Se il referendum fosse solo un voto sul Governo Meloni quale sarebbe l’idea di riforma dei contrari?
di Massimo Donini
L’Unità, 24 dicembre 2025
La politica della giustizia del governo Meloni è stata pessima. Ma il referendum non sarà su questo. La separazione comporta dei rischi nella giurisdizione, ma è l’unico modo per spezzare l’immobilità e l’arroganza di una parte della magistratura. È venuto il momento di dire che se questo referendum confermativo sulla cosiddetta separazione delle carriere si riducesse a un giudizio sul governo in carica, essendo comunque un giudizio sulla sua politica della giustizia penale, si dovrebbe votare sicuramente no. Io non ricordo un governo peggiore, neanche quello gialloverde dei tempi di Conte-Salvini. Questa è una valutazione grave, ma non apodittica, perché non ha bisogno di molte esemplificazioni.
di Luca Pons
fanpage.it, 24 dicembre 2025
Enrico Grosso è il presidente del comitato per il No lanciato dall’Anm (Associazione nazionale magistrati) per il referendum sulla riforma della giustizia del governo Meloni. Grosso ha detto a Fanpage.it di aver sottoscritto la nuova raccolta firme per il referendum, che potrebbe allungare i tempi del voto, e ha spiegato le ragioni del No. L’anno prossimo, gli italiani saranno chiamati a votare a un referendum costituzionale che boccerà o promuoverà la riforma della giustizia varata dal governo Meloni. Tre i punti principali: separazione delle carriere di giudici e pm, sdoppiamento del Csm e nascita di una nuova Alta corte disciplinare. Fanpage.it ha intervistato Enrico Grosso, costituzionalista che presiede il Comitato nazionale a difesa della Costituzione. Si tratta del comitato per il No creato dall’Anm (l’Associazione nazionale magistrati, contraria alla riforma) per avere una rappresentanza ‘laica’ nel dibattito ed evitare che le toghe dovessero esporsi in prima linea.
di Sara Scarafia
La Repubblica, 24 dicembre 2025
Il presidente Sergio Mattarella ha firmato lunedì cinque nuovi decreti: dall’inizio del suo secondo mandato è arrivato a quota 32. “Se la legge non fa giustizia, resta la giustizia come istanza superiore. Senza, il diritto è un abuso. La grazia in questo caso non è solo un atto di benevolenza, ma un supplementum iustitiae”. Il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky aveva già preso posizione sul caso di Alaa Faraj, trentenne, studente di ingegneria, che due giorni fa ha ricevuto la grazia parziale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Accusato di essere uno degli scafisti della traversata dell’agosto del 2015 durante la quale morirono 49 persone soffocate dentro la stiva, Faraj è stato condannato a trent’anni e ne ha già scontati dieci. Ma le prove a suo carico erano deboli. Zagrebelsky aveva raccontato il suo caso dalle colonne di Repubblica a partire dal libro che il giovane scappato da Bengasi ha scritto in carcere, Perché ero ragazzo (Sellerio).
di Valeria D’Autilia
La Stampa, 24 dicembre 2025
La storia di Christian Lozito, imprenditore barese. Il caso archiviato perché il fatto non sussiste: “Coltivo canapa e ho sempre fatto le analisi, ho ancora gli incubi per quello che mi è successo”. “Sono stato in carcere e, di notte, ho ancora gli incubi. E per cosa? Per un prodotto sul quale faccio regolarmente fatture e pago le tasse?”. Christian Lozito, imprenditore barese incensurato, ha vissuto quattro giorni in cella con l’accusa di detenzione e traffico di cannabis illegale. Ora il procedimento penale è stato archiviato. Perché il fatto non sussiste. Ma restano la rabbia e l’amarezza. “Su ogni coltivazione, ho sempre fatto regolarmente analisi, ho vinto dei premi e un bando per la ricerca e l’innovazione sulla canapa, ho collaborato con l’università e la regione Puglia. Poi cambia il governo e mi ritrovo in carcere. Neanche fossimo in un Paese del Terzo Mondo”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 24 dicembre 2025
Non c’è incompatibilità per il magistrato che deve giudicare in sede cautelare la stessa questione di diritto anche se si tratta di misure personali senza distinzione da quelle reali su cui esplicitamente si era già espressa la Consulta. Non c’è incompatibilità per il magistrato che deve giudicare in sede cautelare la stessa questione di diritto anche se è stata in precedenza risolta in modo non conforme alla legge. Come spiega la Cassazione con la sentenza n. 41418/2025 l’incompatibilità non sussiste in caso di ordinanze annullate in materia cautelare sia reale sia personale. Sul punto la Cassazione fa rilevare come nel giudizio di rinvio, quando l’annullamento è in sede di legittimità, non venga individuato il giudice come persona fisica diversa a differenza di quando invece l’annullamento riguardi una sentenza che ha definito nel merito la causa.
di Libero Red Dolce
Il Tirreno, 24 dicembre 2025
Il carcere si prende i più deboli. Una donna incinta al settimo mese attende in una cella. Condannata a una pena di soli otto mesi (quasi nessuno entra in carcere per un periodo così limitato), nessuno ha fatto istanza per una misura alternativa. Affronterà il parto in carcere. Il corpo di una ragazza di 26 anni viene ritrovato senza vita nella sua cella a Sollicciano. È il 7 settembre. Sul muro lascia una scritta, “Elena vi saluta”. Le rimaneva da scontare un anno. Come lei, altri quattro detenuti, solo quest’anno, sceglieranno il buio piuttosto che la prigionia nelle carceri toscane. Gli ultimi due casi sono cronaca degli ultimi giorni: un uomo di 31 anni muore nel sonno per un malore a Livorno, un altro, in attesa di giudizio, si uccide in cella a Pistoia. Quest’ultimo caso, all’interno di una struttura considerata tra le “meno peggio” della regione.
di Giampaolo Cassitta
giampaolocassitta.it, 24 dicembre 2025
Con Domenico Arena, attuale Provveditore regionale alle carceri sarde, ho collaborato quando entrambi eravamo impegnati nel Dipartimento di Giustizia Minorile e lo conosco personalmente: la sua passione, il rigore e la visione trattamentista per tutto ciò che concerne il pianeta carcere non sono mai retorica, ma esperienza quotidiana e responsabilità concreta. Mi ha meravigliato l’intervista comparsa oggi sull’Unione Sarda, per il coraggio intellettuale con cui Arena ha precisato passaggi che la stampa mainstream spesso ingarbuglia.
di Vincenzo Brunelli
Corriere della Sera, 24 dicembre 2025
L’aggressore era già stato condannato per un delitto simile. Da qui la decisione del giudice di condannare l’amministrazione penitenziaria, e quindi il ministero della Giustizia, a versare un risarcimento alla famiglia del 61enne. Nel 2019 aveva ucciso un detenuto, compagno di cella, colpendolo ripetutamente con uno sgabello, ma i medici erano stati chiari e perentori e l’uomo doveva essere in cella da solo e non con altri detenuti. Ora il Tribunale civile di Roma ha condannato il ministero di Giustizia a pagare oltre 1 milione e 200 mila euro di risarcimento danni ai familiari di Giovanni Delfino, 61enne all’epoca del decesso.
di Andrea Cittadini
Giornale di Brescia, 24 dicembre 2025
Un ex detenuto ha scritto al Capo dello Stato: “Il sovraffollamento è una pistola alla tempia e a Natale è tutto più pesante. Anche la messa diventa un privilegio”. Quattro pagine scritte a mano perché “in questo periodo dell’anno, caro mio Presidente, i detenuti bresciani e di tutta Italia sono soli, soli dentro”. Mittente è un ormai ex detenuto che, tra Verziano e Canton Mombello, sta finendo di scontare la pena, “oggi - racconta - sono ancora in affidamento in prova, ma fino a non molto tempo fa mi trovavo recluso presso gli istituti penitenziari bresciani”. Destinatario, il Capo dello Stato Sergio Mattarella, al quale ogni Natale - da qualche tempo a questa parte - viene inviata una lettera da chi vive dietro le sbarre a Brescia.
confartigianato.ch.it, 24 dicembre 2025
Facilitare il reinserimento sociale e lavorativo, con il fine ultimo di contrastare il fenomeno della recidiva. Con questi obiettivi si è svolto nella Casa circondariale di Lanciano il Corso per l’installazione e la manutenzione di Impianti elettrici civili - livello base, rivolto a un gruppo di 16 detenuti. Avviato il 13 ottobre e concluso nei giorni scorsi, il percorso formativo si è sviluppato su 60 ore complessive, offrendo competenze tecnico-professionali fondamentali per un settore ad alta richiesta occupazionale come quello elettrico. Il corso è stato erogato da Academy ForMe, la scuola di formazione di Confartigianato Chieti, in collaborazione con New Energy Srl e Omnia Servitia Srl, realtà imprenditoriali che hanno messo a disposizione competenze, esperienza e professionalità.
- Siena. “Ne vale la pena”: bilancio positivo per il progetto di reinserimento
- Foggia. Dalla terra al reinserimento: l’esperienza agricola nel carcere
- Ferrara. C’è un posto per i detenuti: “La cena, poi il Vangelo”. Viale K dona speranza
- Milano. Doni ai figli dei detenuti grazie all’iniziativa di Gruppo Bluvacanze e MSC Foundation
- Palermo. “Qui lo Stato deve fare di più condizioni non da uomini civili”










