di Diego Paura
Il Roma, 9 novembre 2025
L’intento de “Il silenzio dentro” è tessere un racconto che unisce testimonianze, dati e riflessioni. “Il silenzio dentro - Quando raccontare diventa un atto di giustizia” è un viaggio nelle profondità delle carceri italiane, un racconto orientato a offrire uno sguardo costruttivo sulle diverse realtà vissute dietro e oltre le sbarre. Scritto da Francesca Ghezzani e pubblicato da “Swanbook Edizioni” nel 2025, questo libro di narrativa d’inchiesta esplora il sistema penitenziario italiano, mettendone in luce le contraddizioni, ma anche i segnali di rinascita e cambiamento.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 9 novembre 2025
Destra e sinistra devono capire che sono necessarie politiche sociali di lotta a ogni forma di emarginazione e disagio. La sequenza impressionante di fatti di cronaca avvenuti in queste settimane, ultimi l’accoltellamento della donna a Milano e la tortura inflitta da parte di coetanei a un ragazzo in condizioni di disagio, hanno riproposto la questione sicurezza come centrale nell’agenda pubblica. Forse si potrebbe cercare di affrontarla senza il rimpallo infantile delle responsabilità, il gioco pavlovianamente eseguito a turno dalle forze politiche a seconda che siano al governo o all’opposizione, il modo infantile con il quale è facile riempire gli odiosi “pastoni” dei telegiornali, tutta una geremiade di “È colpa tua, no, è colpa tua.”
di Diego Motta
Avvenire, 9 novembre 2025
Le strutture si vedono benissimo, chi c’è dentro no. Benvenuti nei luoghi in cui i nuovi “invisibili” sono sottratti agli occhi dell’opinione pubblica: che si tratti di detenuti, di maggiore o minore età, di persone straniere in attesa di capire se potranno restare in Italia o meno, di vite nel limbo perché nessuno se ne fa carico, l’imperativo di chi gestisce l’ordine pubblico pare essere diventato negli ultimi anni quello semplicemente di nascondere. Oscurare per tranquillizzare, non mostrare per cancellare. L’elenco di queste zone “protette” è lungo e va dai Cpr e dai Cas, centri pensati per trattenere o rimpatriare migranti senza alcun progetto di integrazione, agli stessi istituti penali minorili, dove la popolazione carceraria è in aumento (e le tensioni con loro).
di Diego Motta
Avvenire, 9 novembre 2025
Fai-Cisl: meno di 20 milioni sui 200 previsti dal Pnrr per liberare i lavoratori dalle baraccopoli. Flai Cgil: sui braccianti stranieri è un fallimento eclatante. Soltanto 11 i piani approvati sui 37 presentati dai Comuni, escluse le situazioni di maggior emergenza. Risorse a rischio e progetti a rilento. Per liberare gli “schiavi” dai ghetti, la strada resta in salita. La voce dei sindacati agricoli si unisce ormai, da Nord a Sud, per chiedere chiarezza sui fondi stanziati dall’esecutivo al fine di superare gli insediamenti abusivi in cui vivono migliaia di braccianti. L’ultimo grido si è alzato questa mattina da Acerra, alla tavola rotonda organizzata in occasione della 75esima Giornata del Ringraziamento.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 9 novembre 2025
A Roma, governo e Terzo settore concludono le rispettive Conferenze con ricette divergenti. Più carcere da un lato, più diritti dall’altro. Mantovano: minori obbligati a terapia. Le associazioni: riforma della legge vetusta 309/90. Nove regole per allattare al seno il bambino, snocciolate una per una dal sottosegretario Alfredo Mantovano, sono forse la cosa più “stupefacente” del piano d’azione che il governo traccia a conclusione della VII Conferenza nazionale sulle dipendenze (comportamentali, in questo caso di una donna che sarebbe stata distratta dallo smartphone).
di Antonella Soldo
Il Domani, 9 novembre 2025
Una democrazia che teme una manifestazione pacifica, che reprime chi chiede ascolto, che rifiuta il confronto con la scienza, non è una democrazia sicura di sé. È una democrazia fragile, che confonde la forza con l’autorità, l’ordine con la giustizia. Ci sono momenti in cui la misura della democrazia non si riconosce nei discorsi ufficiali, ma nei gesti più piccoli. Davanti all’Auditorium della Tecnica a Roma, dove il governo ha convocato la Conferenza nazionale sulle droghe, insieme ad alcune attiviste dell’associazione Meglio Legale che presiedo e alla presenza dell’onorevole Riccardo Magi abbiamo tentato un piccolo atto di libertà: un flash mob ironico, pacifico, persino giocoso.
di Luca Foschi
Avvenire, 9 novembre 2025
Un’inchiesta giornalistica rivela gli abusi del carcere di Rakefet, chiuso negli anni Ottanta e riaperto dopo il 7 ottobre. Gli Usa si prendono la gestione degli aiuti a Gaza. Altre polemiche sul mandato per Netanyahu. “Dove sono, e perché mi trovo qui?”. Così il detenuto ha salutato gli avvocati del Comitato pubblico contro la tortura in Israele (Pcati), Janan Abdu e Misherqi Baransi, incaricati di salvarlo dall’inferno sotterraneo del carcere di Rakefet, a pochi chilometri da Tel Aviv.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 novembre 2025
I lavori per collegare Maghreb e Levante e la sconfitta della Rada. La tregua è instabile, ma serve a mandare avanti gli affari in Libia. I rapporti tra la milizia del generale e i servizi segreti di Roma: “una collaborazione molto proficua in materia di contrasto ad attività criminose di vario genere”. L’Italia ha duemila chilometri di ottimi motivi per non litigare con la Libia. Sono quelli della mitica “Autostrada dell’amicizia” che collegherà il Maghreb al Levante, progetto nato nel 2008 quando a Tripoli c’era Gheddafi e a Roma Berlusconi, tornato di gran moda negli ultimi giorni, con il sottosegretario agli esteri Giorgio Silli che due giorni fa è andato dall’altra parte del Mediterraneo per celebrare la firma del contratto per la realizzazione del sub lotto 4.3. L’opera vale qualcosa come 700 milioni di euro e la parte italiana della costruzione è stata affidata all’azienda Todini Costruzioni Generali Spa.
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 8 novembre 2025
I familiari delle vittime di terrorismo e criminalità, da Giovanni Bachelet ad Agnese Moro a Fiammetta Borsellino a Manlio Milani, scrivono a Nordio dopo la circolare che impone lo stop ai percorsi di rieducazione. Il contatto esterno con il carcere importante anche per lenire il dolore e applicare la Costituzione. Uno stop alle attività culturali all’interno delle carceri. Il ministro Nordio ha recentemente introdotto, con una circolare del 21 ottobre, una misura per cui il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) obbliga le Direzioni degli istituti penitenziari in cui siano presenti detenuti in reparti di Alta Sicurezza o in regime ex art. 41 bis a sottoporre a preventiva approvazione della Direzione Generale Detenuti e trattamento ogni evento di carattere trattamentale che coinvolga la comunità esterna al carcere. Ciò significa un rallentamento, se non uno stop definitivo ai percorsi rieducativi e un esautoramento del magistrato di sorveglianza cui finora era affidato il compito di verificare la corrispondenza degli eventi proposti con il percorso di riabilitazione.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 8 novembre 2025
Tutto deve passare da Roma e la stretta burocratica sulle attività educative, culturali e ricreative all’interno delle carceri dove sono presenti sezioni di alta sicurezza, pentiti, o detenuti del 41-bis comincia a farsi sentire. Con la circolare del Dap numero 454011 del 21 ottobre scorso, firmata dal direttore dei detenuti e del trattamento, Ernesto Napolillo, si stabilisce infatti che le richieste di autorizzazione per lo svolgimento degli eventi, adeguatamente dettagliate, devono essere inviate al ministero e non più ai singoli direttori dei penitenziari. Una disposizione che blocca e ritarda iniziative e percorsi di formazione e riabilitazione dei reclusi in quasi tutti i 192 istituti di pena italiani.
- Chiedere un modello di pena più umano non vuol dire dimenticare le vittime
- Nei penitenziari italiani 20mila tossicodipendenti. Piano per trasferirli nei Centri di recupero
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- Tutela salute delle detenute, Nordio firma la Convenzione










