di Augusto Goio
Vita Trentina, 21 luglio 2023
La richiesta di istituire un apposito provveditore per il carcere, con sede e competenza sugli istituti penali della Regione Trentino-Alto Adige, è rilanciata con forza e solidità di argomenti dall’associazione Nessuno tocchi Caino, che sabato 15 luglio, nel pomeriggio, presso il Centro Rosmini ha promosso, insieme alla Camera Penale di Trento, L’incontro “Alternative al carcere. Per una giustizia di comunità”.
quotidianomolise.com, 21 luglio 2023
La Comunità “Il Noce” di Termoli compie 30 anni di attività: anni di lungo e paziente lavoro al fianco di persone alcoldipendenti, tossicodipendenti e delle loro famiglie. Anni di radicato lavoro sociale nel territorio, che ha dato tanti frutti, generando nuovi processi.
di Luca Pattarini
milanopavia.news, 21 luglio 2023
Nuovi campi sportivi e il rifacimento dei laboratori, il carcere di Pavia prova a ripartire dopo i mesi difficili delle proteste - da parte dei detenuti - e delle manifestazioni dei sindacati della polizia penitenziaria. I lavori, spiega la direttrice Stefania Mussio, dovrebbero partire a breve.
di Massimo Pasquini*
Il Fatto Quotidiano, 21 luglio 2023
Alla Camera dei deputati siamo giunti alla stretta sulle proposte di legge, in Commissione Giustizia, relative all’inasprimento delle pene per occupanti. Si era partiti con l’affrontare le questioni relative alle odiose occupazioni di prime case abitate da proprietari, momentaneamente libere per esempio per vacanze o per motivi di salute, in realtà un numero minimo ma soggette ad una martellante campagna mediatica.
di Mario Serio e Armando Spataro*
La Stampa, 21 luglio 2023
La vicenda umana e professionale di Julian Assange merita di essere resa nota per le gravi implicazioni che ne derivano sul terreno del rispetto della dignità e della libertà della persona umana e su quello della compiuta realizzazione del diritto/dovere di informazione a livello globale. Assange è un giornalista professionista australiano che, grazie ad un’accurata, documentata e ricca attività di giornalismo investigativo, condotta attraverso l’accreditata organizzazione giornalistica Wikileaks da lui fondata, ha diffuso preziose informazioni attestanti la commissione in vari paesi del mondo di gravi crimini implicanti pesanti responsabilità di Stati nazionali (in primo luogo gli Stati Uniti) e la relativa flessione di credibilità in termini planetari.
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 21 luglio 2023
L’Unione europea è nata con l’ambizione di realizzare l’ideale universalista di difendere la pace attraverso la libertà. Che ne sarà dell’ideale della pace attraverso la libertà in un globo iperpopolato? Prendiamo il caso dell’immigrazione. È come se le democrazie avessero bisogno di essere circondate da non-democrazie per riuscire a proteggere se stesse. Si tratta di una svolta verso un’Europa nazionalista con l’ausilio di paesi non democratici. Possono i democratici accettare il declino dell’ideale universalista?
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 21 luglio 2023
Nonostante la Tunisia sia un Paese in cui arrivano molti rifugiati in cerca di protezione non c’è nel Memorandum nulla relativamente al diritto d’asilo e al rafforzamento delle capacità di gestione dei rifugiati da parte di Tunisi. Sono trascorsi solo pochi giorni dalle brutali operazioni di deportazione e respingimento attuate dal regime autoritario del presidente tunisino Saied nei confronti di almeno un migliaio di stranieri di origine sub-sahariana e documentate da tutte le più autorevoli fonti internazionali. Le persone sono state abbandonate nel deserto al confine con la Libia e un numero imprecisato di persone sono morte di stenti. Poco dopo questi tragici fatti, lo scorso 16 luglio, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato la stipula di un Memorandum d’intesa per un partenariato strategico tra Tunisia e UE.
di Fabrizio Caccia
Corriere della Sera, 21 luglio 2023
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha quel suo modo di minimizzare, quasi a non volersi dare importanza, eppure la grazia a Patrick Zaki concessa in 24 ore dal presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, non è proprio una cosa da tutti i giorni: “Qualcuno mi ha detto che è stato un capolavoro diplomatico - si schermisce il ministro, vicepremier e ora pure segretario di Forza Italia -. Beh allora vorrei ricordare la liberazione in Iran di Alessia Piperno, il 10 novembre scorso. In fondo, il metodo, il modus operandi, è stato lo stesso, con l’Egitto come con l’Iran: grande gioco di squadra tra Palazzo Chigi, noi della Farnesina, i nostri ambasciatori, la nostra intelligence. E poi silenzio, discrezione, concretezza, toni bassi, nessuna minaccia e assolutamente nessun baratto. La liberazione di Alessia e di Patrick sono avvenute senza nulla in cambio”.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 21 luglio 2023
Crisi economica e del grano. Petromonarchie stufe di sostenere senza condizioni il raìs, che allora guarda a Ue e Usa. Intervistato da Radio 24, ieri il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, insisteva ancora sul “ruolo determinante” che avrebbe avuto il governo Meloni nel persuadere il presidente egiziano Abdel Fattah El Sisi a concedere la grazia a Patrick Zaki. E l’ambasciatore egiziano a Roma, Bassam Rady, è stato pronto a descrivere la clemenza di El Sisi come un atto volto “a sostenere le relazioni italo-egiziane” le quali, ha spiegato, “si sono estese attraverso la storia che ha unito le sue due grandi civiltà”. Sarà, ma dietro la liberazione di Zaki e di altri prigionieri politici c’è l’intenzione del regime egiziano non tanto di compiacere Giorgia Meloni quanto di lanciare messaggi concilianti a tutta l’Unione europea e agli Usa - che hanno già applaudito alla “magnanimità” del raìs - in una fase in cui il Cairo ha bisogno di aiuti ingenti e urgenti per puntellare la sua economia vacillante e fare fronte al riacutizzarsi della crisi del grano. L’Egitto è il più grande importatore al mondo - 12 milioni di tonnellate l’anno - e circa l’80% di queste importazioni proviene dalla Russia e dall’Ucraina in guerra. Le scorte si stanno esaurendo ha annunciato mesi fa il ministro dell’approvvigionamento Ali Al-Mosselhi. Anche del grano El Sisi parlerà al vertice e forum economico Russia-Africa che si svolgerà a San Pietroburgo dal 26 al 29 luglio.
di Emma Bonino
Il Riformista, 21 luglio 2023
Certamente la liberazione di Zaki non è dovuta al buon cuore del generale Al-Sisi. È il risultato di una serie di pressioni diplomatiche, della politica, dell’opinione pubblica. E non va dimenticata l’insistente presenza dell’Università di Bologna. La Farnesina si è mossa con il suo peso, ma lasciatemi dire che non saremmo arrivati allo straordinario risultato della liberazione di Patrick senza un gioco di squadra che ha visto in campo tanti soggetti diversi, dalle associazioni dei ricercatori alla stessa Giorgia Meloni, che credo abbia avuto un ruolo diretto. E la presidente Meloni ha fatto bene a ringraziare il generale Al-Sisi. Perché va preso nota di un passetto. Ma ci sono altri che sono stati liberati, insieme a Zaki? Mi sembra di no. E allora che cosa vogliamo chiudere qui? Il caso Egitto è drammaticamente aperto. Non si chiude qui il caso Regeni, che temo non arriverà mai a una soluzione. Ma in Egitto ci sono non so quante centinaia, se non migliaia, di cosiddetti “avversari politici” in carcere. Centinaia, se non migliaia, di persone di cui le famiglie non sanno più niente. E per i quali non sono noti i capi di imputazione. Ci sono blogger, influencer, persone che postavano sui social network la loro posizione critica, il loro punto di vista. E che per questo spariscono in carcere, o in una segreta sottoterra. Bene dunque il passetto, ma il caso Egitto rimane aperto.
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