di Kwame Anthony Appiah
La Stampa, 1 maggio 2023
Giudici, scienziati o amministratori sono obiettivi come tendono a mostrare in pubblico? Difficile, ma la loro performance in scena è importante: praticare l’equità ci rende più equi. Al centro di una stanza elegante, antica, ordinata con scrupolo, Andrea De Carlo siede alle spalle di due grandi finestre. Fuori, Milano. E il grigio che soltanto a Milano fa luce, sottolinea la strada. Perlato, opposto al “grigio persecutorio” che lui raccontava, trentatré anni fa, in Due di Due, il suo romanzo più amato sulla scoperta dello scarto che c’è tra cosa vorremmo essere e cosa riusciamo a essere.
di Elena Stancanelli
La Stampa, 1 maggio 2023
Negli ultimi 20 anni le famiglie sono cambiate: “Ora servono centri aggregativi sicuri”. “Stanotte è arrivato un bambino di 10 anni in uno stato di agitazione importante. Soffre di un disturbo del comportamento con aggressività, non era la prima volta che lo vedevamo. Gli abbiamo dovuto somministrare dei farmaci. Io sono al Pronto Soccorso da tanti anni e ancora lo sguardo di questi bambini che arrivano in uno stato di agitazione psichica mi procura un dolore indicibile. Chiedono aiuto, piangono e se non piangono è anche peggio, ci maltrattano o ci vorrebbero maltrattare, si accaniscono contro i genitori e contro chi gli sta vicino. Sono in preda a un’agitazione incontenibile ma non è quello che fanno che fa male, è il loro sguardo. Uno sguardo pieno di sofferenza e vuoto. Come fosse separato dal corpo, da quello che accade. Lo sguardo di qualcuno a cui sta succedendo qualcosa di terribile dentro, qualcosa che non può essere raggiunto e procura a loro un dolore indicibile e indomabile. Noi qui al Pronto Soccorso vediamo tutto, anche bambini che stanno per morire, ma lo sguardo di un bambino prigioniero di una sofferenza psichica è insopportabile, non riesci a farci pace”. Anna Maria Musolino è responsabile, insieme alla dottoressa Mara Pisani, del Pronto Soccorso pediatrico del Bambin Gesù, a Roma. Le chiedo qual è il protocollo in questi casi. “Quando arrivano i ragazzi con problemi comportamentali assegniamo loro un codice di priorità più alto, che consente un accesso più rapido alla visita. Generalmente sono ragazzi e ragazze nella fascia pre-adolescenziale e adolescenziale. Vengono visitati da un pediatra, che poi chiama il neuropsichiatra per la consulenza. Ai pazienti più a rischio, di fare del male ma soprattutto di farsi del male, assegniamo una persona dedicata che sta sempre con loro, non li molla mai”.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 1 maggio 2023
Nel Centro di identificazione i migranti vivono tra rifiuti e materassi marci. Duemila ospiti per 400 posti. Ahmad, siriano: “Non ci aspettavamo che l’Italia fosse così”. Dentro. Nell’hotspot di Lampedusa. Ventisette bottiglie di plastica piene di piscio contro la parete, perché la coda per il bagno è troppo lunga. Coda per un lavandino. Coda per poter prendere da mangiare un panino nella plastica. Coda per fare il tampone. E coda, anche, per esistere in questa parte del mondo: “Avanti il numero 19 del sedicesimo sbarco del 27 aprile!”.
di Alessia Candito
La Repubblica, 1 maggio 2023
Il mercantile Grimstad ha soccorso trenta persone. Secondo quanto comunicato via radio a SeaBird, dal centro di coordinamento e soccorso di Roma avrebbero ricevuto l’ordine di dirigersi verso Tripoli. “L’Italia ha delegato un respingimento in Libia. Violazione inaccettabile del diritto internazionale”.
di Patrick Zaki*
La Repubblica, 1 maggio 2023
In queste settimane ho analizzato a fondo la situazione attuale in Sudan. La condizione delle minoranze è sempre stata molto interessante, e pertanto ho cercato una donna che avesse intrapreso il pericoloso viaggio da Khartoum al Cairo. Questo mi ha condotto a piazza dell’Opera, una località nota per essere un luogo fisso di incontro per la comunità sudanese nel centro del Cairo. L’area è piena di bar e ristoranti sudanesi frequentati tutti i giorni da sudanesi, e sono andato lì.
di Laura Tedesco
Corriere di Verona, 30 aprile 2023
Revocata alla fine dell’emergenza Covid. Da Verona la protesta: “Può servire a prevenire i suicidi”. “Una telefonata può salvare la vita”, soprattutto quando si è rinchiusi in cella. “Gentili direttori penitenziari, non fateci tornare al peggio del passato, usate il vostro “potere” per prevenire i suicidi con quello straordinario strumento che può essere sentire una voce amica nel momento della sofferenza e della voglia di farla finita. Ripristinate il diritto a una telefonata in più, arginate l’emergenza suicidi”, perché “non si ripeta mai più un altro dramma Donatella Hodo”, che in una notte di crisi profonda si tolse la vita il 2 agosto scorso a soli 26 anni a Verona, inalando del gas nella solitudine della sua cella. Invece Donatella, forse, con una telefonata in più si sarebbe potuta salvare e, come lei, anche gli altri 83 reclusi che si sono tolti la vita in carcere nel 2022 e i 16 che hanno già attuato la stessa scelta estrema nel 2023, quella di rinunciare a vivere nei pochi metri quadri di una cella detentiva.
di Riccardo Polidoro*
ledicoladelsud.it, 30 aprile 2023
Le due pagine dedicate da “L’Edicola del Sud” agli infiniti e cronici problemi che affliggono le carceri sono un evento raro. I media sporadicamente se ne occupano e lo fanno solo in casi eccezionali. È accaduto con il caso Cospito che ha stimolato il dibattito sul 41 bis, un regime di reclusione duro e ignorato dall’opinione pubblica, nonostante sia in vigore da circa 40 anni.
di Giulia Merlo
Il Domani, 30 aprile 2023
Il guardasigilli ha vissuto sei mesi a via Arenula in cui ha scoperto a sue spese che la politica non è per neofiti. L’ultimo pasticcio del caso Uss rischia di tramutarsi in un suo definitivo silenziamento da parte dell’esecutivo. Anche perché il passo successivo sarà quello della separazione delle carriere, altro cavallo di battaglia del Nordio editorialista ma da molti data già per fallita.
di Michele Damiani
Italia Oggi, 30 aprile 2023
Tutti contro il ministero della giustizia in merito alle nuove soglie di reddito per accedere al gratuito patrocinio. Tanto la politica quanto le categorie si sono infatti scagliate contro il decreto del dicastero guidato da Carlo Nordio che adegua i limiti reddituali, facendo però riferimento alle variazioni dei prezzi a consumo Istat del periodo 2018-2020. Questo ha portato a un calo delle soglie, nonostante l’aumento dell’inflazione dell’ultimo biennio (nel 2022, rispetto al 2018, si è registrato una crescita del 9,2%), un combinato disposto che causa l’esclusione di milioni di aventi diritto.
di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 30 aprile 2023
Nella direttiva del 18 marzo scorso il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi già sollecitava la creazione di perimetri sorvegliati attorno agli scali ferroviari delle grandi città. Con ascolto dei Comuni e riqualificazione del territorio.
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