di Michele Ainis
La Repubblica, 14 marzo 2023
Ogni tragedia dovrebbe impartirci una lezione. Quella di Cutro (79 vittime, fra cui 24 bambini) rinnova viceversa i cattivi insegnamenti del passato. Con il decreto legge n. 20 del 10 marzo - l’ennesima stretta sull’immigrazione. Crimmigration, la definisce Judith Resnik, docente all’università di Yale: la criminalizzazione dell’immigrato irregolare.
di Giuseppe Bonaccorsi
Il Dubbio, 14 marzo 2023
In Sicilia due incontri formativi contro lo sfruttamento dei lavoratori stagionali. Parte nuovamente dall’arcipelago delle Eolie la battaglia delle associazioni contro il lavoro stagionale in nero. Dopo il manifesto provocatorio contro i soprusi di una classe di imprenditori senza scrupoli, affisso il primo maggio dell’anno scorso a Lipari, l’associazione ‘Il Magazzino di Mutuo Soccorso’, col supporto del sindacato Usb delle isole, rilancia la campagna contro lo sfruttamento stagionale e promuove un nuovo manifesto già affisso in tutte le strade del centro turistico gettonato, dal titolo: “Mai più schiavo, la prossima stagione non farti sfruttare - corso rapido di autodifesa”.
di Domenico Affinito e Milena Gabanelli
Corriere della Sera, 14 marzo 2023
L’immigrazione è un fatto strutturale, e l’Italia non può sfuggire al proprio destino geografico perché è il Paese di primo approdo. Per gestire il fenomeno e fermare i trafficanti di esseri umani - si va ripetendo da tempo - la strada è una sola: canali di ingresso regolari. Un messaggio che la premier Giorgia Meloni ribadisce con enfasi giovedì 9 marzo a Cutro. Ma cosa vuol dire canali di ingresso regolari? Lo spiega al Senato il 16 novembre 2022 lo stesso ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che dice esattamente questo: “L’idea è di creare percorsi di ingresso legale in favore di quei Paesi terzi che garantiscano concretamente la loro collaborazione e la prevenzione delle partenze e soprattutto nell’attuazione dei rimpatri. Si tratta di (…) rivedere gli attuali meccanismi (…) per i cosiddetti decreti flussi, inserendo uno strumento premiale per i Paesi più impegnati nella lotta all’immigrazione illegale, con l’obiettivo di contrastare il traffico dei migranti e, al contempo, rafforzare i canali di ingresso legale”. Lo annuncia, ma non lo fa, e ancora oggi è lettera morta. Vediamo perché.
di Alessandro Corso*
Il Manifesto, 14 marzo 2023
Protezione dei confini esterni e lotta ai trafficanti di migranti. Ecco la risposta del presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla strage di Cutro. È con la lotta ai responsabili che andrà risolto il pesante fardello dell’immigrazione clandestina. A Cutro si identificano ancora i cadaveri. Alcuni corpi sono ormai difficilmente riconoscibili. Nel mentre, chi ha scampato la morte resta segregato, in detenzione.
di Luca Gambardella
Il Foglio, 14 marzo 2023
Il buco nero dei finanziamenti alla Guardia costiera di Tripoli e le accuse di Crosetto alla Russia, che sarebbe responsabile delle partenze dalla Cirenaica. Prigozhin replica, gli dà del “cretino”. Dopo Cutro, per Meloni è un disastro.
di Stefano Mauro
Il Manifesto, 14 marzo 2023
Da un lato il governo di Tripoli e dall’altro l’”uomo forte” Haftar, sostenuti rispettivamente da turchi e russi. I migranti nel mezzo. Il diplomatico senegalese Abdoulaye Bathily, da ottobre a capo della Missione di sostegno Onu in Libia (Unsmil), ha annunciato al Consiglio di sicurezza del 27 febbraio, l’avvio di un’iniziativa che dovrebbe consentire “lo svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative entro il 2023”. Il diplomatico ha provocato le ire degli attori politici libici deplorando “l’incapacità del parlamento” - diviso in due camere rivali - di “mettersi d’accordo” sull’organizzazione di queste elezioni, inizialmente previste per dicembre 2021 e rinviate a tempo indeterminato a causa delle continue divergenze tra i due schieramenti: il primo con sede a Tripoli e l’altro a Sirte. Dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia è stata lacerata dalle divisioni tra l’ovest e l’est alimentate da interessi stranieri.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 14 marzo 2023
Le voci dei subsahariani dopo l’ondata razzista scatenata dal presidente Saied: “Sono entrati dei tunisini nella mia stanza e mi hanno lanciato pietre dicendomi di andarmene. Ho pensato di tornare in Costa d’Avorio ma lì la situazione è anche peggio”. Gli effetti, dicono le ong tunisine, si vedranno tra mesi.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 14 marzo 2023
A poco più di un anno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la Corte penale internazionale ha deciso formalmente di incriminare una serie di soldati russi accusati di essere i responsabili di rapimenti di massa e deportazioni di bambini ucraini. Oltre della deportazione dei minori i soldati russi sono accusati anche di aver attaccato deliberatamente le infrastrutture civili come ospedali, cliniche sanitarie, scuole, asili, università e musei. Non è conosciuta l’identità dei soldati russi accusati dei crimini. Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, chiederà ai giudici preliminari di approvare i mandati di arresto sulla base delle prove raccolte finora e in caso positivo si tratterebbe delle prime misure cautelari emanate contro membri dell’esercito russo dall’inizio della guerra iniziata il 24 febbraio del 2022.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 14 marzo 2023
Ha ottantasette anni e ne ha trascorsi quaranta nel braccio della morte in un carcere giapponese. Metà della sua vita in bilico tra il qui e l’aldilà. Senza sapere quanto ancora avrebbe vissuto, senza sapere se mai sarebbe uscito da quel limbo infernale. Ora c’è uno spiraglio, un nuovo processo. Un tribunale giapponese ora ha ordinato un nuovo processo, ha riaperto il caso quasi 60 anni dopo la sua condanna per omicidio. Oggi dopo una breve udienza, gli avvocati di Iwao Hakamada sono usciti dall’Alta Corte di Tokyo con striscioni che chiedevano un nuovo processo, mentre i suoi sostenitori gridavano “Hakamada libero, ora”.
di Francesco Olivo
La Stampa, 13 marzo 2023
La riforma parte in salita: il ministro vuole che a decidere sulle misure cautelari sia il voto di un collegio di tre membri. Forza Italia e Azione lo appoggiano, ma Fratelli d’Italia teme uno scontro con i magistrati. Giovedì le mozioni in Aula.
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