di Antonio Fraschilla
La Repubblica, 23 gennaio 2023
Parla l’ex procuratore generale di Palermo, oggi senatore del M5s, Roberto Scarpinato. “Il boss ha avuto protezioni eccellenti con infiltrazioni anche negli apparati investigativi”. E avverte: “La borghesia mafiosa non ha bisogno di sparare, se si toccano le norme rimarrà impunita”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 23 gennaio 2023
Una storia e una sentenza che riguardano il Foglio e più in generale un aspetto dello stato di diritto: le sentenze si possono commentare e la critica si può esprimere “anche in forma di aperto dissenso”. Una svolta.
di Paola Di Nicola Travaglini
Il Domani, 23 gennaio 2023
I femminicidi non sono: un’emergenza, una tragica fatalità, frutto del raptus di un uomo psicologicamente fragile o alcolista o drogato, espressione di un amore malato o di una folle gelosia, esiti di contesti degradati. Chi li definisce così, anche inconsapevolmente, non sa di cosa parla e si fa portatore del giustificazionismo che consente a quel crimine di riprodursi, a quell’uomo di essere compatito, a quella donna di sparire con il suo coraggio e la sua voglia di libertà.
di Antonio Murzio
Il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2023
“Abbiamo coinvolto migliaia di studenti e detenuti”. Il progetto Legalitria nasce in Puglia per iniziativa della cooperativa Radici Future ed è diffuso nelle scuole e nelle carceri. E oltre alla ricaduta positiva sul piano sociale, c’è anche quella per le librerie, “perché mediamente sette studenti su dieci, dopo una presentazione, vanno per acquistarne una copia”.
di Gianfranco Lattante
Gazzetta del Mezzogiorno, 23 gennaio 2023
La denuncia: “Intervento in ritardo nonostante i detenuti battessero sulle sbarre”. Morto un 42enne di Taranto che fra pochi giorni sarebbe tornato in libertà. Un detenuto muore in cella. Forse per infarto. Ma si sospettano ritardi nei soccorsi. Tanto che gli altri ospiti della sezione, la R1 della casa circondariale di Lecce, avrebbero cominciato a battere sulle sbarre per sollecitare l’intervento del personale. Intanto i familiari presentano una denuncia e si muove anche Antigone, l’associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”. Il caso è all’attenzione della Procura che, nelle prossime ore, potrebbe disporre l’autopsia.
di Luca Pernice
Corriere del Mezzogiorno, 23 gennaio 2023
Hanno acceso un braciere per riscaldarsi dal freddo. Tragedia nel ghetto di Borgo Mezzanone, dove in una baracca sono stati trovati i corpi senza vita di due giovani migranti, un uomo e una donna, entrambi africani e non ancora identificati. Stando ai primi accertamenti i due sarebbero stati uccisi dall’esalazione di fumi di un braciere di fortuna realizzato dai due migranti all’interno della baracca per proteggersi dal freddo.
di Sara Matijacic
lanouvellevague.it, 23 gennaio 2023
Gli esclusi, gli emarginati, i dimenticati, i malati psichiatrici, i detenuti sono gli “ultimi” nelle opere letterarie e anche nella vita. Pino Roveredo, lo scrittore triestino scomparso ieri all’età di 69 anni, era riuscito a raccontarli come pochi prima avevano saputo fare. Una scrittura diretta e incisiva, la sua. Una scrittura che sapeva arrivare dritta al cuore e all’anima del lettore.
di Alessandro Canella
radiocittafujiko.it, 23 gennaio 2023
L’Emilia-Romagna è l’unica regione italiana in cui esiste un vero e proprio movimento, con tanto di coordinamento regionale, che utilizza il teatro come strumento di intervento sociale in carcere. E una delle componenti di questo movimento, il Teatro Nucleo di Ferrara, ora è raccontata in un libro, intitolato “Libertà vo’ cercando - Il lavoro del Teatro Nucleo nel Carcere di Ferrara” (Edizioni SEB27), che verrà presentato lunedì prossimo, 30 gennaio, a Modo Infoshop.
di Giovanni M. Flick* e Caterina Flick**
Il Dubbio, 23 gennaio 2023
Riportiamo di seguito un estratto da “L’algoritmo d’oro e la torre di Babele”, il volume pubblicato per Baldini+Castoldi da Giovanni Maria Flick e da sua figlia Caterina Flick. Al primo si deve il passaggio scelto dalla introduzione, mentre l’avvocata Flick ha curato il capitolo, di cui si propone uno stralcio, su “Tecnologie digitali e norme giuridiche”.
di Monica Serra
La Stampa, 23 gennaio 2023
Le temperature rigide sono solo uno dei problemi: sei decessi su dieci dovuti a incidenti, violenza e suicidi. Sull’asfalto sono rimaste solo poche coperte di lana, qualche cartone. Gli ultimi mesi della vita di Younous Gueye Cherif si sono consumati in questo giaciglio, a cercare riparo dalla pioggia, dal freddo, nel sottopasso Mortirolo, alle spalle di Milano Centrale, con pochi altri clochard, tutti stranieri. Gli irriducibili che a trasferirsi nel dormitorio del mezzanino della stazione non ne volevano, non ne vogliono sapere. Younous avrebbe compiuto 53 anni a marzo se non fosse stato ucciso da un malore nella notte gelida tra sabato e domenica. Morto di freddo. O più probabilmente anche a causa del freddo, perché - come raccontano i volontari dell’associazione City Angels, che ha la sede proprio nello stesso sottopasso - da qualche tempo non stava bene, continuava a dimagrire: “Abbiamo provato a convincerlo ad andare in ospedale, a farsi vedere da un medico. Ma lui non ha mai accettato il nostro aiuto”.
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