di Veronica Bencivenga
Il Riformista, 27 febbraio 2023
Si è svolta sabato mattina 25 febbraio, all’Istituto per gli studi filosofici di Napoli, la presentazione della campagna “Morire di pena. Per l’abolizione di ergastolo e 41bis”. Una iniziativa che doveva essere di lancio della piattaforma - parallela a un’altra svoltasi a Roma il 7 febbraio scorso e a quelle che si svolgeranno a breve a Torino e a Milano - ma che è diventata inevitabilmente, alla luce dei recentissimi accadimenti, un momento di riflessione rispetto allo scenario con cui la rete di attivisti e attiviste, giuristi, intellettuali, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo deve fare i conti in questo complesso percorso.
di Lorena Lo Iacono e Alessia Muragli
Il Messaggero, 27 febbraio 2023
Polemiche sulla decisione degli studenti del liceo Mamiani: oggi l’assemblea. La preside: “Previsto il contraddittorio”. L’ira dei poliziotti: “Sono altri i personaggi dai quali prendere esempio e di cui parlare. Ai giovani va insegnato che chi sbaglia paga”.
lecceprima.it, 27 febbraio 2023
Onorificenza al merito della Repubblica italiana alla creatrice del progetto con il riconoscimento conferito direttamente dal Capo dello Stato. “Ringrazio il Presidente Mattarella per il riconoscimento che mi sarà conferito il giorno 24 di marzo, presso la sede del Quirinale. Dedico questo importante momento a mia madre Carmen per la sua tenacia e perseveranza”.
Milano. Una scuola edile dentro il carcere. Don Rigoldi: “Le aziende formeranno i futuri dipendenti”
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 27 febbraio 2023
Il progetto vede collaborare la Casa di reclusione di Opera, Assimpredil Ance e i sindacati. Si parte con la formazione di 600 detenuti che hanno già scontato un terzo della pena e sono in un percorso trattamentale avanzato.
di Mauro Pili
L’Unione Sarda, 27 febbraio 2023
Della “porcilaia”, le celle malfamate del carcere nuorese, ne aveva solo sentito parlare. Qualche volta c’era passato lì davanti. Ne percepiva muffa e buio, spranghe inamovibili e tanfo a sufficienza. Gli è bastato per pianificare una fuga senza precedenti dal carcere, una volta di massima sicurezza, di Badu ‘e Carros, periferia estrema della capitale della Barbagia. Il solo pensiero che da lì a poco i magistrati potessero spedirlo dritto al 41 bis, con tanto di isolamento nella latrina storica destinata ai più riottosi, gli è bastato per pianificare ogni minimo dettaglio di un’evasione destinata a passare alla storia del penitenziario nuorese.
di Arturo Checchi
La Repubblica, 27 febbraio 2023
Ottobre 2022, carcere di Pisa. Tredici studenti dell’istituto superiore “Arturo Checchi” di Fucecchio (Fi), insieme al loro professore Tommaso Giani, si presentano alla portineria della casa circondariale. Sono di età diverse e di indirizzi diversi della stessa scuola (chi del liceo scientifico, chi del linguistico, chi del professionale), ma a partire da oggi, con la cadenza di due pomeriggi al mese, tutti e 13 comporranno il 50 per cento della “classe pirata” del Checchi. Una classe fuori ordinanza per il fatto di riunirsi dietro le sbarre: formata per metà da studenti adolescenti e per l’altra metà da detenuti. La direzione del carcere di Pisa ci ha approvato un ciclo di 15 incontri disseminati lungo l’arco dell’intero anno scolastico: sempre con gli stessi studenti e sempre con gli stessi detenuti, per favorire una continuità, un approfondimento delle relazioni, un progredire continuo nel percorso didattico.
ossolanews.it, 27 febbraio 2023
Leggeranno le riflessioni che hanno scritto con l’aiuto di due volontarie e del cappellano del carcere don Giovanni Antoniazzi. Dieci persone detenute nel carcere di Verbania hanno meditato sulla passione di Gesù rendendola attuale nelle loro esistenze. Saranno loro, il 5 marzo, lungo la via Crucis che sale al Sacro Monte Calvario, a leggere le riflessioni che hanno scritto con l’aiuto di due volontarie e del cappellano del carcere don Giovanni Antoniazzi.
di Enzo Risso
Il Domani, 27 febbraio 2023
L’80 per cento degli italiani è particolarmente sensibile e attento al tema della pace e il 17 per cento ha una posizione di disinteresse verso i conflitti. Tra i giovani under trenta anni troviamo la quota più alta di soggetti disinteressati ai conflitti e a quanto succede nelle altre parti del mondo (33 per cento). Il 42 per cento dell’opinione pubblica spinge per una politica e delle scelte nazionali e globali che favoriscano l’eliminazione completa e totale dei conflitti e delle guerre dalla mappa del globo.
di Rossana Caccavo e Silvio Messinetti
Il Manifesto, 27 febbraio 2023
Strage di migranti al largo delle coste crotonesi. Il bilancio provvisorio è di 43 morti e 80 superstiti, ma si cercano ancora i dispersi. Tra i superstiti tanti ragazzi, minorenni, ma non bambini. I più piccoli sono infatti morti annegati. Mimmo Lucano da Riace: “Una tragedia immane che mi riempie di tristezza. E non bisogna definirli clandestini. Si tratta di gente in fuga dai loro paesi in cerca di un futuro migliore”.
di Luigi Ciotti*
La Stampa, 27 febbraio 2023
Nessuno lascia di sua spontanea volontà gli affetti, la casa, affrontando viaggi rischiosi in mano a organizzazioni criminali e in balia degli eventi atmosferici. La tragedia avvenuta al largo delle coste calabresi ci dice che quella barca che dovrebbe farci sentire con-sorti, accomunati da una simile sorte, resta per ora una speranza: il mondo continua a essere diviso in transatlantici e zattere, benestanti e disperati, stanziali e migranti per forza. Sì, perché bisognerebbe smetterla di chiamarle migrazioni: sono deportazioni indotte! Nessuno lascia di sua spontanea volontà gli affetti, la casa, affrontando viaggi rischiosi in mano a organizzazioni criminali e in balia degli eventi atmosferici. Lo fa solo perché costretto da un sistema economico intrinsecamente violento, sistema che colonizza, sfrutta e impoverisce vaste regioni del mondo. Lo fa perché l’Occidente globalizzato, in nome dell’idolo profitto, gli fa terra bruciata attorno offrendogli in alternativa sfruttamento, se non schiavitù.
- Il carico residuale
- La strage dei migranti è una chiamata in correità
- Il governo dà la colpa ai trafficanti e tace sulla richiesta di una missione di soccorso europea
- Il cordoglio della premier cozza con le sue politiche migratorie noncuranti della vita umana
- Don Panizza, dalla gioia per il premio alla rabbia per la strage dei migranti: “Colpa di una politica cieca”









