di Gianni Cuperlo*
Il Domani, 6 maggio 2023
La libertà è ancora terapeutica? Parla Peppe Dell’Acqua, erede di Franco Basaglia. Se passeggiate nel cuore di Trieste, tra Piazza Unità e le stradine risanate di Cavana potrebbe capitarvi d’incrociarlo. Era il 1971 quando cominciò la sua avventura basagliana. Nel senso letterale, di collaborazione e condivisione della sola vera rivoluzione che la città abbia conosciuto nelle traversie di una storia tormentata. Anche per questo viene naturale pensare a lui quando l’attacco alla 180, la legge che di Franco Basaglia porta il nome, trova sponde solide nel governo della destra.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 maggio 2023
Intervista a Dévora Kestel, direttrice del Dipartimento di Salute mentale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, oggi a Trieste. “La priorità deve andare alla prevenzione e a fermare la violenza. Servono Corti giudiziarie di salute mentale che si occupino dei folli-rei conoscendone i contesti sociali”.
di Roberta De Monticelli
Il Domani, 6 maggio 2023
Francesca Albanese si è trovata nel raggio dei riflettori, e non da ora: è da quando è uscito il suo Rapporto, nell’autunno dell’anno scorso. Più recentemente, in concomitanza con le sollevazioni di piazza contro il governo delle destre estreme in Israele, è di nuovo oggetto di una campagna di diffamazione, a base di accuse di antisemitismo.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 6 maggio 2023
Ieri l’incontro con i ministri Piantedosi e Crosetto. Fonti libiche: “Commissioni congiunte per controllare i confini della Libia”. C’è chi ha capito molto bene che i migranti possono essere una risorsa importante. Tra questi di sicuro figura il generale Khalifa Haftar che proprio grazie al fiume di barconi pieni di disperati che partono dalla Cirenaica da lui controllata, per tre giorni è stato accolto a Roma come se fosse un capo di Stato.
di Veronica Stigliani
La Repubblica, 6 maggio 2023
Esperti delle Nazioni Unite denunciano l’imminente esecuzione di chi protesta contro la megalopoli voluta dal principe Mohammed bin Salman. Condannati a morte con l’accusa di terrorismo, i tre membri della tribù saudita Huwaitat che si erano opposti al megaprogetto Neom rischiano l’esecuzione della pena in tempi brevi. A denunciare la sentenza sono stati alcuni esperti delle Nazioni Unite, che hanno espresso preoccupazione per il “rischio imminente” che questi uomini vengano giustiziati.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 maggio 2023
Aumentano le sottoscrizioni dell’appello promosso da diverse associazioni come “Sbarre di Zucchero”, Conferenza del volontariato della giustizia o la redazione Ristretti Orizzonti, per chiedere di mantenere il numero di telefonate e videochiamate giornaliere, così come durante l’emergenza pandemia. Diversi direttori dei penitenziari hanno prorogato tale disciplina.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 maggio 2023
Mentre si attende, forse invano, che la politica metta mano al regolamento penitenziario sul limite delle telefonate in carcere, ricordiamo la circolare del Dap emanata il 26 settembre scorso dove ricorda ai direttori penitenziari che hanno la possibilità, discrezionale di autorizzare i colloqui visivi o telefonici oltre i limiti stabiliti dal regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 maggio 2023
Misure cautelari valutate non più dal Gip ma da un collegio. E in secondo grado, da toghe della Corte d’appello: riforma quasi pronta. Costa (Azione): “L’ho proposto io insieme con l’interrogatorio di garanzia: si acceleri”.
di Irene Famà
La Stampa, 5 maggio 2023
La Corte d’Assise d’Appello ha di fatto decretato che Alex Pompa, il ragazzo che a Collegno ammazzò il padre Giuseppe al culmine di una lite, è colpevole. Sollevata una questione costituzionale, ma la decisione è presa. È stato un omicidio e non legittima difesa. Ma 14 anni di carcere sono troppi. La vicenda di Alex Cotoia, il ragazzo che la notte del 30 aprile 2020 ha ucciso il padre Giuseppe Pompa nel loro appartamento di Collegno al culmine di una lite, finisce davanti alla Corte Costituzionale. Lo ha deciso la Corte d’appello di Torino, che oggi, al termine di 6 ore di camera di consiglio, ha sollevato la questione di legittimità costituzionale. Nei casi di omicidio di un familiare, infatti, non è possibile considerare certe attenuanti prevalenti rispetto all’aggravante del vincolo di parentela. La Corte d’appello sottolinea come serva, invece, “una pena calibrata e proporzionale” al fatto e alla personalità dell’imputato.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2023
Non sono quindi applicabili i calcoli di conversione della pena detentiva in quella pecuniaria consentiti al giudice di pace. Il reato di lesioni personali nella forma aggravata resta procedibile d’ufficio anche dopo le novità della Riforma Cartabia e non è quindi mai attratto alla competenza del giudice di pace. E la perseguibilità d’ufficio e la conseguente competenza del tribunale non consentono l’applicazione delle pene pecuniarie comminabili dal giudice di pace quando l’aggravante è compensata dal riconoscimento di attenuanti. In caso scatti tale bilanciamento tra circostanze sbaglia perciò il tribunale che - dopo la novella - condanni l’imputato rapportandosi alla pena pecuniaria applicabile dal giudice di pace. Infatti, la Riforma ha esteso le ipotesi di procedibilità a querela di parte alle lesioni lievi e non solo a quelle lievissime. Ma il reato aggravato non rientra nelle novità previste. Il Legislatore della Riforma entrata in vigore il 30 dicembre 2022 modificando in tal modo le condizioni di procedibilità del reato previsto dall’articolo 582 del Codice penale non ha in realtà esplicitamente attribuito la competenza al giudice di pace creando già una neonata giurisprudenza sul tema (si veda il precedente n. 12517/2023 dello scorso marzo).
- Milano. Gli avvocati contro l’Assessore Granelli sui Cpr
- Trento. Libri “umani” in piazza a Riva del Garda, incontri con i detenuti
- Reggio Calabria. “Seconda Chance” centra l’obiettivo: assunto il primo detenuto in Calabria
- Firenze. Detenuti e lavoro, parte l’iniziativa. Al via i corsi di formazione
- Bologna. Domenica appuntamento ecologico con Seconda Chance e Plastic Free









