di Alessandra Ventimiglia
La Discussione, 19 gennaio 2023
Sempre più gravi le condizioni nelle 17 carceri minorili. Il 2022 è stato un anno difficile per il mondo del carcere: record di suicidi, proteste, incendi dolosi ed evasioni, che non hanno risparmiato neanche gli istituti penitenziari minorili, come il Beccaria di Milano e Casal del Marmo a Roma.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 19 gennaio 2023
Il ministro in Senato si corregge sulle intercettazioni. Sul programma le promesse sono garantiste, ma la maggioranza non lo è affatto. E il Guardasigilli deve rettificare gli annunci e poi smentirsi nei fatti.
di Alessandro De Angelis
huffingtonpost.it, 19 gennaio 2023
Il guardasigilli va in aula e sulle intercettazioni dice il contrario di quello che aveva detto in commissione. Poi cancella trojan e separazione delle carriere. Il ministro, Carlo Nordio è sempre lo stesso. Solo che c’è Nordio 1 che in tv, pochi giorni fa, aveva sentenziato che “i mafiosi non parlano a telefono”. E oggi in Parlamento - in gergo si chiama toppa - ha spiegato, a mo’ di precisazione, che al telefono ci parlano, ma non dei loro reati (tesi che comunque non regge perché proprio dall’ascolto dei sodali di Matteo Messina Denaro si sono trovate le tracce necessarie all’arresto).
di Francesco Grignetti
La Stampa, 19 gennaio 2023
Dalla Lega a Fdi crescono i malumori sulle limitazioni ai pm. Gli spifferi corrono. Le voci di dissidi nella maggioranza si accavallano. Forse la riforma della giustizia e delle intercettazioni, come l’aveva delineata il ministro Carlo Nordio, subirà più di un ripensamento. Specie dopo il successo investigativo di Palermo, con la premier Giorgia Meloni che si precipita in Sicilia, si fa fotografare tra i carabinieri, spiega al mondo come alla figlioletta che “è il successo dei buoni contro i cattivi”, e poi certo non ha alcuna intenzione di entrare in conflitto proprio con i magistrati, eroi positivi di questa vicenda. Perciò da giorni si sente dire nel centrodestra che la riforma delle intercettazioni slitterà a tempi migliori. Qualcuno è esplicito al riguardo. Tommaso Foti, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, inviato a parlare nella trasmissione Agorà, alla domanda se il reato di corruzione sia un reato sul quale bisogna adoperare l’intercettazione come strumento di indagine, ha risposto seccamente: “Sì”. Oppure si ascolti il senatore indicato dalla Lega per intervenire in Aula, Manfredi Potenti: “Si è dimostrato intangibilmente come questo strumento sia indispensabile e insostituibile proprio per la lotta alla criminalità”. E di contro sale il mugugno di Forza Italia, che vedeva dietro l’angolo uno storico successo, con le intercettazioni ridotte al minimo indispensabile, e di nuovo tornate un tabù intoccabile per chi crede in legge e ordine a destra come a sinistra.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 gennaio 2023
Il guardasigilli chiarisce la posizione sugli ascolti. Ma tira dritto: ”La rivoluzione copernicana sull’abuso delle intercettazioni è un punto fermo del nostro programma”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 gennaio 2023
Dalla cattura del mafioso Matteo Messina Denaro allo scivolone sulla nomina dei laici del Csm il passo è brevissimo. La giustizia rimane il settore più scivoloso per il governo Meloni: strumento di propaganda ma anche causa di profondissime divisioni nella maggioranza, dove convivono sensibilità molto diverse. Il diritto penale dà grande visibilità ma anche trascinare in polemiche da emicrania e ne sa qualcosa il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che nella sua relazione al Senato ha dovuto ritornare sul tema delle intercettazioni. Il suo obiettivo è quello di ridimensionarle, riducendo i reati per cui sono consentite, limitando la spesa e bloccandone la pubblicazione.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 19 gennaio 2023
Gli arretramenti in senso anti-garantista della maggioranza di centrodestra possono sorprendere solo chi ingenuamente aveva dato credito a qualche vago proclama liberale di quello schieramento e alla scelta di officiare Carlo Nordio a capo del ministero della Giustizia.
di Gianluca Di Feo
La Repubblica, 19 gennaio 2023
“Nessun mafioso ammette reati al telefono”. Nel difendere davanti al Senato la volontà di limitare le intercettazioni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio è arrivato ad affermazioni paradossali e fuori dal tempo. Non si ricordano casi in cui qualcuno abbia ammesso reati al telefono, mafioso o meno: anche l’ultimo indagato per furto conosce la realtà della sorveglianza telefonica, centrale in dozzine di fiction tv. Se parla, lo fa in maniera allusiva. Questo però non significa che le intercettazioni abbiano perso importanza. Perché i boss e i loro fiancheggiatori hanno bisogno di comunicare. Magari usano le chat online: ad esempio Giuseppe Guttadauro, medico e capo del mandamento di Brancaccio, riteneva che Telegram fosse sicura. Oppure si confrontano tenendo i cellulari spenti o affrontando la conversazione solo in luoghi che reputano inviolabili.
di Gianluca Mercuri
Corriere della Sera, 19 gennaio 2023
Una frenata in realtà è in atto da tempo, perché alla fine è Meloni che comanda. E la cultura della premier, se non si può definire giustizialista è di certo ultra-legalitaria e cozza con il rischio che un allentamento dei bulloni la faccia fare franca a qualcuno.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 19 gennaio 2023
Auspicabile un sussulto bipartisan delle forze politiche (almeno di buona parte di esse) e di una grandissima fetta di magistratura, la quale non ha alcuna voglia di essere tirata dentro guerricciole di fazione.
- Nordio, idee ottime. Il rischio è che restino solo idee
- Altre riforme? Meglio di no. La prudenza del neo eletto al Csm
- Don Ciotti: “A Messina Denaro dico di collaborare. La sua latitanza favorita dalla politica”
- Ilaria Cucchi: “Con le riforme di Nordio non ci sarebbe stato nessun processo per mio fratello”
- “Renato Vallanzasca è seriamente malato, serve una perizia medica”









