palermotoday.it, 5 febbraio 2023
Anche a Palermo ieri, in piazza Verdi, si è svolta una manifestazione di solidarietà in centro per Alfredo Cospito, l’anarchico da più di cento giorni in sciopero della fame, per protesta contro il regime del 41 bis, con il quale è detenuto. In Sicilia si sono tenuti diversi presidi di protesta contro il regime del 41 bis, per l’abolizione dell’ergastolo ostativo e in solidarietà a Cospito. Le manifestazioni sono state promosse da una rete di associazioni territoriali.
L’Unione Sarda, 5 febbraio 2023
Anche a Cagliari gente in piazza per manifestare solidarietà ad Alfredo Cospito. Un centinaio di persone ha partecipato questa sera al sit in piazza Garibaldi “contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo, contro la repressione dello Stato italiano e l’uso della Sardegna come colonia carceraria”, hanno spiegato gli organizzatori.
di Pietro Barghigiani
Il Tirreno, 5 febbraio 2023
Dopo la causa il ministero dovrà versare in tutto 20mila euro. Due detenuti battono lo Stato e ottengono la condanna del ministero a versare la differenza tra quanto avrebbero dovuto essere pagati e l’effettiva retribuzione per il lavoro svolto nelle carceri in cui sono stati reclusi. Sono un 42enne tunisino, a Volterra per scontare una condanna per l’omicidio di un connazionale avvenuto a Rimini - fine pena 2024 - e un albanese di 52 anni - fine pena 2034 - che nel 2014 uccise la moglie nel genovese.
di Irene Decorte
Gazzetta di Lucca, 5 febbraio 2023
“Il carcere di Lucca è vivo”. Con questa pregnante affermazione Alessandro Maionchi, avvocato e responsabile dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Lucca, ha aperto il convegno che si è tenuto questa mattina 4 febbraio presso la Casa circondariale San Giorgio. Ha voluto così sottolineare l’importanza che ha tenere discussioni del genere entro lo stesso ambiente del carcere. “Riteniamo che l’unico vero modo per accendere i riflettori sul carcere sia aprirlo alla società civile, per costringerla a spogliarsi di quell’abito mentale per cui si tratterebbe un luogo di oblio dove le persone si gettano senza più recuperarle.”, ha affermato l’avvocato.
di Giuliana Covella
Il Mattino, 5 febbraio 2023
Il riscatto dei detenuti tra violoncello, pianoforte e chitarre. Cambiare si può e se lo si fa attraverso il recupero e la rieducazione di chi ha commesso un reato, obiettivi primari del carcere, allora il risultato è un concreto ed efficace esempio di inclusione. Questo lo scopo della lunga mattinata all’insegna della musica e del canto nell’istituto penitenziario di Secondigliano con i detenuti dell’Alta e media sicurezza.
di Alessandro Carini
giornaledibrescia.it, 5 febbraio 2023
Si chiama “Progetto carcere” e da trentasei anni porta lo sport oltre le sbarre, contribuendo in maniera sostanziale al percorso di rieducazione del condannato. Ad organizzarlo è il comitato bresciano dell’Uisp, l’Unione italiana sport per tutti, che anche quest’anno si spende convintamente nella promozione di svariate attività tra il “Fischione” e Verziano.
di Guido Caldiron
Il Manifesto, 5 febbraio 2023
Per Bur, “Un piccolo angolo d’inferno”, prefazione di Francesca Mannocchi. L’attualità degli scritti sulla Cecenia della cronista della “Novaya Gazeta” uccisa il 7 ottobre del 2006. “La cronaca di un avvertimento inascoltato” per come quel conflitto ha plasmato la società russa e il sistema di potere di Vladimir Putin fino all’invasione dell’Ucraina. Dopo Maidan annota che molti a Mosca invidiano la piazza di Kiev. “Quanto accaduto ha segnato la fine della Grande Depressione politica russa. Siamo così simili... eppure”.
di Leonardo Cecchi
L’Espresso, 5 febbraio 2023
Antonio, di cosa si occupa esattamente “Avvocato di strada”?
di Antonella Napoli
La Repubblica, 5 febbraio 2023
Il racconto di Amal Ahmadi, meno di vent’anni, che dal 2016 vive in un campo profughi della capitale. Uno spaccato delle violenze denunciate da papa Francesco. Amal Ahmadi ha poco meno di 20 anni, nello sguardo e sulla pelle i segni delle violenze che da sopravvissuta mostra al mondo affinché il “mai più” tante volte declamato, non sia più uno slogan vuoto.
di Mattia Feltri
La Stampa, 4 febbraio 2023
Peccato, nemmeno stavolta si riuscirà discutere di 41 bis, del carcere duro, legge di dubbia costituzionalità, dico io, e magari mi sbaglio. Ma le democrazie, quando si sentono minacciate, possono rinunciare temporaneamente alla Costituzione, e il 41 bis nacque per “casi eccezionali” e “gravi situazioni di emergenza”, e trovò ampia applicazione dopo il massacro di Falcone e Borsellino e le bombe della mafia.









