di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 novembre 2025
L’Anm e il referendum Verso il confronto con Nordio. Parodi: “Andrei solo per spiegare le nostre ragioni”. Polarizzare o non polarizzare? La domanda delle domande sulla campagna referendaria della riforma della giustizia non ha ancora risposta. Ieri, al quinto piano del palazzaccio della Cassazione, l’Anm ha deciso di adottare una linea attendista. “L’Anm e il Comitato - così recita la risoluzione votata da tutti, con la sola astensione dei due di Articolo 101, la corrente “anti-correnti” - si asterranno dall’organizzare eventi insieme ad organismi che hanno una connotazione politica, ferma restando la facoltà di partecipare ad ogni iniziativa in cui saranno invitati al fine di rappresentare le criticità della riforma. La nostra è e rimarrà esclusivamente una battaglia per la giustizia nell’interesse dei cittadini”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 9 novembre 2025
Riuscirà il centrodestra, che pure aveva la riforma della giustizia nel suo programma, a tenere un profilo basso, parlando di merito, e non trasformando una riforma che di destra non è in una bandiera della destra? C’è un dato sorprendente, e inaspettato, che riguarda l’iter della riforma costituzionale. Parliamo naturalmente della riforma della Giustizia, della separazione delle carriere, del sorteggio del Csm, della alta corte disciplinare, e quel dato riguarda la presenza non scontata di un gruppo nutrito di esponenti del mondo progressista che di fronte all’iter referendario, con coraggio, hanno detto di no: questa non è una riforma di destra.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 9 novembre 2025
Lo scrittore ed ex magistrato: “Questa legge è come un’infiltrazione di umidità: rende la casa sempre più insalubre e meno abitabile”. “È il risultato di una pericolosa mistura di incompetenza, inconsapevolezza e malafede. Hanno costruito un apparato che, a prescindere dal giudizio politico, danneggerà il funzionamento concreto della giustizia. Non renderà i processi più rapidi né più giusti, ma più confusi e meno indipendenti. Insomma: più capaci di generare ingiustizia. È una riforma sbagliata non perché non ci piace, ma perché è fatta male. Malissimo. Tutto è concepito in bilico fra dilettantismo e mediocre demagogia”.
di Andrea Gagliardi
Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2025
“Grazie al decreto sicurezza voluto dalla Lega. Bene così!”. Il tweet su X del leader della Lega Matteo Salvini in merito ad una borseggiatrice arrestata a Venezia che resta in carcere con le nuove norme, nonostante sia incinta, è solo l’ultima tappa del derby tra Lega e Fratelli d’Italia sul fronte della sicurezza. Una bandiera quest’ultima, issata con forza da entrambi i partiti mentre sale la temperatura della campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre in Veneto, Campania e Puglia. Lo dimostra la corsa a intestarsi i futuri interventi per assicurare “sfratti lampo” nei confronti degli inquilini morosi e un nuovo pacchetto sicurezza allo studio del governo. E lo confermano le sempre più frequenti incursioni su questo tema da parte dei leader Meloni e Salvini.
di Alessandra Serio
tempostretto.it, 9 novembre 2025
C’è anche il caso del messinese Ivan Lauria tra i sei decessi avvenuti nel giro di sei mesi al carcere di Catanzaro, dove i detenuti hanno preso carta e penna ed hanno scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai ministri della Giustizia e della Salute e alle procure competenti, per chiedere di verificare le condizioni in cui sono reclusi, soprattutto sotto il profilo sanitario. Il dossier menziona i sei casi e indica molte criticità, ascritte alla gestione: farmaci consegnati in ritardo, visite mediche ridotte, medici irreperibili. Un grido dall’allarme, quello dei detenuti del penitenziario Ugo Caridi, un appello per le condizioni di dignità e assistenza che sono loro riconosciuti dalla legge.
di Gabriel Bernard
fanpage.it, 9 novembre 2025
Il legale: “Speravamo in risposte concrete”. Dopo la vicenda di Simone, seviziato a Regina Coeli per 48 ore, il ministro della Giustizia Carlo Nordio annuncia controlli e perquisizioni in carcere. L’avvocato e il deputato Grimaldi denunciano la crisi del sistema penitenziario e chiedono interventi concreti. Controlli e perquisizioni in carcere dopo la vicenda di Simone, svelata da Fanpage.it, seviziato e torturato per quarantotto ore da altri detenuti all’interno di una cella di Regina Coeli per essersi rifiutato di nascondere un cellulare. A dirlo è il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella risposta all’interrogazione parlamentare presentata da Marco Grimaldi, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
di Antonio Nicola Pezzuto
L’Edicola del Sud, 9 novembre 2025
Si è svolto nella casa circondariale di Borgo San Nicola il primo recruiting day con colloqui di lavoro tra dieci imprese del territorio e 25 detenuti. L’iniziativa è nata su indicazione di Natalino Manno, prefetto di Lecce. L’input è stato pienamente accolto da Arpal Puglia che, insieme alla direzione della casa circondariale e ad un ampio partenariato, porta avanti da oltre un anno il progetto “Lavoro Fuori” (Formazione unita a orientamento per il reinserimento e l’inclusione). L’inedito appuntamento ha chiuso la seconda edizione di “Qui non c’è Lavoro Festival”, organizzato da Arpal Puglia.
di Massimiliano Cavallo
laguida.it, 9 novembre 2025
Suora Giuseppina, aveva insegnato per molti anni scienze nelle scuole superiori di Cuneo, e dal 1989 era volontaria in carcere. È morta ieri, sabato 8 novembre, suor Caterina Elsa Galfrè. Suora Giuseppina aveva 91 anni. Nata a San Lorenzo di Caraglio il 15 settembre 1934 da una famiglia di mezzadri, secondogenita di quattro sorelle e tre fratelli, Caterina decide di abbracciare la vita religiosa a sedici anni, dopo che con il padre era andata a Roma per il Giubileo. Entrò nelle suore di San Giuseppe di Cuneo il 20 marzo del 1952 con la quinta elementare e si mise a studiare prima per l’esame di terza media, poi dopo i voti nel 1955 fece l’esame per la maturità magistrale e l’anno successivo la maturità al Liceo Scientifico, successivamente la laurea in Scienze naturali all’Università di Torino. Iniziò il suo percorso nell’insegnamento prima nelle scuole della congregazione, poi dal 1976 alle Magistrali di Cuneo, al Liceo scientifico di Mondovì e infine, negli ultimi vent’anni prima della pensione, all’Itis di Cuneo. Proprio in quegli anni conosce il carcere da cui non si staccò più nel suo volontariato.
Corriere della Sera, 9 novembre 2025
BookCity porta la cultura anche in carcere per aprire un dibattito su che cosa significhi crescere un bambino o una bambina dietro le sbarre. Il confronto parte dal libro dell’educatrice Valentina De Fazio Madri detenute. Dal lavoro educativo in carcere alla ricerca sociopolitica (La Vita Felice). L’autrice ne parla mercoledì 12, alle ore 17, all’Istituto a custodia attenuata per madri detenute (Icam) di Milano con la direttrice reggente del carcere di San Vittore, Elisabetta Palù, il presidente di Fondazione Arché, Giuseppe Bettoni, e Federica Barile, coordinatrice Icam Bollate “sezione Nido”; nell’incontro “La maternità in carcere”.
Corriere della Sera, 9 novembre 2025
Una serata-evento lunedì 10 novembre al Teatro Martinitt di Milano per il 15° anniversario delle attività musicali promosse nelle carceri milanesi dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino e dall’Associazione Milano Musica. Quando le parole e i gesti non sono sufficienti… arriva la musica. Che non è solo emozioni. Può anche essere inclusione sociale e riabilitazione. È Il caso di “Note di libertà” l’espressione pubblica e condivisa di un percorso che da quindici anni utilizza la musica come strumento di crescita, espressione e rinascita all’interno degli istituti penitenziari milanesi. Ora i riflettori si riaccendono sull’esperienza milanese.










