di Giampaolo Silvestri*
Corriere della Sera, 17 gennaio 2023
Sulla base di un approccio “multistakeholder” si può creare una relazione fruttuosa tra noi e i Paesi africani. In questi giorni in cui si stilano i propositi di un anno nuovo, vorrei rimettere al centro dell’attenzione il nostro rapporto con l’Africa. È un tema carsico, affiora per emergenze varie, soprattutto legate ai flussi migratori che scatenano slanci opposti - dall’”aiutiamoli” al “respingiamoli” - ma poi scompare sepolto da altra attualità, per tornare ad essere materia di pochi tecnici.
ansa.it, 17 gennaio 2023
L’attivista iraniana Leila Hoseinzade, 32 anni, ha descritto in un post sui social media le terribili condizioni di vita a cui sono sottoposte le detenute nel carcere di Adel Abad a Shiraz, nel centro-sud del Paese, rivelando che a molti prigionieri vengono somministrati sedativi e pillole contro l’ansia, con degli effettivi indesiderati ed inaspettati.
In difesa di Cospito e di tutte le persone segregate in un regime che non ha più ragione di esistere
di Elton Kalica*
Ristretti Orizzonti, 16 gennaio 2023
Venezia è forse l’unica città dove camminare di notte nel freddo non mi mette tristezza. La pioviggine si deposita silenziosamente sullo schermo del cellulare mentre seguo il google maps verso la Calle dei bari. Dopo l’ultima svolta nell’oscurità, le sagome di alcuni ragazzi che fumano sotto la luce sbiadita di una lampadina mi rassicurano di aver trovato l’indirizzo. Saluto e spingo la porticina. Entro. Il locale è caldo. Una ventina di sedie disposte in quattro file. Di fronte un piccolo podio dove stanno conversando alcuni ragazzi. Li raggiungo e mi presento.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 16 gennaio 2023
Il 9 marzo 2020 nel carcere di Rieti è esplosa una violenta rivolta, così come avvenuto in decine di altri istituti italiani. Sono morti tre detenuti ma la Commissione ispettiva costituita dal Dap ha stabilito che la rivolta è stata gestita in modo corretto ed efficace. Il racconto di ex detenuti e di un agente, così come il materiale che abbiamo visionato, gettano molte ombre sulla vicenda.
di Donatella Stasio
La Stampa, 16 gennaio 2023
“Tengo accesa la speranza, la riforma dell’ergastolo ostativo guarda al passato”. “La pietra scartata è diventata testata d’angolo, dice la Bibbia. Significa che anche uno scarto può diventare prezioso per costruire un edificio e che, quindi, la speranza non va mai perduta. Io non sono cattolico ma questa frase mi ha ossessionato per mesi quando vinsi il concorso in magistratura. Era il 2015, avevo 32 anni e dovevo scegliere cosa fare. Quelle parole mi martellavano nella testa, giorno e notte, finché pensai che mi stessero indicando la strada. Oggi ho 40 anni, vivo e lavoro tra Secondigliano e la Terra dei fuochi e continuo a fare il giudice degli “scarti” perché credo nella speranza. Quella a cui la riforma dell’ergastolo ostativo sembra aver chiuso la porta aperta dalla Corte costituzionale, e che ora spetta a noi giudici di sorveglianza tenere aperta, riempendo di senso costituzionale le parole non proprio cristalline della nuova legge”.
di Adriana Logroscino
Corriere della Sera, 16 gennaio 2023
Il viceministro alla Giustizia: “No a salti nel vuoto, serve un’operazione verità sulle critiche alla legge”. “Non ho mai visto una riforma immediatamente perfetta. Al ministero stiamo lavorando su due soli correttivi. Le altre ipotesi circolate sono opinioni personali”. Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia, esponente di lungo corso di Forza Italia, già sottosegretario nel governo Draghi, difende la riforma Cartabia. O, come rivendica, “faccio un’operazione verità”.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 gennaio 2023
L’esponente del Terzo Polo attacca via Arenula: “Nel decreto Rave c’era già la proroga di due mesi della riforma penale di Cartabia, ma stranamente, senza l’allarme mediatico, hanno previsto solo venti giorni in più per presentare la querela, ma non sono entrati nel merito dei reati, mafia compresa”.
di Alessandro Mantovani
Il Fatto Quotidiano, 16 gennaio 2023
Giorni fa l’avvocato Fabio Anselmo, a Cosenza, ha fatto ascoltare in aula la registrazione di una conversazione rubata ad alcuni testimoni del ritrovamento del cadavere del calciatore Denis Bergamini, morto in circostanze poco chiare nel lontano 1989. Solo oggi si celebra il processo all’ex fidanzata, Isabella Internò, accusata di omicidio volontario. “Ma con la riforma Cartabia - spiega Anselmo - non si sarebbe mai arrivati al dibattimento.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 16 gennaio 2023
Oliviero Mazza, docente di diritto processuale penale all’Università “Milano-Bicocca”, esprime il suo punto di vista. “Si tratta di una riforma che non semplifica, complica, formalizza. Ci sono delle criticità anche sulle impugnazioni”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 16 gennaio 2023
Si riaprono le indagini sul caso di Emanuela Orlandi, a 40 anni dalla sua scomparsa. Perché le inchieste eterne appassionano l’Italia ma sono un virus dello stato di diritto. Procure, media, bar sport del complottismo: la tesi, di un vecchio magistrato con uso di mondo.
- Un sistema giudiziario sordo alle critiche
- Rivoluzione digitale? Passi in avanti, ma non cantiamo vittoria
- “L’era del faldone sta per tramontare, entro la fine dell’anno i procedimenti civili saranno digitalizzati”
- I reati contro le donne vanno riconosciuti come tali: solo così si possono prevenire
- Per il detenuto al 41-bis una sola foto all’anno con la figlia









