse davanti ai tribunali ha pagato anche per la sua militanza. Lo abbiamo intervistato scambiandoci domande e risposte dal carcere di Rebibbia.
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 11 febbraio 2026
Il Servizio civile universale arriva negli istituti penitenziari: approvato il progetto del Dap. 33 giovani volontari coinvolti in 11 carceri. Il Servizio civile universale entra, per la prima volta, negli istituti penitenziari. Il progetto è stato approvato dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia e sarà inserito nel prossimo bando per operatori volontari, in pubblicazione nelle prossime settimane. L’iniziativa consentirà ai giovani volontari di svolgere il Servizio civile all’interno delle carceri, supportando l’amministrazione penitenziaria nelle attività di rieducazione e di reinserimento sociale delle persone detenute. Il progetto coinvolge complessivamente undici istituti penitenziari distribuiti sull’intero territorio nazionale e prevede l’impiego di 33 giovani operatori volontari.
di Enzo Cheli
Corriere della Sera, 11 febbraio 2026
Sono molti gli equivoci che stanno nascendo e che più o meno maliziosamente vengono coltivati intorno alla riforma dell’ordinamento giudiziario su cui il popolo sarà chiamato a esprimere la propria opinione e il proprio voto con il referendum costituzionale del prossimo marzo. Equivoci che è bene chiarire per consentire agli elettori di fare una scelta veramente consapevole. La legge di riforma su cui a marzo il corpo elettorale sarà chiamato a fare questa scelta è una legge di revisione costituzionale composta da otto articoli che cambiano una norma relativa ai poteri del Capo dello Stato e sei norme relative alla composizione e ai poteri dell’attuale Consiglio Superiore quale organo di governo unitario della magistratura (gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110).
di Glauco Giostra
Avvenire, 11 febbraio 2026
Le critiche ripetute ai giudici fanno nascere un sospetto. Qualcosa non torna. Siamo oramai abituati alle aspre critiche che i politici nostrani rivolgono a iniziative o a provvedimenti giudiziari, screditando la giurisdizione. Da qualche tempo, però, nelle dichiarazioni di importanti esponenti della maggioranza, viene anche indicata la soluzione per superare questo dato conflittuale, deleterio per la democrazia: nel senso non già di evitare le censure, ma di riuscire a scongiurare provvedimenti ritenuti censurabili. Limitandoci per ragioni di spazio solo ad alcuni esempi. Quando il pubblico ministero promosse ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui il ministro Salvini era stato assolto nel caso “Open arms”, lo stesso Ministro definì il ricorso surreale o un atto di accanimento giudiziario, ritenendolo ingiustificato e politicizzato, auspicando la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati.
di Massimiliano Nerozzi
Corriere della Sera, 11 febbraio 2026
L’Emerito di Procedura penale: da sempre per la separazione delle carriere, ma contrario a due Csm e Alta corte. Colpo di scena: “Allo stato attuale, sarei per la scheda bianca”, dice verso la fine dell’intervento il professor Paolo Ferrua, emerito di diritto processuale penale e, da sempre, alfiere del processo accusatorio e, quindi, della separazione delle carriere. Se ne discuteva lunedì alla Casa valdese - “Dialogo ragionato sulla riforma della giustizia” - in una chiacchierata davanti a pensionati, studenti, insegnanti, avvocati, rispettando la premessa (e la promessa) del moderatore Francesco Mosetto, giudice penale del tribunale: “Si dialoga senza prendersi a mazzate, come purtroppo avviene sempre più spesso”. Al tavolo dei relatori anche la giudice Giulia Locati, della sezione lavoro della corte d’appello e, da esponente di Md, membro del comitato per il no al referendum.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 11 febbraio 2026
Liberato un 31enne giapponese: era accusato di falso e riciclaggio. No all’estradizione in Brasile, perché nelle carceri sudamericane il detenuto potrebbe essere “esposto a trattamenti inumani e degradanti” a causa delle condizioni in cui versano gli istituti: le “strutture sono fatiscenti”, ci sono “carenze igienico-sanitarie” e si registra un costante “sovraffollamento”. Lo scrive la Corte d’appello di Torino nella sentenza con la quale ha disposto l’immediata liberazione di un uomo arrestato nell’agosto dell’anno scorso a Valtournenche.
Il Dubbio, 11 febbraio 2026
A febbraio 2026 il tasso nazionale è al 138%, in Campania istituti oltre il 150%. Ciambriello chiede misure urgenti e più liberazione anticipata. Il sovraffollamento carceri Campania supera ormai la soglia dell’emergenza e si inserisce in un quadro nazionale sempre più critico. I dati aggiornati a febbraio 2026 fotografano un sistema penitenziario sotto pressione, con un tasso di affollamento in Italia pari al 138,26 per cento: 63.703 detenuti a fronte di 46.074 posti effettivamente disponibili. Dei 51.271 posti regolamentari complessivi, ben 5.197 risultano non disponibili, segnale di un deterioramento strutturale che incide sulla capienza reale degli istituti. Il dato più estremo si registra a Lucca, dove l’affollamento ha raggiunto il 257 per cento.
di Angelo Ferrarini*
Ristetti Orizzonti, 11 febbraio 2026
Due settimane fa sono andato in carcere per il corso settimanale al primo piano Alta Sicurezza. Il cancello era aperto. Strano, suono ugualmente. Arriva il giovane assistente. -Le aule sono tutte occupate, mi dice gentile. Ci sono i colloqui degli educatori. -Aspetto qui. -Non so quando finiranno e qui non c’è posto. -Torno lunedì prossimo… -Non so se domani sia possibile. -Beh, telefonerò in direzione. -Non credo che lo sappiano. Ci guardiamo, un sorriso. Non l’ho mai visto qui, forse nuovo. Torno al cancello, prendo l’ascensore.
di Luca Molinari
cronacabianca.eu, 11 febbraio 2026
“Il reinserimento sociale non è solo un diritto della persona detenuta, ma un interesse collettivo: investire su formazione, lavoro e inclusione significa costruire maggiore sicurezza e coesione sociale. La Regione ha un ruolo fondamentale: per questo chiediamo risposte puntuali e impegni chiari, perché a Sant’Anna non si può più aspettare”. Fare chiarezza sui percorsi di formazione, lavoro e inclusione attivi nella Casa circondariale di Modena - Sant’Anna e comprendere quali nuove iniziative la Regione Emilia-Romagna intenda attivare per rendere effettiva la funzione rieducativa della pena.
- Augusta (Sr). La Giunta istituisce il Garante dei detenuti e delle persone private della libertà
- Avellino. Giustizia riparativa al centro: un dialogo tra istituzioni, detenuti e vittime di reato
- Milano. Dialisi in carcere: il progetto a Opera, come modello di sanità territoriale
- Siena. CellaMusica, il rock che unisce detenuti e comunità esterna
- Milano. Olimpiadi anche in carcere. L’iniziativa a Bollate e lo sport per l’inclusione










