di Roberto Monteforte
strisciarossa.it, 2 febbraio 2023
A volte si cambia nella vita. Dopo oltre trentacinque anni passati a l’Unità, gli ultimi tra Vaticano e impegno sindacale e dal 2015 la pensione ora mi ritrovo a Rebibbia, volontario alla Casa di reclusione di Rebibbia. Un paio di volte a settimana - ma quando serve anche più spesso - varco i cancelli del carcere per raggiungere la terza sezione e raggiungere la redazione di “Non Tutti Sanno”, il notiziario sulla vita del carcere realizzato con i detenuti del “penale” tutti con sentenza definitiva e con pene medio-lunghe da scontare. Ho deciso di mettere al servizio le mie competenze professionali per realizzare un periodico che dia voce alla realtà dei detenuti. In fondo, come credo ogni giornalista dell’Unità, ho vissuto la professione come impegno culturale e politico per cambiare la società e per combattere le ingiustizie. Ora mi trovo dentro una realtà di particolare sofferenza e disagio, di riscatto e di umanità, di sensibilità e coraggio, di resilienza che oltre le sbarre si ignora. E non sono io a descriverla, ma aiuto chi la vive ogni giorno a trovare le parole più efficaci per comunicarla.
quibrescia.it, 2 febbraio 2023
A partire da giovedì 9 marzo sarà possibile partecipare a uno dei cinque incontri che si terranno nella biblioteca della Casa circondariale Nerio Fischione dalle 14 alle 16. Basta prenotarsi. Nell’ambito del progetto “Carcere per i diritti umani”, laboratorio di idee attivo ormai da più di sei anni negli istituti di pena bresciani, è nato fra i detenuti il desiderio di impegnarsi nella narrazione delle vicende che portano al carcere e delle conseguenze che tali scelte negative determinano, per far conoscere alla collettività il mondo penitenziario e le difficoltà dei detenuti nella ricostruzione di una vita rispettosa delle regole del vivere comune, ma anche di abbattere alcuni dei pregiudizi che frequentemente si frappongono alla buona riuscita di un programma rieducativo.
di Stefano Luppi
Il Resto del Carlino, 2 febbraio 2023
I teatri modenesi ieri si sono idealmente, attraverso i responsabili, riuniti in municipio a Modena per firmare una intesa che dà sempre più ‘sostanza’ alle attività teatrali nel carcere di Sant’Anna e nella casa di reclusione di Castelfranco. Inutile ricordare i benefici sociali, legati al reinserimento nella società degli ex detenuti, che ha questa operazione legata alla professionalizzazione delle persone in ambito culturale. Tutto nasce dal teatro modenese dei Venti che ha vinto il bando di Creative Europe con il progetto “Ahos All Hands On Stage - Theatre as a tool for professionalisation of inmates”, legato a teatri e carceri di Italia, Germania, Polonia, Romania e Serbia. “Questo progetto europeo partito formalmente il primo febbraio - spiega il direttore del Teatro dei Venti Stefano Tè - ufficializza quel che facciamo da tempo, ovvero il teatro in carcere. Attenzione, non parliamo solo di arte, di detenuti-attori sul palcoscenico, ma di lavoro su tante professioni del nostro settore, tecnici audio, luci, movimentatori di palcoscenico.
di Bruno Ferraro*
Libero, 2 febbraio 2023
Le “prodezze” delle baby gang si sono moltiplicate negli ultimi tempi e quello che era un fenomeno isolato, caratteristico di qualche zona periferica, si va estendendo a macchia d’olio: a scuola, con alunni delle elementari in possesso di coltelli di ceramica “per uccidere la maestra”; in strada, con minori che torturano un disabile o tentano un assalto alla polizia; come stile e abitudini di vita, con minori dediti a moleste sessuali o consumatori abituali di superalcoolici. Persino il caso di bottiglie molotov costruite sulla base delle istruzioni sul web. A Ladispoli in agosto 2022 un quindicenne è stato pestato a sangue, colpito più volte con un tirapugni e mandato in ospedale con naso e polso fratturati, ad opera di un branco di sette ragazzi che volevano “vendicarsi” per una discussione avvenuta il giorno prima. Solo pochi giorni addietro l’individuazione dei minorenni responsabili di rapine a Roma e l’inqualificabile episodio di Seregno, con un ragazzino spinto da coetanei contro un treno in transito e l’incriminazione per tentato omicidio.
di Marco Bresolin
La Stampa, 2 febbraio 2023
La lettera della commissaria Dunja Mijatovic: “Ostacola le operazioni di ricerca”. “Il decreto e la prassi di assegnare porti lontani per lo sbarco delle persone soccorse in mare rischiano di privare le persone in difficoltà dell’assistenza salva-vita delle Ong sulla rotta migratoria più mortale del Mediterraneo”. Con queste motivazioni la commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, ha scritto una lettera al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendogli di ritirare il decreto anti-Ong adottato dal governo Meloni che, tra le altre cose, prevede il divieto di salvataggi multipli.
di Leonardo Fiorentini
Il Manifesto, 2 febbraio 2023
“50 milioni di tonnellate di cocaina sequestrate dalla sola Guardia di Finanza”. Partiamo da qui, dal lapsus del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi l’altra settimana a Piazza Pulita. 50 tonnellate - comunque troppe - evidentemente gli sembravano poche, e così fra nervosismo da studio televisivo e coda di paglia, ha annunciato una quantità abnorme di sequestri di cocaina, pari a 1700 volte le confische annuali di coca nel pianeta.
di Enzo Scandurra
Il Manifesto, 2 febbraio 2023
Fermiamola questa guerra, dimostriamo di essere ancora umani o perderemo per sempre la nostra innocenza schierandoci a favore di un martirio che per alcuni può essere anche affascinate, almeno finché a massacrarsi sono altri e lontani da noi.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 2 febbraio 2023
In California a morire è stato un 36enne sulla sedia a rotelle e con le gambe amputate, Anthony Lowe. La famiglia chiede giustizia. Alla commemorazione per Tyre si chiede ancora una riforma delle forze di sicurezza.
La Repubblica, 2 febbraio 2023
La denuncia di Amnesty International. Una misura utilizzata in modi che violano i diritti di coloro che sono in attesa di giudizio. Alcuni sospetti tenuti in segregazione totale per due mesi, in violazione di fondamentali diritti umani.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 1 febbraio 2023
Il ministro cerca una via di fuga “in Cdm e in Parlamento”. Il Pg di Torino: la “posizione processuale” “non ha nulla a che vedere” con il 41bis. La “fermezza” del Guardasigilli: “Lo Stato non può dar segno di essere intimidito dall’attività violenta”.
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- La forza dello Stato e il caso Bobby Sands
- Il Governo si sta vendicando contro Cospito, farlo uscire dal 41bis è una questione di giustizia
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