di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 13 novembre 2025
Nuovo siluro contro il protocollo. E stavolta può essere quello definitivo. La corte d’appello di Roma ha operato un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue che mina alla radice l’operazione di Meloni. Il 5 novembre 25, La Corte di Appello di Roma - sezione prot. internazionale, dovendo decidere su una richiesta di convalida del trattenimento di un cittadino marocchino che aveva presentato una domanda di asilo nel centro di Gjader in Albania, ha deciso di operare un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) in quanto “dubita che vi fosse la competenza dell’Italia a stipulare il cd protocollo Italia-Albania” e comunque la Corte “dubita, in ogni caso, della conformità di talune disposizioni del protocollo con il diritto dell’Unione”.
di Ferruccio Pinotti
Corriere della Sera, 13 novembre 2025
L’Organizzazione internazionale per le migrazioni segnala un nuovo disastro umanitario. Sono 61.482 gli sbarchi dall’inizio dell’anno. Medici Senza Frontiere annuncia una nuova nave di ricerca e soccorso. Stando a quanto riferito dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), almeno 42 persone risultano disperse dopo che un gommone si è capovolto, l’8 novembre scorso, al largo delle coste libiche. “L’8 novembre le autorità libiche hanno condotto un’operazione di ricerca e soccorso in seguito al capovolgimento di un gommone nei pressi del giacimento petrolifero di Al Buri”, situato 120 chilometri a nord della costa libica.
di Giorgio Ferrari
Avvenire, 13 novembre 2025
Baerbock, presidente dell’Assemblea generale: “Mentre assistiamo ad atrocità che sconvolgono la coscienza, c’è chi cerca di minare la credibilità della Cpi”. “Le pressioni e le sanzioni contro la Corte penale internazionale (Cpi) costituiscono attacchi ai principi stessi del diritto internazionale, indeboliscono lo stato di diritto e minano la fiducia nelle istituzioni internazionali”. A denunciarlo è la presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la tedesca Annalena Baerbock già ministra degli Esteri, alla presentazione del rapporto annuale del tribunale dell’Aia.
di Angela Napoletano
Avvenire, 13 novembre 2025
Il nodo immigrazione al centro dell’assemblea della Chiesa americana. Lanciata l’iniziativa “Non sei solo”. “La determinazione inflessibile a effettuare deportazione di massa e a limitare l’immigrazione irregolare, combinata ai finanziamenti senza precedenti per l’applicazione delle relative leggi, ha creato una situazione mai vista prima. I nostri fratelli e le nostre sorelle immigrati, dagli irregolari ai cittadini naturalizzati, vivono in uno stato di profonda paura”. È il bilancio del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca messo a punto dal vescovo di El Paso, Mark Seitz, nelle vesti di presidente uscente della Commissione per l’immigrazione della Conferenza episcopale americana, condiviso nel corso dell’assemblea annuale in corso a Baltimora. La stessa che, martedì, ha eletto l’arcivescovo Paul Coakley come nuovo presidente. La stretta sui migranti ha tenuto banco all’evento interrogando i vescovi sulla legittimità della difesa dei confini ma anche sulle difficoltà da affrontare per continuare a portare conforto alle comunità, in particolare quella sudamericana, prese di mira dall’amministrazione Trump.
Algeria. Finisce il calvario di Boualem Sansal, lo scrittore è stato scarcerato per motivi di salute
di Danilo Ceccarelli
La Stampa, 13 novembre 2025
Era stato condannato a 5 anni di carcere perché ritenuto “minaccia all’unità nazionale”. Arriva al termine di un calvario durato un anno la liberazione dello scrittore franco-algerino Boualem Sansal, uscito dalle carceri del suo Paese natale dopo la grazia accordatagli dal presidente Abdelmadjid Tebboune. Cruciale la mediazione della Germania, con il capo dello Stato tedesco Frank-Walter Steinmeir che proprio lunedì aveva lanciato un appello alla scarcerazione dell’intellettuale 81enne, in prigione nonostante un cancro alla prostata per scontare una condanna per “minaccia all’unità nazionale”. Una richiesta alla quale Tebboune “ha risposto favorevolmente”, ha fatto sapere la presidenza algerina, che dando la notizia ha sottolineato come siano stati i tedeschi ad occuparsi “del trasferimento e delle cure” di Sansal, arrivato in Germania ieri sera.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 novembre 2025
Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha accolto il reclamo presentato dall’avvocata Pina Di Credico: non una concessione discrezionale, ma un diritto costituzionalmente garantito. Per la prima volta un ergastolano condannato per reati di mafia potrà vivere momenti di intimità con la propria moglie senza il controllo a vista degli agenti. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Bologna con l’ordinanza depositata l’11 novembre, accogliendo il reclamo presentato dall’avvocata Pina Di Credico. Trent’anni di carcere, trent’anni duranti i quali il colloquio è stato consumato sotto lo sguardo della polizia penitenziaria. Adesso quella sorveglianza viene meno. Non come premio, ma come diritto.
di Giulia Melani
Il Manifesto, 12 novembre 2025
Il 2 novembre 2025, Elia Del Grande si è allontanato dalla Casa di lavoro di Castelfranco Emilia. Alcuni quotidiani hanno prontamente titolato che è evaso da una comunità, è falso: Del Grande, dopo avere scontato la sua pena, dopo ben 26 anni di detenzione, invece di essere libero, come sarebbe accaduto in un paese in cui non vige un Codice penale autoritario scritto dal legislatore fascista, si trovava rinchiuso in una “casa di lavoro”. Cosa sono le case di lavoro? Sono istituzioni in cui si eseguono le misure di sicurezza, ovvero, luoghi, in tutto uguali a carceri - di cui spesso altro non sono che sezioni - in cui una persona, che ha finito di scontare la pena, si trova recluso per un tempo indeterminato, perché ritenuto da un giudice “socialmente pericoloso”.
avellinotoday.it, 12 novembre 2025
Le parole del garante campano dei detenuti. Al momento in Italia ci sono 28 donne madri in carcere (alcune anche incinte) e 26 figli presenti, tra gli istituti femminili di Rebibbia (Rm) e Bollate (Mi) e gli Icam di Milano, Torino, Venezia e Lauro (Av). Nell’Icam di Lauro ci sono 8 detenute madri di cui 4 sono incinte, 3 tra il quarto e il sesto mese di gravidanza e una in procinto di partorire, la quale potrebbe essere anche a rischio di infezione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 novembre 2025
Il padre di Giulia audito in Commissione Femminicidio a due anni dalla morte della figlia per mano dell’ex: “L’educazione affettiva non è un pericolo, ma una protezione”. Non servono “più punizioni o leggi più dure”, la risposta della politica ad ogni fenomeno che sconvolge la coscienza pubblica. “La giustizia serve, ma arriva sempre dopo. Io sono qui per parlare di ciò che può arrivare prima, la prevenzione e quindi l’educazione”. Due anni dopo il femminicidio di sua figlia Giulia, Gino Cecchettin, suo padre, parla davanti alla Commissione Femminicidio per dare conto del primo anno di attività della Fondazione che porta il nome di sua figlia. “Sono semplicemente un padre che ha visto la propria vita cambiare per sempre”, esordisce davanti ai parlamentari, spiegando di aver voluto trasformare il dolore in qualcosa di positivo.
di Sebastiano Messina
L’Espresso, 12 novembre 2025
Le divergenze di vedute nello stesso campo largo impongono di condurre una campagna mirata. Ci sono una buona e una cattiva notizia, per l’opposizione, nell’ultimo sondaggio Demos-Repubblica sulla riforma della giustizia. La buona notizia è che la maggioranza favorevole alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è risicata: il 51 per cento. Un margine sottile, che lascia aperta la possibilità di una rimonta nei mesi che ci separano dal referendum confermativo previsto per marzo. La cattiva notizia, invece, è che la divisione attraversa lo stesso campo largo. Non pochi tra gli elettori del Pd (il 30 per cento) e persino del Movimento 5 Stelle (il 42 per cento) guardano alla riforma con una certa benevolenza. Dati che dovrebbero far riflettere chi continua a leggere questa battaglia come la solita guerra tra buoni e cattivi, tra giustizialisti e garantisti, come se il tempo non fosse passato e la realtà non fosse cambiata.
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