di Angelo Panebianco
Corriere della Sera, 4 novembre 2025
Adeguandosi alla linea della segreteria, la minoranza del partito rinuncia alla propria vocazione liberale. Tra l’incudine e il martello. Forse la posizione più difficile, meno invidiabile, in vista del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, è quella della componente riformista, la minoranza, del Pd. Se sceglie il “sì” a una riforma di impronta liberale come quella, riafferma la sua identità e la sua vocazione riformista ma se lo fa trasforma anche se stessa in un gruppo di “social traditori”, di sabotatori della “causa”. La quale causa consiste nel tentativo di usare il referendum per dare una spallata al governo Meloni. Un bel dilemma. Probabilmente se si facesse un sondaggio rigorosamente anonimo fra i dirigenti del Pd verrebbe fuori una maggioranza favorevole alla riforma Nordio.
di Luciano Violante
Corriere della Sera, 4 novembre 2025
La separazione delle carriere crea una “casta” di magistrati arbitri indiscussi delle libertà e della reputazione dei cittadini. La discussione sulla separazione delle carriere, per la difficoltà della materia e la sua intrinseca politicità, rischia di aggrovigliarsi in un viluppo di accuse reciproche che nasconderebbero la sostanza delle cose. Un tentativo di chiarimento è forse necessario.
di Francesco Pallante
Il Manifesto, 4 novembre 2025
L’obiettivo è ridurre l’indipendenza della magistratura dal potere politico, di modo che ugualmente ridotto sia il rischio di sentenze sgradite alla politica. Le riforme costituzionali - dice Gustavo Zagrebelsky - si fanno per cambiare gli equilibri di potere. Perché qualcuno guadagni e, corrispettivamente, qualcun altro perda potere. Altrimenti, se tutto dovesse rimanere com’è, perché assumersi l’onere, e il rischio, di una riforma? Se, dunque, ci chiediamo quale sia la ragione della riforma della magistratura, la risposta è: ridefinire gli equilibri costituzionali a scapito della magistratura. Non si tratta - come si dice - di un intervento volto a separare le carriere di giudici e pubblici ministeri. La separazione esiste già, considerati gli strettissimi vincoli che ostacolano il passaggio da una funzione all’altra. L’obiettivo è ridurre ai minimi termini l’indipendenza della magistratura dal potere politico, di modo che ugualmente ridotto ai minimi termini sia il rischio di sentenze sgradite alla politica.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 4 novembre 2025
La vera forza dello Stato sul singolo è impersonata da chi ha la capacità, attraverso pressioni e alleanze, dentro il Csm, di ottenere posti al sole. Nell’Italia in cui lo Stato deve spendere, come accaduto l’anno scorso, 26 milioni di euro a causa degli errori della magistratura, chi sono i primi della classe degni di sedere nel Consiglio superiore della magistratura? Quelli nominati con le pastette delle correnti politiche o quelli estratti a sorte? Qualcuno, tra le toghe, lo dice con preoccupazione, altri con sprezzo. Non capiterà che i magistrati, requirenti e giudicanti, scelti con il sorteggio a far parte dei due Csm, saranno magari proprio gli ultimi della classe? Gli asini? L’ex procuratore di Milano, già presidente del sindacato delle toghe, Edmondo Bruti Liberati, parla di “scelta con i dadi”, altri di “Armata Brancaleone”, in tanti irridono alludendo agli incompetenti e impreparati.
di Simona Musco
Il Dubbio, 4 novembre 2025
La chiusura di un’inchiesta per diffamazione e stalking ha portato alla diffusione di pagine di chat private, anche di persone non indagate. Ma a che pro? C’è un’inchiesta su un gruppo di femministe accusate di stalking e diffamazione. Fin qui, una storia giudiziaria come tante. Ma con la chiusura delle indagini è arrivato il solito cortocircuito: le chat private delle indagate - e anche di persone che non lo sono affatto - sono finite ovunque. Pagine e pagine di conversazioni, pezzi di vita, insulti, ironie, giudizi su chiunque, da Mattarella a Segre, decontestualizzati e trasformati in materiale da talk show.
ansa.it, 4 novembre 2025
Il volume “Guida alle carriere lavorative e professionali nell’amministrazione penitenziaria” nasce da un’idea del garante regionale dei detenuti dell’Emilia-Romagna Roberto Cavalieri e sarà presentato giovedì 7 novembre nella facoltà di Sociologia dell’Università di Forlì. La guida si rivolge a diplomati e laureati intenzionati a lavorare nell’amministrazione penitenziaria, con informazioni dettagliate sui percorsi professionali, requisiti e procedure concorsuali. Copre tutte le professioni del settore: dalle figure dedicate al trattamento e reinserimento sociale dei detenuti (pedagogisti, psicologi, criminologi, mediatori culturali) a quelle amministrative (funzionari contabili) fino agli addetti alla sicurezza (agenti, ispettori e commissari della Polizia penitenziaria).
di Francesco Oliva
Corriere Salentino, 4 novembre 2025
I familiari: “Era tranquillo fino a poche ore prima”. C’è un fascicolo d’indagine sulla morte di un detenuto 25enne di Foggia, ma di origini brasiliane, trovato cadavere nel reparto di Infermeria nel carcere di Lecce, il 30 ottobre scorso. L’ipotesi di reato, ipotizzata dal sostituto procuratore Alfredo Manca, è quella di istigazione al suicidio al momento a carico di ignoti ed è contenuta nell’avviso di conferimento dell’autopsia che verrà eseguita nelle prossime ore. Il giovane era detenuto per una vicenda di maltrattamenti e, da tempo, aveva problemi di tossicodipendenza.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 4 novembre 2025
L’associazione Pantagruel: inzuppati i vestiti donati che sono custoditi in magazzino. Sollicciano è di nuovo sott’acqua dopo le piogge dei giorni scorsi: l’associazione Pantagruel denuncia: secchi da tutte le parti, detenuti costretti a stare a piedi nudi per non bagnare scarpe e calzini. Sollicciano, ci risiamo. I temporali che hanno colpito Firenze nei giorni scorsi, hanno fatto allagare, come ormai da prassi, il penitenziario fiorentino. Piove non soltanto nei corridoi, ma anche dentro le celle. E succede che molti detenuti siano costretti a camminare scalzi per non bagnarsi scarpe o calzini, oltre che ad armarsi di secchi e stracci. “Una situazione assurda - commentano i volontari dell’associazione Pantagruel - Ci sono secchi di plastica dappertutto, è pericoloso camminare da una parte all’altra del carcere perché si rischia di scivolare”.
novaradio.info, 4 novembre 2025
Niente più corso di teatro al carcere “le Sughere” di Livorno, e addio anche all’ esperienza della squadra di rugby delle “Pecore nere”, attiva da vent0anni e regolarmente iscritta a campionati di categoria. A denunciarlo, ai microfoni di Novaradio è il garante dei detenuti d Livorno, Marco Solimano. È la diretta conseguenza della recente Circolare emanata dal Ministero di Giustizia con cui il governo ha riscritto le regole per l’organizzazione delle attività di soggetti esterni in carcere, limitandole fortemente. Cambiano così le procedure autorizzative per gli istituti che hanno il doppio circuito della media ed alta sicurezza - oltre a Livorno, in Toscana anche Prato e San Gimignano - non sono più in capo alla direzione delle singole carceri ma vengono trasferiti in modo centralizzato Dap a Roma, con effetti anche per i detenuti reclusi nelle sezioni di media sicurezza. Cambiano inoltre anche le modalità di accesso, ristrette ai soli soggetti che già sono attivi nelle carceri. Una vera propria stretta: “Dalle celle chiuse alle carceri chiuse, è un attimo. Un balzo all’indietro di più di quarant’anni” ha denunciato il Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasìa, lanciando un allarme condiviso da molti altri suoi omologhi, anche in Toscana, tra cui lo stesso Solimano.
di Carolina Brugi
Corriere di Maremma, 4 novembre 2025
Contribuire al reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti, fornendo loro competenze spendibili sul mercato del lavoro. Con questo obiettivo, Cna Servizi, l’agenzia formativa di Cna Grosseto, ha portato a termine due progetti finanziati dalla Regione Toscana, che hanno coinvolto 18 detenuti delle case circondariali di Grosseto e Massa Marittima. I percorsi, conclusi da pochi giorni, hanno permesso ai partecipanti di ottenere certificazioni professionali in diversi settori, dalla manutenzione del verde alla produzione dolciaria e termoidraulica. I risultati sono stati presentati durante l’incontro conclusivo, a cui hanno preso parte i partner del progetto, la Regione Toscana e il Garante dei diritti dei detenuti, Giuseppe Fanfani.
- Roma. Il carcere degli invisibili
- Livorno. “Fuori tema”, un podcast racconta le storie dei detenuti del carcere de “Le Sughere”
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