di Carmelo Palma
linkiesta.it, 17 agosto 2023
Le polemiche sui suicidi in carcere sono tornate per ricordarci che se ne parla sempre e solo per banalità logistico-organizzative, mai dal punto di vista politico o giuridico. Ma viviamo in un Paese in cui la premier e il ministro della Giustizia sono garantisti solo fino al processo: per loro sulla punizione è doveroso essere giustizialisti.
di Vitalba Azzollini
pagellapolitica.it, 17 agosto 2023
Ne ha parlato il ministro Nordio, dicendo che la costruzione di nuove strutture è “quasi impossibile”. Le indicazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo vanno però in un’altra direzione. L’Italia è il Paese della riedizione delle soluzioni a problemi annosi: questa volta tocca di nuovo alle carceri. Dopo i due suicidi avvenuti di recente nell’istituto di detenzione Le Vallette di Torino, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha proposto di utilizzare come carceri le caserme dismesse. Per raggiungere questo obiettivo Nordio ha annunciato che in autunno avvierà una ricognizione delle caserme disponibili a essere trasformate in luogo di detenzione differenziata, per chi è stato condannato in via definitiva a pene brevi per reati che non destano allarme sociale. Ma non è la prima volta che viene formulata la proposta di trasformare le caserme in istituti di detenzione: i risultati del passato sono stati tutt’altro che positivi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 agosto 2023
Tra il 1947 e il 1970, il nostro Paese ha assistito a una significativa diminuzione del numero di detenuti, passando da circa 65.000 a 21.000. Tra il 1980 e il 1999 sono state costruire decine di nuove carceri ed è triplicato il numero dei detenuti, nonostante la diminuzione dei reati.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 17 agosto 2023
Il presidente dell’associazione Antigone: “Servono misure alternative. La maggior parte dei reclusi ha problemi di dipendenze e psichiatrici”. Lo definisce un sistema fermo e malato dove “si sopravvive e spesso mal vive”.
di Enrico Sbriglia*
oralegalenews.it, 17 agosto 2023
Quanto di terribile è accaduto, nei giorni scorsi, presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino, dove hanno trovato la morte due detenute, una pare suicidatasi, l’altra sembrerebbe deceduta, con la formula di rito, per “cause naturali”, ma che potrebbero essere riconducibili al fatto che rifiutasse, da diversi giorni, di alimentarsi, sono la dimostrazione plastica e drammatica che c’è più di qualcosa che non funzioni nel nostro sistema penitenziario.
di Stefano Baudino
lindipendente.online, 17 agosto 2023
Due gravi episodi hanno riacceso la luce sulla drammatica situazione che, ogni anno di più, si vive all’interno delle carceri italiane. L’ultimo riguarda il contenuto di una circolare inviata dal Provveditore dell’amministrazione penitenziaria lombarda, Maria Milano, ai direttori delle case circondariali della regione, in cui si afferma che nelle carceri della Lombardia sarebbe “emerso un uso improprio dei mezzi di coercizione fisica”, in particolare attraverso l’indebito utilizzo di “manette” all’interno delle varie sezioni. A precederlo di pochi giorni è invece la notizia della tragica dipartita di due detenute che si sono tolte la vita a poche ore di distanza nel carcere torinese Lorusso-Cutugno: una si è lasciata morire di fame e di sete, l’altra si è impiccata nella sua cella. E sono solo gli ultimi tasselli di una catastrofe che parte da molto lontano.
di Carla Forcolin
Ristretti Orizzonti, 17 agosto 2023
Agosto, tempo di vacanze, in carcere tempo di suicidi. La già precaria situazione dei detenuti/e si aggrava, perché, mentre aumentano le detenzioni, causate dai furti negli appartamenti vuoti, diminuiscono gli operatori di giustizia a tutti i livelli, essendo gli stessi (giustamente) in vacanza. Per tutta l’estate l’incertezza dei detenuti circa la loro situazione personale, le lunghissime attese per sapere se si potrà avere una visita, un permesso, una telefonata, un briciolo d’attenzione, aumentano e l’incertezza logora. Non a caso il maggior numero di suicidi avviene nelle Case Circondariali, dove raramente c’è qualcosa di definitivo da poter accettare.
Ristretti Orizzonti, 17 agosto 2023
Se si ha paura dell’amnistia si riducano subito presenza anziani, malati mente e tossicodipendenti. Sardegna ai vertici nazionali per detenuti geriatrici. “Se la concessione di un’amnistia e/o di un indulto fa paura, prima di pensare a Caserme dismesse, dove collocare come soprammobili detenute e detenuti, il Guardasigilli Carlo Nordio e il Capo del Dipartimento si preoccupino di alleggerire le carceri dalla presenza di persone anziane, malate di mente e/o affette da tossicodipendenze”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 agosto 2023
Il ministro starebbe pensando di far decorrere la prescrizione dalla scoperta del reato. Pittalis: “Assolutamente contrario”. Far decorrere l’orologio della prescrizione dal momento in cui il reato viene scoperto, e non, come avviene adesso, da quando viene commesso: sarebbe questa la riforma che ha in mente il ministro della Giustizia Carlo Nordio, come ha rivelato Liana Milella su Repubblica.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 17 agosto 2023
I procedimenti aperti a carico dei magistrati fiorentini e torinesi alimentano le tensioni tra governo e giudici. La corrente di sinistra Area: “Nordio intimidisce i magistrati impegnati in indagini che riguardano i potenti”. Si prospettano settimane movimentate sul fronte della giustizia. Ad alimentare le tensioni tra politica e magistratura non sono soltanto i progetti di riforma proposti dal ministro Nordio, ma anche le vicende che vedono diverse toghe al centro di procedimenti disciplinari. Il caso più noto è quello che coinvolge i due pubblici ministeri di Firenze, Luca Turco e Antonino Nastasi, autori delle indagini contro Matteo Renzi sull’ex fondazione Open.
- La magistratura si considera padrona della giurisdizione nel silenzio della politica
- Spetta al giudice verificare l’attendibilità del parere del Ctu
- Sardegna. Quei dimenticati nella colonia. A Isili dai “delinquenti abituali”
- Campania. Lucia Castellano: “Carceri, stop ai droni ma la svolta è il lavoro”
- Verona. Trovati psicofarmaci e medicine in cella, le ultime ore di Cristian prima della morte









