di Giuliana Sgrena
Il Manifesto, 25 dicembre 2022
Intervista a Samia Walid dell’associazione femminista Rawa: ”Ci reprimono con prigione e tortura, ci vietano scuola e lavoro. Il non riconoscimento internazionale del governo islamista di Kabul è la richiesta della maggioranza degli afghani: lo consideriamo un gruppo terrorista”. Le donne afghane non sono disposte ad accettare l’ultima decisione oscurantista del regime dei taleban, la chiusura delle università.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 24 dicembre 2022
Le feste sono fatte per ritrovarsi, rivedersi, accorciare le distanze, in qualche caso riappacificarsi. Però oggi in carcere una persona detenuta ci ha fatto pensare quando ci ha detto: “Poter telefonare ogni giorno a casa aveva aiutato la mia famiglia a ritrovarsi. Ora ritornare da una telefonata al giorno a una telefonata a settimana di dieci minuti significa riperdersi. Questo fine anno lo ricorderemo con i miei cari per esserci persi di nuovo”.
di Giulia Merlo
Il Domani, 24 dicembre 2022
Dopo due anni di pandemia il sistema carcerario ha tutti i problemi di prima, aggravati dal silenzio della politica. Sovraffollamento, 82 suicidi in un anno, poche speranze di reinserimento sociale. Il primo Natale in carcere dopo le due anni di restrizioni per il covid è un ritorno alla normalità, per questo non c’è nulla da festeggiare.
di Stefano Anastasìa*
Il Riformista, 24 dicembre 2022
Sono già stati contattati: la notte di San Silvestro, invece di prepararsi al brindisi di fine anno, dovranno presentarsi in carcere per la loro prima notte nel vecchio regime, quello di prima della pandemia, di giorno liberi, di notte detenuti, “semiliberi” appunto. Per due anni e mezzo si è sperimentata l’ammissione di centinaia di persone a una sorta di libertà vigilata, sotto controllo dell’ufficio di esecuzione penale esterno e supervisione del magistrato. Nella stragrande maggioranza dei casi, queste persone hanno ripagato la fiducia che è stata loro data, comportandosi correttamente e dimostrando di essere pronte per un reinserimento pieno nella vita civile. E ora li riportiamo a dormire in carcere come se nulla fosse stato?
di Simona Musco
Il Dubbio, 24 dicembre 2022
La presidente del Cnf Maria Masi e il Garante Mauro Palma al governo: “Basta logica carcerocentrica”. Oggi un altro suicidio a Bergamo: si è tolto la vita inalando il gas del fornelletto. L’ultimo suicidio è di ieri: un uomo di 49 anni è morto nella sua cella a Bergamo, dopo aver inalato il gas del fornelletto in dotazione. Giovedì, invece, Giovanni Carbone si è tolto la vita a Lanciano. Un gesto annunciato, dopo aver chiarito al gip che il suo intento era rivolgere l’arma contro se stesso, dopo aver ucciso la compagna.
di Silvia Lucchetti
it.aleteia.org, 24 dicembre 2022
La nostra intervista alla dottoressa Susanna Marietti, coordinatrice nazionale dell’associazione Antigone: “in carcere entrano sempre più persone disperate ed emarginate, e le sbarre non fanno altro che esasperarne la sofferenza”.
di Luigi Alfonso
vita.it, 24 dicembre 2022
Maria Grazia Caligaris, a nome dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, conduce una battaglia in nome di coloro che, pur avendo chiuso i conti con la giustizia e avendo evitato di ricadere in tentazione, non potranno beneficiare del provvedimento che sostiene le persone in difficoltà economica.
di Luigi Manconi
La Stampa, 24 dicembre 2022
Negli anni decine di bambini sono nati in cella, privati del loro tempo. Meno minori detenuti: siamo solo all’inizio ma la strada è giusta. C’è una dimensione della nostra società - un luogo preciso, delimitato da un perimetro definito - dove la percezione del tempo è completamente alterata. Quel luogo è il carcere.
di Domenico Forgione
Il Dubbio, 24 dicembre 2022
“Inalando il gas della bomboletta di un fornellino, pochi giorni fa, Giulio ha deciso di farla finita, nella sezione dei comuni. Con l’avvicinarsi di una ricorrenza, per i più fragili tutto diventa più opprimente e qualcuno finisce per lasciarsi sopraffare dalla disperazione”.
di Annalisa Cuzzocrea
La Stampa, 24 dicembre 2022
Emanuele, le coltellate durante una rissa e la rinascita nel carcere minorile. “Ora so perché ho commesso quello sbaglio. E ho capito come rimediare”.









