di Anna Maselli
Corriere del Veneto, 18 novembre 2025
Kaja Kallas: “Stiamo affiancando il governo”. I Verdi: “Tajani si svegli e faccia come Parigi”. Caso Trentini, si muove l’Unione Europea. La vicepresidente della Commissione europea Kaja Kallas ha confermato l’impegno delle istituzioni per la liberazione di Alberto Trentini, l’operatore umanitario originario del Lido di Venezia e arrestato in Venezuela 368 giorni fa. Dopo l’accorato (e polemico) appello lanciato dalla madre Armanda Colusso sabato mattina da Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, giunge a stretto giro la risposta di Bruxelles: “Accogliamo con favore la risposta dell’alta rappresentante Kaja Kallas”, dicono i deputati dei Verdi Cristina Guarda, Ignazio Marino, Leoluca Orlando e Benedetta Scuderi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 17 novembre 2025
I disordini al Bassone di Como rivelano un sistema penitenziario al limite, tra sovraffollamento, tensioni continue e personale insufficiente. ma il governo risponde con nuove pene e nessun intervento. Pochi giorni fa, al carcere Bassone di Como, oltre centocinquanta detenuti hanno preso il controllo dell’istituto per diverse ore. Una rivolta partita al mattino da un tentativo di evasione, poi degenerata in protesta violenta che ha coinvolto due sezioni intere. Tre agenti feriti, uno forse preso in ostaggio prima di mettersi in salvo. Un detenuto straniero di ventiquattro anni schiacciato tra i battenti di un cancello, portato via in codice rosso con una sospetta lesione spinale. Fuori dal carcere il cordone di sicurezza interforze. Dentro, il caos. Poi l’intervento del Gruppo di Intervento Regionale da Milano, il ritorno alla normalità verso le otto di sera, le ambulanze che rientrano. E il sindacato di polizia penitenziaria che parla di “situazione molto grave” e chiede “interventi immediati” dagli organi ministeriali.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 novembre 2025
“Bene così!”, twitta entusiasta Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, il cui spirito, per quanto traslocato nella sede di un altro ministero, sembra ancora radicato nel Viminale. La causa di questa esultanza è una notizia che rimbalza rapidamente sui suoi social: l’arresto di una donna di 24 anni, di origine slava, accusata dalla procura di Venezia di borseggiamento. Una donna incinta, per di più. Il post, accompagnato da un simbolico applauso virtuale, non manca di mostrare l’immancabile immagine a corredo di tutti i suoi tweet: una foto, realizzata con intelligenza artificiale, che ritrae il pancione di una donna, mentre la stessa tiene in mano un portafogli e un cellulare, quasi esibendoli con fare provocatorio.
di Milena Gabanelli
Corriere della Sera, 17 novembre 2025
Quindici nuovi reati, ma agenti sottorganico (e pene inapplicabili): cosa si sta facendo davvero contro la criminalità? È il 6 novembre e Giorgia Meloni consegna ai social la sua irritazione per le critiche rivolte al governo che non avrebbe investito nulla sulla sicurezza: “Negli ultimi tre anni abbiamo già assunto circa 37.400 agenti nelle Forze di Polizia e prevediamo, da qui al 2027, altre 31.500 assunzioni. Abbiamo sbloccato investimenti fermi da tempo e potenziato mezzi, strutture e tecnologie, previsto strumenti più rapidi ed efficaci e introdotto pene più severe”.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 17 novembre 2025
Nel 2024 le denunce salgono a 2,38 milioni: furti, rapine e violenze sessuali in crescita, minori sempre più coinvolti. Aumentano i delitti denunciati in Italia: nel 2024 sono stati 2.38 milioni, dato che segna un aumento dell’1,7% rispetto al 2023 e del 3,4% dal 2019 e, pur rimanendo inferiore dalle cifre di dieci anni fa di 15 punti percentuali, segna il quarto anno consecutivo di aumento delle denunce e il secondo in cui sono superati i livelli pre-pandemici. A delineare il quadro relativo alla sicurezza in Italia sono le statistiche della banca interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, fornite in esclusiva al Sole 24 Ore nell’ambito del rapporto annuale sulla qualità di vita.
di Errico Novi
Il Dubbio, 17 novembre 2025
È un governo di destra. Così lo definiscono, o almeno lo considerano, le prime linee di FdI e Lega. Dovrebbe dunque tenere, per “statuto”, all’immagine del Paese, o della “Nazione”, comunque vogliamo definire l’Italia. Bene. Siamo sicuri che un simile, indispensabile prerequisito di qualsiasi destra sia compatibile con un altro ricorrente assioma delle politiche conservatrici, vale a dire l’investimento sulla sicurezza a colpi di nuovi reati e pene continuamente al rialzo? Il quesito sembra legittimo. Perché l’Italia come “Paese insicuro”, infestato dall’illegalità, dalla corruzione come dai criminali di strada, quest’idea sotterranea e spesso sfacciata, stride in modo clamoroso con la difesa dell’interesse nazionale. Ed è semplice spiegare perché, a cinque mesi dalla definitiva conversione in legge dell’ennesimo decreto sicurezza (il numero 48 del 2025).
di Valeria Valente*
Il Dubbio, 17 novembre 2025
Le città italiane sono più insicure, anche se al governo c’è il centrodestra da ormai tre anni, che ha fatto della sicurezza, nella teoria, il suo cavallo di battaglia. Secondo la banca dati interforze del Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, nel 2024 i reati hanno fatto registrare un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente, con un incremento ancora più rilevante (+3,84%) della microcriminalità di strada, come le rapine ma anche la violenza sessuale (+7,5%) e i furti, anche in appartamento (+4,9%). Roma, Milano e Firenze occupano il podio del nuovo indice della criminalità del Sole 24 ore, perché è nelle prime tre grandi città italiane che si concentra il 23,5% dei 2,38 milioni di illeciti rilevati. È dunque allarme sicurezza, come farebbe pensare il discorso pubblico dell’Esecutivo Meloni e soprattutto il suo continuo ricorso a nuove fattispecie penali?
di Marica Fantauzzi
Il Dubbio, 17 novembre 2025
Create per limitare l’accesso a determinate aree per soggetti considerati pericolosi, sono al centro di una crescente contestazione giuridica e sociale. In Italia esistono intere aree urbane sottratte alla libera circolazione delle persone. O meglio, di alcune persone. La piazzetta di periferia o la via principale di un quartiere possono essere interdette a soggetti considerati pericolosi, tanto da predisporne l’allontanamento. Dal 2024 le zone rosse possono essere attivate dal prefetto, teoricamente per un periodo di tempo limitato e per ragioni straordinarie, in quartieri considerati problematici poiché segnati da episodi di microcriminalità.
di Anna Foti
ilreggino.it, 17 novembre 2025
La magistrata di sorveglianza Cinzia Barillà spiega: “A noi la responsabilità di valutare, alla comunità quella di accogliere e di offrire opportunità. Solo così garantiremo alla persona di riscattarsi e di tornare libera migliore di come è entrata in carcere”. “La possibilità di avere un riscatto sociale e di mettersi alla prova con un’attività lavorativa fuori dal carcere consente a loro di guardare oltre quel periodo di detenzione, ad un futuro più concreto di riscatto quando poi usciranno, e garantisce il recupero della libertà a persone che, dopo avere commesso un reato, tornano in società migliori di come sono entrate in carcere”.
catanzarochannel.it, 17 novembre 2025
L’iniziativa è frutto di un protocollo d’intesa con l’associazione “Un raggio di Sole”. L’obiettivo è formare professionalità in vista del ritorno in società. È stato firmato nei giorni scorsi un protocollo d’intesa tra l’associazione “Un Raggio di Sole”, presidente Piero Romeo, e l’Istituto Penale Minorile “Sandro Paternostro” di Catanzaro, direttore Francesco Pellegrino, per l’avvio del progetto, previsto domani, dal titolo “Libertà e Legalità” - Pizzaiolo.
- Andria (Bat). Detenuti al lavoro nella produzione d’olio d’oliva
- Andria (Bat). Il progetto “Senza Sbarre” giunge a Trento, illustrato ai volontari delle carceri
- Trieste. Il giornalismo che entra in carcere: gli eventi del Premio Luchetta 2025
- Latina. Concerti e percorsi educativi in carcere per costruire comunità
- Milano. “Un giorno tra i detenuti, fianco a fianco: ho capito di avere le loro stesse domande”










