Il Mattino, 18 novembre 2025
Nella serata di venerdì 21 novembre, al Circolo dell’Unione in via San Carlo 99 a Napoli, ci sarà un dialogo fra addetti ai lavori sul tema: “Carcere e detenuti: dalla funzione rieducativa a quella riabilitativa della pena”, nella prospettiva di una giustizia che tenda soprattutto a reinserire pienamente, una volta scontata la pena, le persone detenute nella comunità degli uomini liberi. Dopo i saluti del Presidente del Circolo Nazionale dell’Unione Avv. Giuliano Buccino Grimaldi, ad aprire la discussione sarà Aldo Policastro, procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli. Seguiranno, moderati da Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello di Napoli, i diversi interventi.
csiroma.it, 18 novembre 2025
Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, Università Europea di Roma, Rete Sport & Legalità e CSI Roma presentano un convegno sul ruolo della pratica sportiva nelle carceri per promuovere educazione e qualità della vita. Mercoledì 19 novembre, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso l’Aula Magna dell’Università Europea di Roma, si terrà il convegno dal titolo “La funzione rieducativa della pena e il valore dello sport nel trattamento penitenziario”. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport, dall’Università Europea di Roma, dalla rete di magistrati “Sport e Legalità” e dal Centro Sportivo Italiano CSI-Roma, nasce con l’intento di offrire un’occasione di riflessione condivisa sui temi della giustizia, della dignità umana e dei percorsi di recupero, inserendosi nel più ampio contesto dell’Anno Giubilare e della missione formativa e sociale dell’università.
stampareggiana.it, 18 novembre 2025
Sono aperte le iscrizioni per partecipare allo spettacolo “Una vite è caduta a terra”, l’opera interamente scritta e realizzata dai detenuti del reparto maschile degli Istituti penitenziari di Reggio Emilia, in programma il prossimo 12 dicembre alle 18.30. Lo spettacolo “Una vite è caduta a terra”, realizzato insieme alla Compagnia teatrale MaMiMò, rientra tra le attività promosse da Comune di Reggio Emilia e Istituti penitenziari di Reggio Emilia nell’ambito del progetto triennale “Territori per il reinserimento Emilia-Romagna”, finanziato da Cassa delle Ammende e Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con il Ministero dell’Interno e il Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, nell’ambito del festival Trasparenze di Teatro Carcere, percorso tra gli spettacoli del Coordinamento Teatro Carcere Emilia -Romagna, formato delle compagnie che operano con progetti teatrali nelle carceri della regione Emilia-Romagna.
di Riccardo Arena
La Stampa, 18 novembre 2025
Una fila di 62 sedute porterà il nome (e la storia) di personaggi che hanno perso la vita per mano della criminalità organizzata: “Siamo un luogo di arte ma anche di coscienza”. Una città, un teatro: Firenze e il Puccini, dove da oggi, martedì 18 novembre, una fila di poltrone sarà dedicata a 62 vittime delle mafie, per un ricordo permanente di chi ha perso la vita per mano della criminalità organizzata, nel nome di una resistenza collettiva che il capoluogo toscano vive attraverso il teatro che sorge in zona Cascine. Il numero di ciascuno dei 62 posti a sedere dedicati sarà accompagnato dal nome di una vittima, che verrà riprodotto anche sul biglietto di ingresso; ci sarà pure un QR code che rimanderà a una pagina web in cui si parla del personaggio chiamato in causa.
milanotoday.it, 18 novembre 2025
I due rapper hanno avuto la possibilità di dialogare con gli ospiti della casa circondariale per un progetto finanziato da una cosa discografica: di cosa si tratta. La musica come strumento di sensibilizzazione e di riscatto sociale è arrivata nel carcere di Monza tramite due ospiti d’onore: i rapper Emis Killa e Lazza, al secolo Emiliano Giambelli e Jacopo Lazzarini. La visita è avvenuta venerdì nell’ambito del progetto “Free for music”: l’iniziativa finanziata dall’etichetta discografia Orangle Record avvenuta con la supervisione di Paolo Piffer, consigliere comunale per il gruppo Civicamente, che da sempre conosce il mondo delle carceri, lavorandoci come educatore.
Il Messaggero, 18 novembre 2025
Verifiche dirette negli uffici giudiziari per confermare la misura che sostituisce da due anni il reddito di cittadinanza. L’Inps ha avviato una nuova procedura di controllo per contrastare le irregolarità nell’erogazione dell’Assegno di inclusione (Adi), il contributo economico destinato alle persone considerate “inabili al lavoro” e in condizione di svantaggio. La misura, in vigore da circa due anni al posto del Reddito di cittadinanza, prevede che possano beneficiarne anche soggetti sottoposti a misure alternative alla detenzione, come ex detenuti, persone in semi-libertà o inserite in comunità di recupero.
di Francesca Schianchi
La Stampa, 18 novembre 2025
A sei anni dalla prima sentenza della Corte Costituzionale, la discussione è ferma in Senato: si aspetta una nuova decisione sul testo approvato in Toscana. Chi l’ha più vista una legge sul fine vita? La chiese la bellezza di sei anni fa la Corte costituzionale: tre governi, due legislature e infinite, inconcludenti chiacchiere dopo, siamo ancora alle battute iniziali. E ora, per paradosso, il suo destino è appeso ancora una volta a una sentenza della Consulta. Già, perché una proposta c’è, giace in Senato, scritta dalla destra e parecchio contestata dalle opposizioni: solo che è congelata. Formalmente in attesa di un imprescindibile parere della commissione Bilancio: in realtà, anche e soprattutto della decisione che la Corte prenderà, da qui a fine mese, in merito al testo approvato dalla regione Toscana e impugnato dal governo.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 18 novembre 2025
Non è dato sapere perché l’abbiano fatto, Alice ed Ellen. Di scegliere il suicidio assistito insieme dopo una lunga vita trascorsa insieme, sopra il palco e fuori dal palco. Certo è che doveva esserci, fra loro e con chi a loro è stato più vicino in vita, un cerchio degli affetti tanto stretto quanto tenace, e chissà quanto si sono immaginate e quanto si sono parlate di quelle ceneri che hanno chiesto di tenere tutte insieme, loro due e la mamma e il cagnolino. Ma noi non dobbiamo né vogliamo entrare in quel loro mondo intimo e prezioso. Così come non dovremmo entrare nel perché del gesto che le ha portate ieri via alla vita, insieme, dopo 89 anni trascorsi insieme - da gemelle, sorelle, persone che si sono volute bene. Questo confine fra il gesto, la loro scelta di morire, e il perché di questa scelta è proprio ciò che definisce il diritto civile cui le gemelle Kessler hanno potuto disporre nel loro Paese e che per altro verso avrebbero fatto molta fatica ad “ottenere” qui in Italia.
di Frank Cimini
L’Unità, 18 novembre 2025
Siamo ben oltre lo sfruttamento dei lavoratori immigrati. L’operazione anti caporalato della procura di Catania con tre persone arrestate perché li costringevano a vivere nel degrado, tra i topi, senza servizi igienici e con paghe da un euro e 26 centesimi l’ora, dice che si può parlare di riduzione in stato di schiavitù anche se l’accusa non viene formalmente contestata. Le accuse sono tratta di esseri umani, intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e atti di crudeltà su animali. Il giudice delle indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere. Le indagini hanno consentito di individuare alcuni cittadini stranieri assistiti da associazioni anti-tratta. I rapporti di collaborazione tra queste associazioni, la polizia e la procura rappresentano la chiave di volta di una efficace strategia contro i moderni schiavisti, spiega il capo dei pm catanesi Francesco Curcio. Approfittando dello stato di necessità in cui versava un cittadino marocchino i tre poi arrestati lo inducevano a trasferirsi dalla Francia a Ramacca.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 18 novembre 2025
Lo rivela un rapporto della ong israeliana “Medici per i diritti umani”. I crimini peggiori commessi nel centro di detenzione di Sde Teiman nel Neghev. Novantotto prigionieri palestinesi morti negli ultimi due anni. È il dato più alto degli ultimi decenni di decessi tra i palestinesi rinchiusi nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani. Questo numero include 94 casi documentati tra il 7 ottobre 2023 e l’agosto 2025 e altri quattro registrati tra ottobre e novembre. Queste e altre cifre, pubblicate ieri da Medici per i diritti umani (Phri) nel rapporto “Deaths of Palestinians in Israeli custody: enforced disappearances, systematic killings and cover-ups”, fotografano un sistema carcerario che, già criticato e sotto accusa prima del 7 ottobre 2023, ha mostrato con l’inizio della reazione di Israele all’attacco di Hamas un’escalation senza precedenti. Phri sottolinea che la maggioranza dei palestinesi provenienti da Gaza e deceduti in detenzione non era classificata dalle stesse autorità israeliane come combattente: erano semplici civili. Inoltre, questi dati lanciano l’allarme sui rischi in carcere per gli altri prigionieri, alla luce anche della politica del pugno di ferro nelle prigioni di massima sicurezza voluta dal ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir, promotore di una proposta di legge per la condanna a morte dei “terroristi palestinesi”.
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