di Marco Omizzolo
Il Manifesto, 5 aprile 2023
“Nella mia esperienza l’unica legge vigente in alcune aziende dell’Agro Pontino è quella del padrone, che decide tutto a partire da chi deve lavorare, quante ore di lavoro deve fare e quanto dobbiamo essere pagati. Se qualcuno si lamenta non ti richiama più, oppure ti insulta o minaccia in modo brutale. L’ho visto personalmente minacciare braccianti del Bangladesh e indiani con fucili e pistole per farli tacere dopo tre mesi di lavoro svolto senza stipendio”.
di Salomè Archain e Emilio Santoro
Il Manifesto, 5 aprile 2023
Il 30 marzo la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu), nel caso J.A. e altri c. Italia (ricorso n. 21329/18), ha condannato all’unanimità l’Italia per la detenzione de facto dei migranti nell’hotspot di Lampedusa e per l’illegittimità del respingimento collettivo verso la Tunisia a cui erano stati sottoposti i ricorrenti nell’ottobre del 2017. La Corte ha ritenuto che vi sia stata una violazione di due articoli della Convenzione Europea dei Diritti Umani, il 3, divieto di trattamenti inumani o degradanti, il 5 par. 1, 2 e 4, diritto alla libertà e alla sicurezza, e dell’articolo 4 del Protocollo n. 4 (divieto di espulsione collettiva degli stranieri) allegato alla Convenzione.
di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 5 aprile 2023
L’accoglienza “obbligatoria” resta un tabù, anche nel Pd di Schlein (che la promosse). Erano i primi mesi del 2018 e l’attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi era prefetto a Bologna. Onde evitare di fare “il prefetto cattivo” e imporre l’apertura di nuovi Centri di accoglienza straordinaria (Cas), Piantedosi chiedeva che in tutti i comuni della provincia venisse aperto almeno un progetto Sprar (oggi Sai), il sistema di accoglienza ordinaria organizzata in piccoli progetti per lo più gestiti dalle amministrazioni comunali attraverso il terzo settore.
di Liana Milella
La Repubblica, 4 aprile 2023
Sono 740 i condannati sottoposti alla misura speciale, di cui 12 donne. Sono tutti mafiosi, tranne tre terroristi e l’anarchico Cospito. “Troppi” detenuti al 41bis. “Per troppo tempo”. “Fino all’ultimo giorno di detenzione”. “Con restrizioni assurde come l’obbligo di comprare solo una melanzana e una zucchina”. “Con un 41bis dentro lo stesso 41bis, con oltre 40 persone chiuse nelle cosiddette ‘aree riservate’, sottosezioni con soli 2-4 detenuti”.
di Angela Stella
Il Riformista, 4 aprile 2023
La denuncia nel rapporto del garante dei detenuti Palma. Alcune restrizioni “non appaiono allineate alla finalità del regime detentivo”. C’è una “sospensione del trattamento”. Così si rischia di violare la Costituzione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 aprile 2023
Il Rapporto e le richieste del Garante dei detenuti Mauro Palma. Alfredo Cospito ma non solo. Sottoposte al regime di detenzione speciale 41bis ci sono attualmente circa 740 persone, tra cui 12 donne, distribuite in 60 sezioni all’interno di 12 carceri. A parte il detenuto anarchico e tre brigatisti rossi del tempo che fu, sono tutti condannati (613) o in custodia cautelare (121) per associazione a clan mafiosi. Sei gli uomini internati nella “Casa lavoro” di Tolmezzo di cui solo due sono ancora in età lavorativa e operano in una serra, quindi per pochi giorni l’anno. Ciascun recluso sottoposto al 41bis può comunicare solo con gli altri detenuti o internati facenti parte dello stesso “gruppo di socialità” (composto di 4 persone al massimo).
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 aprile 2023
Alla lettura della trasmissione si contrappone l’analisi scientifica del Garante dei detenuti. Che sottolinea come il regime differenziato sia lontano dal suo scopo originale. Da una parte c’è il programma in prima serata Report che sul 41 bis utilizza il solito metodo dietrologico, dall’altra il Garante nazionale delle persone private della libertà che attraverso le visite in tutte le sezioni e una lettura scientifica dei fatti, ci riporta alla cruda e nuda realtà di un regime differenziato che è sempre più duro e lontano anni luce dal suo scopo originario. Ma il giornalismo attuale, soprattutto televisivo, è diventato puro intrattenimento. In generale, siamo passati dalla radicalità di un pensiero che andava alla ricerca della radice delle cose a una concezione indiziaria, una visione poliziesca che ha fatto del “sospetto” la chiave di lettura della realtà.
di Alessandro Capriccioli*
Il Dubbio, 4 aprile 2023
La destra dice di volerli difendere ma poi li costringe a passare i primi anni della loro vita in prigione. Dopo i partecipanti ai rave, i migranti e le coppie omosessuali, nei giorni scorsi il governo ha individuato un’altra categoria di persone che occorre neutralizzare per salvaguardare l’incolumità dei cittadini: le “borseggiatrici”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 aprile 2023
Sit in davanti al tribunale di Roma con Elly Schlein e il Garante Palma. A fine mese il Gup deciderà se mandare alla sbarra gli 007 egiziani, inviare gli atti alla Consulta, o chiudere il caso.
ansa.it, 4 aprile 2023
Il decesso durante la visita di un sindacato della polizia penitenziaria. L’istituto ha 23 agenti sospesi per violenze. Un detenuto è morto ieri mattina, lunedì 3 aprile, nel carcere di Biella mentre era in corso la visita alla struttura da parte della Fp Cgil Polizia Penitenziaria. A dare la notizia i componenti della delegazione sindacale Mirko Manna Fp Cgil nazionale, Cristina Martiner Bot Segretaria Generale Fp Cgil Biella e Vanja Cecchini Segretaria Regionale Fp Cgil Piemonte.
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